Roma, 6 ott. (askanews) – Il presidente del Coni difende la scelta di commissariare la Figc e affidare l’incarico a Giovanni Malagò: “Le regole non sono state rispettate. Non mi faccio influenzare da nessuno”
“Malagò è stato vittima di un malfunzionamento e non doveva pagare lui”. Luciano Buonfiglio, al termine del Consiglio nazionale straordinario del Coni, difende la decisione di commissariare la Figc e di affidare a Giovanni Malagò il ruolo di commissario per i prossimi novanta giorni.
“Ci fosse stato un episodio del genere in un’altra federazione, in 60 giorni si sarebbe rimesso tutto in ordine”, ha spiegato Buonfiglio, tornando sulle ragioni che hanno portato alla scelta del commissariamento. “Gli uffici non hanno funzionato, la giustizia sportiva ha perso troppo tempo, insomma le regole non sono state rispettate”.
Una decisione che, secondo il presidente del Coni, consente di riportare la vicenda all’interno dell’autonomia dello sport. “Il presidente del Coni si è preso la responsabilità di nominare il commissario, in maniera tale che l’autonomia dello sport italiano sia rimasta all’interno dello sport italiano. Meglio di così non si poteva arrivare”.
E sulla scelta di Malagò, Buonfiglio non ha dubbi: “Perché lui? Perché ha un curriculum perfetto, stiamo riprendendo il cammino con la Nazionale di calcio e così gli diamo la possibilità di condurla in questi novanta giorni”. Quanto ai rapporti con l’ex presidente del Coni, Buonfiglio respinge qualsiasi ricostruzione su possibili contrasti: “Mi avete mai sentito parlare male di Malagò?”.
Il presidente del Coni ha inoltre precisato di non aver parlato nei giorni scorsi con il ministro dello Sport Andrea Abodi: “No, perché comunque è una decisione che riguarda il mondo sportivo”. E ha aggiunto che l’ipotesi Malagò era già sul tavolo: “Era un’idea, perché se non l’avesse condivisa non sarebbe andata avanti”.
Particolarmente duro, invece, il passaggio sugli attacchi personali ricevuti nelle ultime settimane. “Qualcuno ha mandato anche dei messaggi mafiosi. Ma sono solido e non mi faccio influenzare da nessuno”. Poi il riferimento alla famiglia: “Attacchi personali squallidi alla mia famiglia. Li ho sempre criticati e mi riservo anche di denunciare. Non è colpa di nessuno se un figlio è più bravo del padre”.
Buonfiglio ha infine affrontato anche il caso di Diana Bianchedi, ex capo delegazione della Nazionale, che ha presentato le proprie dimissioni. “Mi auguro che vengano respinte. L’ho annunciato al commissario Malagò: essendo commissario dovrò dire io a lui di reintegrare Bianchedi”. E sul rapporto fiduciario ha precisato: “La fiducia è un altro tipo di rapporto, il parere contrario fa parte dei principi della democrazia. L’importante è arrivare a una delibera unanime”.





