Controllo più serrato delle finanze sindacali e regole più rigide sulla neutralità religiosa nelle scuole: il governo Legault accelera su due fronti delicati a un anno dal voto. Ma nel partito cresce il malcontento: lascia il Ministro dei Servizi sociali, Lionel Carmant, mentre il Premier dell’Ontario, Doug Ford, si dichiara pronto ad accogliere i medici quebecchesi

QUÉBEC — A un anno dalle elezioni provinciali e con i consensi in caduta libera, il Premier François Legault sceglie la linea dura, con misure tranchant e impopolari. Dopo aver approvato la riforma della retribuzione dei medici legandola alle performances, il governo della CAQ apre due nuovi fronti: una sulla trasparenza sindacale e l’altra per rafforzare la laicità nel sistema educativo.
Giovedì 30 ottobre, il Ministro del Lavoro Jean Boulet ha presentato all’Assemblea nazionale il Disegno di Legge 3, che impone una revisione profonda del modo in cui i sindacati raccolgono e utilizzano le quote dei propri iscritti. La misura prevede che le ‘cotizzazioni’ vengano suddivise in due categorie: una “principale”, destinata alla rappresentanza e alla negoziazione, e una “facoltativa”, da approvare annualmente tramite voto dei membri, utilizzabile solo per campagne sociali, pubblicitarie o per contestare leggi davanti ai tribunali. In pratica, un sindacato potrà finanziare cause giudiziarie – come quelle contro la Legge 21 sulla laicità dello Stato – soltanto attraverso fondi approvati espressamente dagli iscritti. Inoltre, le organizzazioni sindacali dovranno presentare ogni anno bilanci certificati e rapporti dettagliati sull’uso delle risorse, pena sanzioni tra 5.000 e 50.000 dollari. “La missione centrale di un sindacato è la rappresentanza dei lavoratori. Tutto ciò che va oltre deve essere facoltativo”, ha dichiarato Boulet. Le reazioni del fronte sindacale non si sono fatte attendere. Éric Gingras, presidente della Centrale des syndicats du Québec (CSQ), ha denunciato un disegno di legge che “mina l’azione collettiva e limita la capacità di intervento nello spazio pubblico”. Magali Picard della Fédération des travailleurs et travailleuses du Québec (FTQ) ha accusato il governo di ”cercare capri espiatori per distogliere l’attenzione dai propri fallimenti , mentre la Fédération interprofessionnelle de la santé du Québec (FIQ) ha espresso “viva preoccupazione e opposizione totale” alla proposta.
Lo stesso giorno il governo ha fatto approvare il progetto di legge 94, volto a rafforzare la laicità nelle scuole. Il testo impone a studenti e personale di frequentare le aule a volto scoperto e vieta menù e congedi legati a restrizioni religiose non previsti dal calendario scolastico. La misura nasce anche a seguito della controversia esplosa nell’autunno 2024 alla scuola Bedford di Montréal, dove un gruppo di insegnanti era stato accusato di creare “un clima di paura e intimidazione” per motivi ideologici. Il provvedimento, approvato con 70 voti favorevoli e 27 contrari, ha ricevuto il sostegno della CAQ e del Parti Québécois, mentre Liberali e Québec solidaire hanno votato contro. E non è finita qui: Legault ha già annunciato un’ulteriore iniziativa legislativa nei prossimi mesi per estendere la laicità anche ai servizi di assistenza all’infanzia sovvenzionati. Con questi due provvedimenti, il governo tenta di riaffermare il proprio controllo su due pilastri della società quebecchese – l’azione sindacale e il sistema educativo – in nome della trasparenza e della neutralità dello Stato.

Intanto, il governo continua a perdere pezzi. Lionel Carmant, amico personale di Legault e cofondatore della CAQ, lascia il caucus e le funzioni di Ministro dei Servizi sociali per sedere come deputato indipendente, citando tensioni familiari legate alla legge 2 sulla retribuzione dei medici. Moglie e figlia, entrambe mediche, non condividono la normativa: la figlia Laurence ha addirittura firmato una lettera aperta denunciando le sanzioni previste e minacciando di trasferirsi in un’altra provincia. Con l’addio di Carmant, la CAQ scende a 82 deputati: dai 90 del 2022, il partito ha perso otto eletti, ovvero Joëlle Boutin, Pierre Fitzgibbon, Youri Chassin, Éric Lefebvre, Andrée Laforest, Pierre Dufour, Maïté Blanchette Vézina e, appunto, Lionel Carmant. Dal canto suo, il Premier dell’Ontario Doug Ford ha invitato i medici quebecchesi insoddisfatti a trasferirsi nella sua provincia, provocando la reazione stizzita di Legault. (V.G.)





