Roma, 2 nov. (askanews) – Settantatré anni. Tanto è passato dall’ultima volta in cui un pilota italiano ha conquistato il Mondiale di Formula 1. Era il 1953 quando Alberto Ascari, al volante della Ferrari, confermò il titolo conquistato nella stagione precedente, diventando il primo pilota a vincere due campionati consecutivi. Da allora nessun italiano è più riuscito a salire sul trono della massima categoria automobilistica. Andrea Kimi Antonelli, ventenne bolognese della Mercedes, è oggi il primo italiano a vincere il mondiale da allora.
La storia del Mondiale italiano comincia nel 1950, anno della nascita del campionato del mondo di Formula 1. Il primo a iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro è Nino Farina, torinese, che conquista il titolo al volante dell’Alfa Romeo. Un successo che arriva al termine di una stagione combattuta, nella quale Farina supera il compagno di squadra argentino Juan Manuel Fangio e il britannico Reg Parnell. L’anno successivo è proprio Fangio a imporsi, sempre con l’Alfa Romeo, aprendo una stagione di dominio destinata a segnare la storia dell’automobilismo.
Nel 1952 la scena passa alla Ferrari e ad Alberto Ascari. Milanese, nato il 13 luglio 1918, figlio del pilota Antonio Ascari, morto durante una gara nel 1925, Alberto cresce con la velocità nel sangue. Dopo gli esordi nelle competizioni automobilistiche, trova nella Ferrari la macchina con cui esprimere tutto il proprio talento. Il regolamento del Mondiale cambia e, per favorire la partecipazione di più costruttori, la Formula 1 adotta temporaneamente le regole tecniche della Formula 2. La Ferrari 500 si rivela nettamente superiore alla concorrenza.
Ascari domina la stagione 1952: vince sei delle otto gare del campionato a cui prende parte, conquista cinque pole position e si laurea campione del mondo con un margine netto sugli avversari. L’anno successivo conferma la propria superiorità. Con cinque vittorie nelle sette gare disputate, conquista il secondo titolo consecutivo, diventando il primo pilota nella storia a riuscire nell’impresa.
Il biennio di Ascari resta uno dei momenti più importanti dell’automobilismo italiano. Il pilota della Ferrari colleziona undici vittorie nei Gran Premi iridati nelle due stagioni e impone il proprio nome in una Formula 1 ancora lontana dall’organizzazione e dalla dimensione globale di oggi. Nel 1954 passa alla Lancia, ma la nuova avventura non mantiene le promesse. Nel 1955, pochi giorni dopo essere sopravvissuto a un incidente nel Gran Premio di Monaco, muore a Monza durante una sessione di prove private. Ha 36 anni.
Dopo Ascari, l’Italia non riesce più a conquistare il Mondiale piloti. Ci vanno vicini diversi protagonisti, da Luigi Musso a Michele Alboreto, secondo nel 1985 con la Ferrari, fino a Jarno Trulli e Giancarlo Fisichella, capaci di vincere Gran Premi senza arrivare alla conquista del titolo. La Ferrari torna a vincere il Mondiale piloti con Michael Schumacher, ma il campione è tedesco. Anche negli anni successivi, nonostante la presenza di piloti italiani in Formula 1, il titolo resta lontano.
Ora Antonelli. Nato a Bologna il 25 agosto 2006, cresciuto nei kart e diventato uno dei talenti più precoci del programma giovani Mercedes, ha bruciato le tappe fino all’esordio in Formula 1 nel 2025. Nel 2026 ha già conquistato vittorie importanti, mostrando di poter competere ai massimi livelli. Il Mondiale è il traguardo che può trasformare il talento in una pagina di storia.
E’ diventato il terzo italiano campione del mondo di Formula 1 dopo Farina e Ascari. Dopo oltre sette decenni di attesa, l’Italia ritrova un campione capace di riportare il tricolore sul tetto della Formula 1.





