Roma, 29 set. (askanews) – Si allarga la rete diplomatica dell’Ordine di Malta e, con essa, il suo spazio nelle relazioni internazionali.
È questo uno dei risultati della settimana diplomatica che ha accompagnato l’81 Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a New York, dove il Gran Cancelliere dell’Ordine di Malta, Riccardo Paternò di Montecupo, ha incontrato rappresentanti di governi e istituzioni e concluso nuovi accordi di cooperazione.
Con le intese raggiunte con Zimbabwe, Malawi e Zambia, salgono a 118 i Paesi con cui l’Ordine intrattiene relazioni diplomatiche. In Africa sono ora 42 gli Stati della rete diplomatica dell’Ordine.
Numeri che raccontano un processo di progressivo consolidamento della presenza internazionale dell’Ordine, proprio mentre il sistema multilaterale si confronta con crisi sempre più complesse e con un quadro geopolitico profondamente trasformato.
A New York, il Gran Cancelliere ha incontrato il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Abdullah bin Zayed Al Nahyan, il ministro degli Esteri libanese Youssef Rajji e il Segretario di Stato agli Esteri della Repubblica Federale di Germania, Geza Andreas von Geyr.
Tre interlocutori diversi per area geografica e ruolo, ma con un punto di contatto: la volontà di consolidare la cooperazione con l’Ordine di Malta e di sviluppare nuove forme di collaborazione.
È la dimensione della diplomazia umanitaria a rappresentare il filo conduttore di questi rapporti.
A New York, questo approccio è stato ribadito anche attraverso la partecipazione alla Piattaforma sulla Crimea e all’incontro dedicato alla diplomazia umanitaria.
In Ucraina, come negli altri principali teatri di crisi, l’Ordine traduce infatti la propria presenza diplomatica in attività concrete di assistenza alla popolazione.
Riccardo Paternò di Montecupo, Gran Cancelliere dell’Ordine di Malta: Ho avuto modo di partecipare a due eventi. Uno sull’Ucraina e sulla piattaforma Crimea che dibatte il problema molto grave del trovare una soluzione per la guerra in atto e anche qui noi siamo interessati al tema, perché in Ucraina facciamo cose straordinarie. Abbiamo in questi anni distribuito più di 10.000 tonnellate di vari generi abbiamo seguito 60.000 circa generatori. Abbiamo un vasto programma di sostegno psicologico, abbiamo 65 centri in Ucraina e quindi è chiaro che il tema per noi è molto caldo e sensibile.
La strategia di ampliamento delle relazioni passa anche da nuove intese. Sono stati sottoscritti protocolli di cooperazione con gli Stati Federati di Micronesia e Cipro, mentre Tuvalu ed Eswatini hanno firmato dichiarazioni di intenti. Geografie molto diverse, che restituiscono però la dimensione globale della rete dell’Ordine: dall’Europa all’Africa, dal Medio Oriente al Pacifico.
È una presenza che si misura quindi non soltanto sul piano diplomatico, ma anche sulla capacità di intervenire laddove le crisi producono le conseguenze più pesanti sulla popolazione. Ucraina, Gaza, Libano e altri scenari di emergenza sono il terreno sul quale l’Ordine di Malta porta avanti quella che definisce la propria diplomazia umanitaria.
E proprio da New York arriva il messaggio con cui l’Ordine lega la propria proiezione internazionale alla sua missione storica: neutralità, assistenza alle persone più vulnerabili e capacità di operare anche nei contesti di maggiore instabilità e rischio. Una rete diplomatica che cresce, dunque, ma soprattutto uno strumento per rafforzare la capacità dell’Ordine di Malta di dialogare con gli Stati e di trasformare quel dialogo in cooperazione umanitaria.





