(Adnkronos) – Il Padel è uno sport giovane che sta conquistando di giorno in giorno paesi e generazioni diverse. E’ uno sport divertente, socializzante, immediato che può essere praticato da tutti, a diverse età, sesso, abilità tecniche e condizioni fisiche. È una disciplina che associa atleti agonisti di alto livello a sportivi in cerca del semplice divertimento con il piacere della competizione. Una disciplina che si divide tra il tennis e lo squash, il Padel si gioca in doppio (2 contro 2) ma è più dinamico ed entusiasmante più coinvolgente delle due attività da cui deriva; la facilità della tecnica consente di imparare a giocare in tempi brevi riuscendo ad apprezzare fin da subito quei miglioramenti necessari per appassionarsi.
Oltre ad essere divertente, costituisce anche una valida attività motoria per tenersi in forma, alla portata di tutti gli sportivi sia dilettanti che agonisti , può essere un motivo di divertimento o anche semplicemente un’occasione di incontro e di ritrovo tra amici e familiari e di terapia psicologica. Il padel è fonte di importanti benefici psico-fisici: sport completo che deriva dalla combinazione di diversi sport si pratica sia all’aria aperta che al chiuso, migliora il sistema cardiocircolatorio, le capacità respiratorie e aumenta la forza e il tono muscolare e la psiche.
Il padel contribuisce ad un buon sviluppo fisico, fondamentale nelle fasi di crescita, poiché l’attività svolta oggi determinerà la forma fisica futura. Il padel non solo produce benefici fisici, ma aiuta i più piccoli anche negli aspetti emotivi e psicologici, aspetti importantissimi in queste prime fasi di crescita e sviluppo. In questo senso, la dinamica del padel consente ai bambini di collaborare tra loro, fare amicizia, e di sviluppare partita dopo partita la motivazione per migliorare.
Questo sport estremamente dinamico, inoltre, permette al corpo di riscontrare enormi benefici come: Miglioramento del coordinamento, dell’agilità e della reattività. E’uno dei rimedi per prevenire l’insorgenza della depressione. Aiuta ad evitare l’atrofia muscolare o i disturbi del corpo ottimizzandone l’elasticità. Richiede 4 giocatori ed è perfetto per trascorrere del tempo socializzando con nuovi amici o divertendosi con i propri. Aumenta l’autostima ed il desiderio di miglioramento. Il giocatore, il bambino acquisisce autodisciplina che è molto utile anche in altre aree della vita come scuola e lavoro. Migliora il sistema cardiocircolatorio e cardiovascolare, riducendo il rischio di attacchi cardiaci o insufficienza cardiaca. Aumenta la forza, il tono muscola, permette il rilascio di endorfine. E’ una valvola di sfogo per i problemi della vita quotidiana. Migliora la qualità del riposo e del sonno diminuendo gli attacchi di cefalea.
Il suo progressivo coinvolgimento ad ogni livello sociale sta facendo parlare di “PADEL DIPENDENZA”, perché vi è una tendenza sempre più consolidata di avvicinamento massivo a questa attività che rappresenta una grande opportunità per lo sport in generale e che si propone di incrementare momenti di socializzazione e aggregazione intergenerazionale .
Il progetto Io parlo Padel e’’ esclusivamente dedicato ai bambini e ai ragazzi ed adulti con problematiche di disabilita’, con entusiasmo, sensibilità di Rolando Luzi giocatore ed istruttore, personaggio conosciuto nel settore del padel ed in tutti circoli della capitale, ideatore del progetto Fiera Padel di Roma, nonché ex manager del campione Varenne, con il supporto dell’amico Sociologo Pier Paolo Pinto, e della Dottoressa Chiara Minelli esperta nelle tematiche sociali, con la collaborazione di psicologi, mental coach, sportivi, affermati atleti e conoscitori esperti delle dinamiche sportive che credono fermamente nella possibilità per le persone disabili di poter vivere lo sport a 360 gradi e rafforzare lo spirito di aggregazione e il lavoro di squadra, ed il supporto di ragazzi giocatori di padel sensibili al progetto per l’ideazione del logo Fabio Maiolo e Andrea De Carolis. Obiettivo privilegiato è sostanzialmente quello di permettere a soggetti con disabilità di entrare a far parte di una vera realtà sportiva e sociale ad oggi riservata solo ai normodotati.





