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Le Valli del Natisone, una storia che unisce Italia e Slovenia

L’evento al Marconi Centre: Cultura, Identità e Memoria nelle terre di confine

Da sinistra: Elena Tuan, Carmela Prinzo, Graziella Bianco Coren, l’Ambasciatore sloveno in Canada Andrej Medica, Margherita Protocco-Drakulic e Simon Pribac

 

Il documentario Ostanen (Rimango) racconta il legame con la terra d’origine e il patrimonio linguistico condiviso da Italia e Slovenia. Una testimonianza che parla anche alla Comunità italiana in Canada, con il richiamo dell’Ambasciatore Alessandro Cattaneo al valore della pluralità culturale come valore aggiunto

 

Carmela Prinzo

 

OTTAWA – Ci sono luoghi che si lasciano, ma restano nella nostra memoria e si respirano anche se lontani. Il legame profondo tra una Comunità e le proprie origini è il filo conduttore del documentario Ostanen (Rimango), realizzato grazie ai fondi della Regione Friuli Venezia Giulia e presentato al Marconi Centre davanti a una sala gremita. Entusiasmo e commozione hanno caratterizzato l’evento, grazie all’energia organizzativa di Carmela Prinzo, neo Presidente dell’Unione Emigranti Sloveni, circolo di Ottawa. Una storia che invita a riflettere sul valore della memoria, dell’identità e dei legami con la terra d’origine. “Sono cresciuta con un padre siciliano e una madre friulana di origine slovena”, ha raccontato Carmela, conosciuta nella Comunità italo-canadese per il suo attivismo. “I miei nonni – ha aggiunto – parlavano il dialetto sloveno delle Valli del Natisone, oltre all’italiano, al francese e all’inglese. Come molti italiani, non si sentirono riconoscere il valore della propria cultura e della propria lingua. Oggi la minoranza slovena è parte integrante della storia e dell’identità del Friuli Venezia Giulia. La sua lingua e la sua cultura sono tutelate dalla legge italiana, che riconosce e protegge i diritti della minoranza linguistica slovena”.

 

L’iniziativa ha portato a Ottawa la storia delle Valli del Natisone, un territorio del Friuli Venezia Giulia situato al confine con la Slovenia, caratterizzato da un’identità linguistica multiculturale in cui convivono le comunità italiana, friulana e slovena. Molto significativo il messaggio istituzionale inviato agli organizzatori dall’Ambasciatore italiano in Canada, Alessandro Cattaneo, che ha sottolineato, tra l’altro: “La storia delle Valli del Natisone è parte integrante della storia italiana, e ne testimonia la ricchezza culturale e linguistica, così come la complessità delle vicende che hanno toccato le nostre terre di confine. Il riconoscimento e la tutela di questa pluralità rappresentano un principio fondamentale della nostra Costituzione ed uno straordinario valore aggiunto per il patrimonio del nostro Paese”. Presente l’Ambasciatore sloveno in Canada Andrej Medica, visibilmente emozionato.

 

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“Questo documentario – ha detto – è molto commovente, se penso alle migliaia di persone che hanno lasciato la loro terra per emigrare in Germania, Belgio, Svizzera, Australia, Canada. Durante le mie missioni incontro tantissimi connazionali che hanno lasciato la loro terra: sono canadesi, ma sento che non hanno mai abbandonato le loro origini”. Poi un richiamo ai più giovani: “Li incoraggiamo a ritornare in vacanza nelle loro terre per conoscerle e scoprirne le tradizioni”. Direttamente dall’Italia, presente Graziella Bianco Coren, Presidente dell’Unione Emigranti Sloveni del Friuli Venezia Giulia, accompagnata da Elena Tuan e Valentino Micheli. “Desideriamo trasformare la memoria condivisa in un’opportunità di dialogo e progettualità culturale slovena, italiana e canadese – ha sottolineato la Presidente, che poi hai spiegato: “La nostra associazione si propone, da sessant’anni, come ponte tra storie, esperienze migratorie e identità, affinché il patrimonio che ci unisce continui a vivere e a rinnovarsi attraverso le generazioni, superando i confini geografici e culturali”. Un plauso all’iniziativa da Ivano Cargnello, Presidente dell’Associazione dei Fogolâr Furlan di Ottawa: “Questo documentario – ha dichiarato – testimonia il profondo attaccamento degli sloveni friulani alle Valli del Natisone la patria dove sono nati. Per noi corregionali friulani quest’anno è molto significativo, perché il Friuli commemora il cinquantesimo anniversario del sisma, quando si temeva che molti avrebbero lasciato la nostra terra. Non è successo, perché la parola d’ordine è stata: rimaniamo e ricostruiamo. Sloveni e friulani – ha concluso – sono accomunati dallo stesso attaccamento viscerale per la loro terra”. Il richiamo alle proprie origini è il filo conduttore nei sentimenti di tanti partecipanti. “Siamo arrivati undici anni fa, ha raccontato  Francesca Bellantone, che ha partecipato all’iniziativa con il marito Roberto Cucinotta, proprietari di Dolci Sapori, rinomata pasticceria italiana della capitale. “Abbiamo aperto – ha aggiunto –  solo due anni fa, cercando di portare nel lavoro un po’ della nostra terra, e l’evento di oggi ci ricorda quanto siano importanti le radici e il senso di appartenenza all’Italia. Ascoltando queste testimonianze ho capito quanto abbiamo in comune: abbiamo lasciato il nostro Paese, ma sono sempre vive le emozioni e la nostalgia di casa e della famiglia”.

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