
MONTRÉAL – Venerdì 9 e sabato 10 ottobre 2026, oltre 900 spettatori hanno riempito il Teatro Mirella e Lino Saputo del Centro Leonardo Da Vinci per il grande ritorno di Evviva La Suocera, l’ormai iconico spettacolo che il poliedrico Joe Cacchione portò in scena per la prima volta nel lontano 2003. In occasione del ventesimo anniversario, nel 2023, ne era stata poi proposta anche una versione in francese, Le retour de la belle-mère, allargata al pubblico quebecchese. Riportato adesso su scena nella sua versione originale in italiano, lo spettacolo è rimasto fedele a sé stesso – con testi di Joe Cacchione, Giuseppe Rubbo, Marco Luciani Castiglia, Annamaria Cacchione, David Iera e Christian Patenaude – ma si è aggiornato con nuove battute che, ovviamente, seguono l’attualità.
Fragorosa è stata la risata del pubblico, al passaggio sulle ultime elezioni provinciali che hanno reso nuovo premier del Québec Paul St-Pierre Plamondon, quando Joe ha trasformato l’acronimo PSPP in “Possiamo schiattà piano piano”.

Il Joe Cacchione di oggi è poi ormai padre di due ragazzi grandi, è stato professore, preside scolastico, è andato in pensione, ed è attualmente direttore del Centro Leonardo Da Vinci. Un uomo e un professionista che, si può dire, ne ha viste di tutti i colori. E tutti questi colori sono ora parte integrante dello show, con nuove esperienze e consapevolezze, e una nuova prospettiva sull’educazione, sulla società, e sulla stessa figura dei suoceri.
Nel cast troviamo un bravissimo Marco Luciani Castiglia, nei ruoli del prete, del bambino e dell’adolescente, David Iera, come sempre, e un ex allievo, Joe Fezzuoglio. Commovente, per Joe, la collaborazione dei figli Josué e Samuele, comparsi per la prima volta in scena con lui quando avevano rispettivamente 11 e 7 anni. Da allora lo hanno assistito in tutta la produzione, sono sempre presenti nei videoclip e, stavolta, erano anche sul palco, alle spalle del papà, con una loro performance musicale di accompagnamento.
Con intuito, sono stati anche coinvolti alcuni spettatori, invitati a salire sul palco per una scenetta. Venerdì sera è toccato a Franco Santoriello, della Fondation de l’Hôpital Santa Cabrini, che si è prestato al gioco, a un ragazzo italo-canadese, Rocco, e a una ragazza greca che non parlava italiano. Joe ha saputo rendere esilarante anche questa circostanza, riproposta la sera successiva: sabato, infatti, è toccato a un italiano, Mario, e ad altre due persone, una portoghese e una libanese. E tutti ridevano, sempre. La magia dell’ironia ben fatta, schietta ma educata, è anche questo.





