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Borsa, accordo all’Ecofin sulla riforma dei mercati dei capitali

Roma, 9 ott. (askanews) – Favorire l’impiego del risparmio privato negli investimenti nelle imprese europee, riducendo gli ostacoli tra i mercati finanziari dei diversi Paesi. È l’obiettivo del pacchetto sul quale l’Ecofin, il Consiglio dei ministri di Finanze e Economia della Ue, ha raggiunto un accordo politico, come riporta un comunicato del Consiglio Ue.

Le misure fanno parte dell’Unione del risparmio e degli investimenti. Secondo le stime riportate dal Consiglio, circa 10mila miliardi di euro di risparmi delle famiglie europee sono oggi detenuti in depositi bancari a basso rendimento, anziché essere investiti nei mercati dei capitali. Il pacchetto punta a facilitare il finanziamento delle imprese e a rafforzare la competitività dell’Ue.

“L’Europa ha i risparmi. Ora è il momento di metterli al lavoro. L’accordo di oggi rappresenta un importante passo avanti verso un’Unione del risparmio e degli investimenti più profonda, con un significativo valore aggiunto per la competitività dell’Ue nel lungo periodo”, ha dichiarato Simon Harris, vicepremier e ministro delle Finanze irlandese.

La posizione concordata prevede di trasferire dalle autorità nazionali all’Esma, l’autorità europea dei mercati finanziari, la vigilanza sulle principali sedi di negoziazione transfrontaliere e sui più rilevanti operatori che gestiscono le attività successive agli scambi, tra cui depositari centrali di titoli e controparti centrali. L’obiettivo è rendere la supervisione più uniforme e ridurre la frammentazione tra i mercati nazionali.

Per i fornitori di servizi su cripto-attività, il passaggio immediato alla vigilanza dell’Esma riguarderebbe soltanto quelli transfrontalieri più significativi, anziché tutti gli operatori come proposto dalla Commissione.

Sono inoltre previste semplificazioni per i gestori di fondi che operano in più Stati membri, per ridurre la complessità delle regole e i costi. Un nuovo “passaporto del depositario” consentirebbe ai fondi di nominare un depositario in un Paese dell’Ue diverso da quello in cui sono stabiliti. Secondo la posizione del Consiglio, il regime resterebbe facoltativo per gli Stati membri.

Il pacchetto amplia anche le possibilità di sperimentare nuove tecnologie per la negoziazione e il regolamento degli strumenti finanziari, attraverso il regime pilota per la tecnologia a registro distribuito.

La posizione negoziale, si legge, sarà ora completata sulla base dell’accordo politico, prima dell’adozione formale da parte del Consiglio. I negoziati con il Parlamento europeo potranno iniziare quando anche questo avrà adottato la propria posizione.

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