Giuramento per i 59 deputati di Paul St-Pierre Plamondon, senza fedeltà a Re Carlo III. Il leader del PQ punta prima a risanare le finanze e riconquistare la fiducia dei cittadini, poi a riaprire il dibattito sull’indipendenza. Il 21 ottobre sarà ufficiale il Consiglio dei Ministri
QUÉBEC – “Vive le Québec libre!”. È con la celebre esclamazione pronunciata da Charles de Gaulle a Montréal nel 1967 che il Primo Ministro in pectore Paul St-Pierre Plamondon ha concluso, giovedì 15 ottobre, il suo discorso in occasione del giuramento dei 59 deputati del Parti Québécois (PQ), riuniti nel Salon Rouge dell’Assemblea Nazionale. Una cerimonia carica di emozione, che ha segnato il ritorno al potere dei sovranisti dopo oltre dodici anni all’opposizione, ma senza una maggioranza assoluta: dalle elezioni del 5 ottobre il PQ è infatti uscito con 59 seggi su 127, cinque in meno dei 64 necessari per governare in autonomia. Intanto, proseguono le cerimonie di insediamento in Parlemento: lunedì 19 ottobre hanno prestato giuramento i 40 deputati del Partito Liberale, mentre martedì 20 ottobre è stata la volta dei 9 eletti di Québec solidaire e giovedì 22 ottobre sarà il turno dei 19 deputati del Partito Conservatore.
PRIMA I PROBLEMI, POI IL REFERENDUM. Il neo Premier designato ha promesso di “rimettere ordine nella casa”, restituendo ai cittadini fiducia nelle istituzioni. Solo successivamente, ha spiegato, sarà possibile riprendere il confronto sul futuro nazionale del Québec, compresa la questione dell’indipendenza. Le priorità immediate saranno la lotta al caro vita, il risanamento delle finanze pubbliche, il miglioramento dei servizi essenziali e la riduzione della metà del fenomeno dei senzatetto. Plamondon ha inoltre confermato l’intenzione di congelare gli stipendi dei deputati e dei dirigenti delle società pubbliche fino al ritorno all’equilibrio di bilancio.
ADDIO AL GIURAMENTO AL RE. La cerimonia ha segnato anche un passaggio simbolico: per la prima volta, tutti i deputati di un nuovo governo québécois hanno prestato giuramento senza dichiarare fedeltà a Re Carlo III. Dal dicembre 2022, infatti, una legge approvata durante il governo della CAQ ha abolito quest’obbligo, mantenendo soltanto il giuramento di lealtà al popolo del Québec. Plamondon vuole anche abolire la carica di luogotenente governatore, rappresentante della Corona britannica, il cui ufficio costa 1,31 milioni di dollari annui. Secondo il leader sovranista, eliminare i simboli monarchici permetterebbe di risparmiare tra 12 e 15 milioni all’anno, da destinare alla lotta contro i senzatetto. L’abolizione richiederebbe però una modifica costituzionale, con il consenso del Parlamento federale e di tutte e dieci le province canadesi.

UN GOVERNO DI MINORANZA. Senza maggioranza assoluta, il PQ dovrà necessariamente dialogare con le opposizioni per legiferare. Plamondon ha invitato i suoi parlamentari all’umiltà e alla collaborazione, ricordando che nessun partito possiede il monopolio delle buone idee. Per colmare la mancanza di esperienza politica e parlamentare di molti neoeletti del PQ, Plamondon ha annunciato una sorta di corso accelerato, definito un “mini MBA per deputati”, affidato a due figure di grande esperienza: l’ex Premier Pauline Marois e Jean Royer, già capo di gabinetto di Jacques Parizeau.
LE NOMINE DELLE OPPOSIZIONI E I RICONTEGGI. Tra i liberali, André Fortin è stato nominato leader parlamentare, Madwa-Nika Cadet capogruppo (whip) del partito, Filomena Rotiroti presidente del caucus e Julie White vice leader parlamentare. La CAQ, uscita dalle elezioni senza alcun seggio, ha affidato la guida provvisoria all’ex deputato e Minstro della Cultura Mathieu Lévesque. Intanto, due risultati elettorali restano contestati: a Vachon è iniziato il riconteggio giudiziario dopo la vittoria liberale per appena 10 voti, mentre a Champlain il PQ ha chiesto un nuovo conteggio dopo la sconfitta per 191 voti contro i Conservatori.
I PROSSIMI APPUNTAMENTI DI PLAMONDON.
Mercoledì 21 ottobre Plamondon presenterà il suo Consiglio dei ministri, che dovrebbe comprendere tra 20 e 25 membri. Intanto, l’ex deputato Pascal Paradis, sconfitto nel collegio di Jean-Talon, è stato nominato capo negoziatore e diplomatico del governo per i rapporti con gli Stati Uniti e le nazioni autoctone. Sul fronte federale, Plamondon dovrebbe incontrare per la prima volta il premier canadese Mark Carney in veste di capo del governo del Québec. L’incontro potrebbe svolgersi in occasione del Vertice della Francofonia, in programma il 15 e 16 novembre a Phnom Penh, in Cambogia. Sono inoltre previste le prime missioni ufficiali all’estero, in Francia e negli Stati Uniti, anche se la visita francese potrebbe essere rinviata in attesa di un allentamento delle tensioni politiche nel Paese. La ripresa dei lavori dell’Assemblea Nazionale è fissata per il 24 novembre, quando comincerà la vera prova politica del nuovo governo sovranista. (V.G.)





