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Mps, sit-in sindacati fuori da assemblea: Siena patrimonio del Paese

Siena, 29 ott. (askanews) – Sit-in organizzato da Cgil, Cisl e Uil davanti alla sede di Mps di viale Mazzini a Siena, nel giorno dell’assemblea dei soci che segnerà il destino della banca senese. Difesa dell’integrità del gruppo, valorizzazione della città di Siena e tutela dell’occupazione le richieste dei sindacati e dei lavoratori.

“Oggi noi siamo qui a rappresentare che Monte dei Paschi è un’infrastruttura fondamentale non solo per questo territorio ma per il Paese”, ha dichiarato Alice d’Ercole, segretaria generale Cgil Siena. “E’ il terzo polo bancario e un suo smembramento rischierebbe di produrre da una parte sovrapposizioni che generano di per sé esuberi, con il rischio di mobilità importanti per il personale dipendente, con effetti che ancora non possiamo sapere quali possono essere per i diretti”. “Quel che è certo – ha proseguito – è che di fronte a sovrapposizioni sull’indotto il rischio reale è che si arrivi a dei licenziamenti”.

“In più c’è un tessuto produttivo del territorio che per larga parte dipende dal credito di Mps – ha sottolineato -. È chiaro che il venire meno di un sistema di credito, di un modello di credito orientato all’economia reale, orientato al territorio, rischia di lacerarlo ulteriormente”. “Noi siamo qui – ha concluso – per dire che il tessuto socio-economico dei territori, il lavoro dei dipendenti, i lavoratori dell’indotto non possono essere effetti collaterali dei dividendi della finanza, ma sono la spina dorsale del Paese e sono la priorità dell’interesse interesse generale del Paese”.

“Mps per Siena è un’istituzione – ha dichiarato Massimo Martini, segretario Uil Siena -. Noi vogliamo sostenere sempre e comunque la possibilità che Montepaschi resti a Siena, che abbia il suo ruolo come l’ha avuto in questi anni. Portarci via questa ricchezza che ha 500 anni di storia sicuramente è una rapina che non possiamo accettare. Noi siamo qui a manifestare il nostro dissenso e vogliamo sostenere i lavoratori, ma soprattutto vogliamo sostenere la comunità di Siena perché ha diritto di avere possibilità che la storia continui e scrivere che la Banca Montepaschi resti a Siena”. “Mai dire mai – ha concluso -, speriamo che prevalga il buon senso, che sicuramente non è nella testa di molti azionisti, però noi fino in fondo vogliamo sperare e credere che la banca possa restare assieme”.

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