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Stellantis, Fim: in 9 mesi produzione veicoli +28,3%. Situazione Cassino grave

Roma, 6 ott. (askanews) – I dati sulla produzione nei primi 9 mesi dell’anno negli stabilimenti italiani del gruppo Stellantis confermano una ripresa dei volumi rispetto all’anno nero registrato nel 2025, con un incremento complessivo del 28,3%. Lo ha riferito il segretario generale della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, illustrando in conferenza stampa il report trimestrale sulla produzione Stellantis in Italia.

Nel periodo gennaio-settembre sono state prodotte 340.745 unità tra autovetture e veicoli commerciali, rispetto alle 265.490 unità dei primi nove mesi del 2025. La produzione di autovetture registra un aumento del 36,7% raggiungendo 206.945 unità; quella dei veicoli commerciali recupera la leggera flessione del primo semestre e attesta una crescita rispetto al 2025 del 17,3% con 133.800 unità. L’unico stabilimento di assemblaggio di autovetture che segna un dato negativo rispetto al 2025 è Cassino. La situazione nel sito laziale si sta sempre più aggravando con una perdita del 37,1%.

Inoltre, secondo Uiliano, “la ripresa in crescita dei volumi rappresenta un’inversione di tendenza rispetto al dato negativo degli ultimi due anni. Siamo però lontani dall’obiettivo dichiarato nei tavoli ministeriali di raggiungere un milione di veicoli”. Lo ha sottolineato il leader della Fim, Ferdinando Uliano, illustrando in conferenza stampa i dati trimestrali relativi alla produzione negli stabilimenti italiani del gruppo Stellantis.

L’utilizzo degli ammortizzatori sociali nei primi 9 mesi è calato di oltre 30% per effetto dei nuovi lanci di produzione e per una flessione dell’occupazione. Nel corso del 2026 si dovrebbe beneficiare della produzione per l’intero anno della 500 ibrida, della nuova Jeep Compass e della DS8. Nell’ultimo trimestre si aggiungeranno anche le nuove produzioni di DS7 e Lancia Gamma. Pertanto, il livello produttivo del 2026 sarà superiore a quello del 2025, ma si attesterà intorno ai 450mila veicoli complessivi con le auto sopra le 250mila. Un dato meno positivo rispetto alle previsioni, ha spiegato Uliano.

In particolare, per la flessione riscontrata nell’ultimo periodo della produzione della 500, a causa dei fermi produttivi per mancanza di materiale e per meno ordinativi che hanno portato alla richiesta di due settimane di cassa integrazione a ottobre. Sul piano occupazionale, per il 2026, ad esclusione degli stabilimenti di Cassino, Pomigliano e Mirafiori, si prevede un calo dell’uso degli ammortizzatori sociali.

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