Rio de Janeiro, 7 ott. (askanews) –
+++ nude con sottotitoli ++++
Rio de Janeiro, 7 ott. (askanews) – Lula ha davanti una rimonta difficile. Dopo il primo turno delle presidenziali brasiliane, Flavio Bolsonaro arriva al ballottaggio del 25 ottobre con il 47% dei voti, contro il 45% del presidente uscente. Un distacco di circa 2,2 milioni di voti, mentre quasi tutti gli altri candidati vengono dall’area conservatrice. Il secondo turno è in programma il 25 ottobre.
Mayra Goulart, analista politica, osserva che “matematicamente c’è ancora una possibilità di rimonta, di ribaltare il risultato al secondo turno. Tuttavia, storicamente non è quello che si osserva. Quindi, in termini di probabilità, la probabilità è bassa, ma la possibilità esiste”.
Per Lula uno dei principali bacini da cui cercare nuovi voti sono gli astenuti: al primo turno oltre 33 milioni di brasiliani, il 21% degli aventi diritto, non sono andati alle urne. Ma dovrà anche conquistare una parte degli elettori che hanno scelto gli altri candidati.
“Lula deve ridurre l’astensione e favorire un trasferimento dei voti dei candidati più indietro – dice Goulart – in particolare Augusto Cury e Ronaldo Caiado, facendo in modo che vadano più a lui che a Flavio. Per Renan Santos questa probabilità è minore, perché è un candidato di estrema destra molto radicale”.
Dall’altra parte, secondo Goulart, il campo bolsonarista può contare su una struttura politica forte e sul peso simbolico dell’ex presidente Jair Bolsonaro: “È un partito forte, ben finanziato e organizzato. Inoltre può contare su una leadership simbolica, Jair Bolsonaro. È un discorso con un forte richiamo popolare, di reazione al sistema e alle istituzioni, che esalta i valori e la famiglia tradizionale. Sono discorsi che fanno presa molto profondamente sui giovani e su un pubblico sempre più sfiduciato dalle politiche pubbliche e dallo Stato”.





