Roma, 20 ott. (askanews) – Dietro le violenze che si sono verificate nelle manifestazioni di protesta dei giorni scorsi scorsi c’è una strategia di “guerra ibrida”? Il tema è stato sollevato oggi dal ministro della Difesa Guido Crosetto, ma liquidato senza giri di parole dal collega di governo e vicepremier Matteo Salvini.
“I fatti di Milano e di altre parti – ha detto Crosetto intervenendo al forum sul procurement della difesa – sono una cosa profondamente diversa da quelli che abbiamo vissuto in altre epoche, profondamente. E sono il frutto di una cosa che inascoltato richiamo da anni: che è la guerra ibrida che qualcuno sta portando alle nostre nazioni con strumenti non convenzionali che si chiamano Tik tok, social, YouTube senza che l’Occidente se ne renda conto, in qualche modo reagisca”. Crosetto ha avvertito che molti ragazzi che hanno partecipato ai fatti “hanno in questi anni subito una controeducazione da qualche parte, non solo le famiglie, che sono un luogo in cui passano più tempo, non è neanche la scuola, che in qualche modo gli ha dato punti di riferimento, valori, ambizioni, visioni del mondo in conflitto col mondo in cui vivono, una società in cui viviamo”. “Stiamo combattendo una guerra ibrida che nessuno di noi ha mai combattuto e che subiamo”, è l’allarme lanciato da Crosetto: “La mia più grande preoccupazione oggi, più di quella fisica, è la capacità che ormai hanno alcune nazioni, dopo aver studiato con gli algoritmi le menti dei nostri giovani, di conoscerli molto meglio di ognuno di noi e di influenzarli”.
Alle parole del titolare della Difesa si è allineato il responsabile del Viminale Matteo Piantedosi, nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri: “Se Crosetto ha detto queste cose si vede che ha degli elementi di analisi che non vanno sottovalutati”. Per Piantedosi “abbiamo assistito a fenomeni e situazioni nei quali si è manifestata un’apparente spontaneità di massa da parte di gruppi di giovani, che si sono mossi nel modo che abbiamo visto. Tuttavia, le modalità con cui queste persone sembravano essere attivate e organizzate fanno sorgere interrogativi: appare quantomeno singolare che quanto accaduto non possa essere ricondotto a qualche forma di organizzazione”.
Anche i centristi della maggioranza la pensano come Crosetto “Condivido l’allarme: quanto accaduto a Milano dimostra che non possiamo sottovalutare il ruolo dei social nella formazione dei più giovani e l’influenza che algoritmi e piattaforme possono esercitare sui loro comportamenti”, dichiara Alessandro Colucci, deputato di Noi Moderati e presidente dell’Intergruppo parlamentare per la Sicurezza Informatica e Tecnologica. “Quanto accaduto a Milano e in altre città italiane non è il frutto di un normale disagio sociale né può essere letto con le categorie del passato. Sostengo fin dalle prime ore in cui si consumavano gli eventi che tutti abbiamo potuto vedere che siamo di fronte a un qualcosa di strano, sicuramente di non ordinario, a forme ibride di destabilizzazione dei nostri Paesi condotte non i carri armati ma con gli algoritmi, attraverso piattaforme come TikTok e i social, e che prendono di mira la parte più fragile e preziosa delle nostre società: i giovanissimi”, conferma Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia al Senato.
Di linea completamente diversa è invece Salvini. Il leader leghista non crede a una ‘regia’ dietro gli episodi di violenza e saccheggi. “Ho letto cose strambe… i russi… No, basta…”, liquida la questione parlando con i giornalisti a Milano.
Intanto oggi è stato incardinato in Senato il disegno di legge sullo ‘scudo democratico’ presentato da Azione che “affronta la guerra ibrida condotta contro le libertà costituzionali e il voto degli italiani”, spiega il leader Carlo Calenda, chiedendo di approvarlo “presto”.





