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Quanto costa davvero la benzina in Québec?

Dal petrolio greggio alle raffinerie, dalla distribuzione alle imposte: ecco come si arriva al prezzo finale alla pompa di benzina. A Montréal, quasi un quarto del conto è costituito dalle tasse

 

Ogni volta che facciamo benzina, il nostro sguardo cade inesorabilmente sul prezzo luminoso esposto dalla stazione di servizio. Un numero che cambia continuamente, seguendo le oscillazioni del mercato petrolifero e le tensioni internazionali. Ma quanto costa davvero un litro di benzina? E soprattutto, quanto finisce nelle casse dello Stato? Per capirlo bisogna scomporre il prezzo finale, seguendo il percorso del carburante dall’estrazione del greggio fino al nostro serbatoio.

 

Dal petrolio alla raffineria. La prima componente è il petrolio greggio, il cui prezzo dipende dai mercati internazionali, dalla domanda e dall’offerta e dalle crisi geopolitiche. Il greggio deve però essere trasformato in benzina attraverso un processo industriale. Entra così in gioco il margine di raffinazione, cioè la differenza tra il valore del prodotto raffinato e quello del petrolio utilizzato. Non rappresenta interamente un profitto, perché comprende anche i costi di trasformazione. Queste componenti determinano sostanzialmente il prezzo all’ingrosso, conosciuto in Québec come prix à la rampe de chargement.

Trasporto e distribuzione. Una volta raffinata, la benzina raggiunge le stazioni di servizio, con costi variabili secondo la distanza dai depositi. Il distributore applica infine un margine commerciale per coprire stipendi, affitto, elettricità e manutenzione. Soltanto ciò che rimane costituisce il suo guadagno effettivo.

Il peso delle tasse. In Québec, la tassa provinciale sulla benzina è di 19,2 centesimi al litro. Nell’area metropolitana di Montréal si aggiungono altri 3 centesimi destinati al finanziamento del trasporto pubblico. Il totale raggiunge quindi 22,2 centesimi. A questi si aggiunge normalmente l’accisa federale di 10 centesimi, attualmente sospesa. Ottawa ha presentato un progetto di legge per prorogare la sospensione fino al 31 gennaio 2027, dimezzare l’accisa nei successivi due mesi e ripristinarla dal 1° aprile. Sul prezzo così ottenuto vengono applicate anche la TPS federale del 5% e la TVQ provinciale del 9,975%. Entrambe sono calcolate su una base che comprende già le altre imposte sui carburanti. In sostanza, paghiamo anche le tasse sulle tasse.

Il prezzo del carbonio. Il Québec dispone inoltre di un mercato dei diritti di emissione, denominato SPEDE. Il costo sostenuto dalle imprese per i carburanti distribuiti viene incorporato nel prezzo all’ingrosso e trasferito al consumatore. Non è quindi una tassa separata da aggiungere nuovamente al prezzo finale.

Facciamo i conti: un litro a 1,958 dollari. Prendiamo l’esempio illustrativo relativo a un litro di benzina venduto nei giorni scorsi a Montréal a 195,8 centesimi.

 

 

Il petrolio rappresenta il 41% del prezzo finale, la raffinazione il 31,4%. Le imposte direttamente quantificate raggiungono invece 47,7 centesimi, pari al 24,4% del totale. Significa che, su un pieno di 50 litri da 97,90 dollari, ben 23,85 dollari sono costituiti dalle imposte. A queste si aggiunge il costo del carbonio, già incorporato nel prezzo all’ingrosso.

 

Perché altrove costa meno? Le imposte variano da una provincia all’altra, così come i costi logistici e le condizioni del mercato locale. È anche per questo che la benzina può costare sensibilmente meno in Alberta rispetto a Montréal.  La vicinanza dell’Alberta all’industria petrolifera contribuisce a contenere alcuni costi, mentre in Québec e nella Columbia Britannica il peso della fiscalità è particolarmente importante. Per le regioni più periferiche, invece, la distanza dai centri di approvvigionamento rappresenta un ulteriore fattore di costo. La Régie de l’énergie segue quotidianamente queste dinamiche, pubblicando i prezzi rilevati nelle diverse regioni e le componenti che concorrono alla loro formazione.

 

Il prezzo alla pompa, dunque, non segue automaticamente quello del barile. Un calo del petrolio può essere compensato da un aumento dei margini di raffinazione, mentre le tasse fisse continuano a incidere indipendentemente dalle quotazioni internazionali. Ecco perché, quando facciamo il pieno, non paghiamo soltanto l’energia necessaria a far muovere la nostra automobile, ma un’intera filiera industriale e commerciale, oltre a un considerevole carico fiscale. Il vero prezzo della benzina è la somma di tutti questi passaggi.

 

 

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