Milano, 6 nov. (askanews) – Luigi Lovaglio, dopo la debacle dell’assemblea del 29 ottobre che ha visto la netta bocciatura da parte dei soci del suo piano per contrastare l’Opas di Intesa Sanpaolo, si presenta al mercato con risultati superiore alle attese e assicura che, seppur la “rotta” sia ora cambiata, il management gestirà le fasi successive “con lo stesso rigore e senso di responsabilità” che ha portato il Monte ha centrare ancora una volta i suoi obiettivi.
Mps ha chiuso i primi nove mesi del 2026 con un utile netto a 1,66 miliardi, in aumento del 21,2%, coi profitti che nel solo terzo trimestre sono saliti a 543 milioni (+14,6%), oltre il consensus, e ricavi in crescita del 5,6% a 6,023 miliardi, grazie alla positiva dinamica del margine di interesse (+3%), delle commissioni nette (+3,5%) e degli altri ricavi della gestione finanziaria (+21,5%). A fine settembre, il Cet1 ratio fully loaded della banca è al 16,4%. Anche alla luce dei risultati, le previsioni per il 2026 vengono riviste, indicando un utile lordo superiore a 3,7 miliardi (dal precedente 3,6 mld) e un coefficiente Cet1 di circa il 15,5%, ipotizzando un dividendo per azione di 0,86 euro.
“Anche oggi presentiamo un’altra serie di risultati molto buoni che confermano ulteriormente la forza e la qualità della nostra rete e la nostra capacità di esecuzione pur in un periodo caratterizzato da importanti sviluppi strategici”, ha sottolineato l’Ad di Mps durante la conference call con gli analisti. “La scorsa settimana i nostri azionisti si sono espressi sulle proposte strategiche sottoposte all’assemblea straordinaria e prendiamo atto della loro decisione con assoluto rispetto e proseguiamo il nostro cammino con lo stesso rigore e senso di responsabilità che ci hanno sempre guidato. In ogni lungo viaggio arriva il momento in cui la rotta cambia – ha proseguito Lovaglio -, ma il cambio di rotta non significa smarrire la direzione che rimane chiara: continueremo a raggiungere i nostri obiettivi, a generare risultati e preservare il valore della banca, e gestiremo la seconda fase con rigore e senso di responsabilità. La rotta può essere cambiata, ma non la nostra bussola”.
La valutazione ufficiale dell’Opas di Intesa da parte del cda di Mps arriverà solo dopo la pubblicazione del Documento di offerta. Tra il 9 e il 10 novembre è atteso il via libera della Consob che darà poi inizio al periodo di adesioni previsto nell’ultima settimana del mese, dal 23 novembre.
Intanto sul fronte delle autorizzazioni Antitrust, scrive oggi Repubblica, il parere finale dell’istruttoria sull’Opas è stato inviato ieri alle parti coinvolte, compresa Generali. Il garante, secondo fonti riportate dal quotidiano, avrebbe sostanzialmente accolto lo schema degli impegni proposti da Ca’ de Sass, chiedendo in più “correttivi comportamentali” perché l’investimento della maggior banca italiana nel suo primo concorrente assicurativo “resti puramente finanziario” e, in tal senso, le misure dovrebbero limitarsi alla nomina di consiglieri del tutto indipendenti nel cda del Leone da parte di Intesa. Sempre secondo quanto risulta a Repubblica, i vertici di Generali nelle settimane scorse avrebbero scritto all’Antitrust europeo per segnalare l’operazione di concentrazione di Intesa e sollecitare un intervento.





