Mediamente, nel Paese, il costo della vita è aumentato del 2,4%
OTTAWA – Nonostante il rallentamento economico, l’inflazione è tornata a salire in Canada, trainata dai prezzi alimentari e degli affitti, con il Québec che si conferma la provincia più colpita. A settembre, l’Indice dei prezzi al consumo è salito al 3,3% in Québec, quasi un punto in più rispetto alla media nazionale del 2,4%. Un aumento di 0,5% rispetto all’1,9% di agosto, secondo i dati diffusi martedì 21 ottobre da Statistique Canada. Le cause principali di questo divario sono il mantenimento della tassa sul carbonio, abolita nelle altre Province, e l’aumento del costo degli alloggi, che nella Belle Province cresce a ritmi doppi rispetto al resto del Paese. Gli affitti hanno registrato un incremento medio del 9,3%, contro il 4,7% nel resto del Canada, spinti anche dalle raccomandazioni record del Tribunal administratif du logement, che ha suggerito rialzi fino al 5,9% per gli appartamenti non riscaldati e aumenti maggiori per quelli ristrutturati.

Anche l’inflazione sugli alimenti continua a pesare sui bilanci familiari: i prezzi dei prodotti acquistati al supermercato sono cresciuti del 4%, soprattutto a causa del rincaro di verdure fresche, zucchero, dolciumi, carne bovina e caffè. Secondo Sonny Scarfone, economista di Desjardins, l’inflazione in Québec resterà più alta rispetto al resto del Paese almeno fino alla metà del 2026. Nel frattempo, la Banca del Canada ha ridotto il tasso d’interesse di un quarto di punto, dal 2,75% al 2,5%, per sostenere consumatori e imprese. Le nuove cifre saranno valutate in vista della prossima decisione sui tassi, prevista il 29 ottobre. (V.G.)





