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Alessia Mansueto, il nuovo volto della boxe quebecchese

Da marzo, la ventunenne di origini italiane è professionista: due vittorie in altrettanti incontri. Il 21 ottobre, alle 19:00, il terzo match al Casinò di Montréal contro la bielorussa Yulia Puchenia. L’intervista alla promettente pugile

 

 

MONTRÉAL – Per una giovane italo-canadese, scegliere il pugilato come strada agonistica non è la scelta più scontata. Nella Belle Province, come nel resto del Paese degli Aceri, hockey e football la fanno da padroni; in Italia, invece, è soprattutto il calcio a scaldare il cuore degli appassionati. La boxe, però, vanta una tradizione importante in entrambi i Paesi e, per Alessia Mansueto, è molto più di una disciplina sportiva: è parte fondamentale della sua vita e un modo per raccontare le proprie origini.

 

Tesserata per il Club de boxe Ring 83 di Laval, la ventunenne Alessia è entrata nel professionismo a marzo 2026, dopo un percorso che l’ha portata a vestire la maglia della Rouge e a conquistare il titolo nazionale U23. Il 21 ottobre, sul ring del Casinò di Montréal, disputerà il suo terzo incontro da professionista contro la bielorussa Yulia Puchenia.

 

Ma prima ancora della pugile, c’è una ragazza profondamente legata alla propria famiglia e alle proprie radici. La storia di Alessia affonda le sue origini in diverse regioni: Campania, Calabria, Puglia e Molise. È un legame che passa innanzitutto attraverso i genitori, Elizabeth Strazza e Tony Mansueto, e arriva fino ai nonni materni, Celestina e Nicola, e a quelli paterni, Elisabetta e Giovanni. Proprio i nonni arrivarono in Canada da giovani, all’inizio del Novecento, lasciandosi alle spalle un’Italia rurale e con poche opportunità. “Lì lavoravano nei campi. Era l’unica cosa che potevano fare. Una volta arrivati qui, sono stati assunti nelle fabbriche”. Una scelta dettata dalla necessità e dalla speranza di costruire una vita migliore per le generazioni che sarebbero venute dopo.

 

 

Alessia è cresciuta ascoltando quelle storie e trascorrendo con i nonni gran parte del tempo libero. “Fin da bambina, ho sempre trascorso i weekend con loro, imparando ricette e ascoltando storie”. È da quei momenti che ha costruito la propria identità. “Mi identifico come italo-canadese”, ha affermato, sottolineando che la sua “prima lingua è stata l’italiano”.

 

Il legame con l’Italia non è mai venuto meno. Anche quando rappresenta il Canada, Alessia porta con sé il ricordo e i sacrifici della sua famiglia. Un legame visibile anche sul ring: i pantaloncini e i guantoni sono azzurri e riportano il tricolore, un richiamo all’Italia e a Napoli. “I miei nonni erano la roccia delle loro famiglie. Avere il colore del Napoli e della bandiera italiana è un modo per averli nei miei pensieri e vicini al mio cuore anche quando combatto”.

 

 

Una fede che accompagna la sua vita

Accanto alla famiglia e alla cultura italiana c’è un altro punto di riferimento importante: la fede. Alessia parla apertamente del suo rapporto con Dio e del ruolo che la religione ha nella sua vita, anche nei momenti più difficili. “So che qualsiasi cosa accada, fa parte del piano di Dio”, ci ha confidato. Una convinzione che le consente di affrontare le avversità con maggiore serenità. “Finché io e la mia avversaria stiamo bene dopo un incontro, per me va bene così, soprattutto se siamo riuscite a dare un bello spettacolo al pubblico”.

 

La scoperta della boxe  e l’approdo nel professionismo

La boxe è arrivata nella sua vita a nove anni. Da piccola praticava diversi sport, tra cui il calcio, ma è stato un film a indicarle la strada. “Con mio padre guardavamo Rocky e gli incontri del pugile Rocky Marciano”, che per Alessia “è il miglior pugile di tutti i tempi”. Il campione italo-americano è così diventato il suo primo grande modello.

 

Da allora il percorso è cresciuto rapidamente: nel 2023 è entrata nella nazionale canadese, iniziando a competere a livello internazionale; nel 2024 ha conquistato il titolo nazionale U23 nei 60 kg; nel 2025 ha raggiunto la finale del torneo Les Ceintures, in Francia, conquistando l’argento, e ha partecipato alla Coppa del Mondo di Astana.

 

Nel marzo 2026 è arrivato il passaggio al professionismo, con il debutto contro la cilena Genoveva Candia. “Ero semplicemente felice ed emozionata”, ha raccontato. Dopo quella vittoria è arrivato il secondo successo, il 17 giugno, contro un’altra cilena, Makarena Arcos. “Il pugilato professionistico è diverso rispetto a quello dilettantistico: non si indossa il caschetto, i guantoni sono più sottili, quindi si sente maggiormente l’impatto dei colpi”, ci ha spiegato. La tensione, però, non sembrava essere un problema: “Amo talmente tanto quello che faccio che volevo soltanto salire sul ring il prima possibile”.

 

Il 21 ottobre si torna sul ring

Il prossimo appuntamento è fissato per il 21 ottobre, alle 19:00, al Casinò di Montréal, nell’ambito della Payment Spayce Boxing Series. Mansueto affronterà la bielorussa Yulia Puchenia. La preparazione in vista di questo combattimento è intensa: due allenamenti al giorno, sessioni di due ore, dieta rigorosa e studio delle avversarie insieme al suo allenatore, Moe Latif di Ring 83. “Qualsiasi tipo di apprendimento può essere utile”, ha spiegato. Il suo obiettivo è “dominare, fare una buona prestazione e uscire dal ring da vincitrice”.

 

Tra università e sogni mondiali

Il pugilato, però, non è l’unico impegno di Alessia. Ha appena iniziato a studiare psicologia alla Concordia University. “Sono sempre stata interessata a capire il perché le persone si comportano in un certo modo”, ha raccontato. Tra gli aspetti che più la affascinano c’è la psicologia criminale, ma non esclude in futuro un percorso nella psicologia dello sport.

 

Conciliare studio e sport significa vivere giornate intense, tra studio, palestra e lunghi tragitti con i mezzi pubblici. “Non ho molto tempo libero, sono sempre di corsa”. La sua priorità, però, resta il pugilato. “È sempre stato il mio piano A”. E i suoi sogni sono ambiziosi: “Diventare campionessa mondiale indiscussa, dimostrare cosa può fare una donna italo-canadese nella boxe e stabilire nuovi record”.

 

Fuori dal ring, però, rimane legata alla famiglia e alla cultura italiana: ascolta Il cielo in una stanza di Gino Paoli, canzone preferita dei nonni, e segue la Serie A con papà Tony.

 

Il 21 ottobre tornerà dunque sul ring del Casinò di Montréal portando con sé famiglia, fede e quelle radici che non ha mai dimenticato. “Sarà una bella dimostrazione della cultura e della grinta italiane e di tutto ciò per cui abbiamo lavorato duramente per generazioni. Spero di rendere orgogliosi tutti gli italiani”.

 

Per informazioni e biglietti, è possibile contattare Alessia sul suo profilo Instagram
@alessia_mans. Per chi non potrà assistere all’incontro dal vivo, il combattimento sarà trasmesso anche su RDS.

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