Reggio Calabria, 28 set. (askanews) – “Non vedo l’effetto Vannacci”: pericolo scampato per il centrodestra, la prima a farlo notare ai cronisti è Stefania Craxi, presidente dei senatori di Forza Italia, poco dopo la diffusione dei primi risultati ufficiosi, raccolti attraverso la rete dei rappresentanti di lista sul territorio, che non lasciano dubbi sulla vittoria di Fabio Roscioli alle elezioni suppletive di Reggio Calabria per il seggio alla Camera lasciato libero da Francesco Cannizzaro, eletto sindaco nella scorsa primavera.
In realtà il risultato di Domenico Giannetta, consigliere regionale ex di Forza Italia, candidato di Futuro nazionale Vannacci, si avvicina, man mano che affluiscono i dati ufficiali al Viminale, alla soglia psicologica del 10 per cento (ma in una terra che ha regalato il 66 per cento al centrodestra alle comunali) fino a superarla. I risultati definitivi, con una affluenza del 22,34 per cento, modesta ma non catastrofica per questo tipo di consultazioni, dicono che il tesoriere di Forza Italia, contestato da Vannacci in quanto romano e quindi estraneo a Reggio, raccoglie più di metà dei consensi: 38.359 voti pari al 51,02 per cento, in largo vantaggio su Frank Benedetto del centrosinistra (36,59) e su Giannetta, che si ferma a un soffio dall’11 per cento, 10,94 per la precisione, poco sopra gli 8mila voti assoluti. Quarto Francesco Toscano di Democrazia sovrana popolare, fermo all’1,44 per cento.
Vince “il centrodestra che fa il centrodestra, coalizione unita che esiste da trent’anni”, osserva Craxi, anche se vista da Reggio Calabria l’immagine è soprattutto quella di una conferma della solidità inscalfibile di Forza Italia nella regione estrema della penisola. A festeggiare nel comitato elettorale, lo stesso che a maggio ha accolto il successo di Cannizzaro, non a caso ci sono, oltre a Roscioli, Craxi e allo stesso sindaco reggino, il presidente della Regione Roberto Occhiuto, suo fratello Mario, la sottosegretaria azzurra Matilde Siracusano – oggetto di una polemica per delle immagini taroccate rilanciate sui social da Vannacci – il deputato reggino Giovanni Aruzzolo e il senatore Claudio Lotito, che qui si è affacciato recentemente rilevando la Reggina calcio, società relegata per il momento nel calcio dilettantistico ma che potrebbe fornirgli l’occasione di qualche soddisfazione sportiva, visto che da presidente della Lazio sconta una contestazione piuttosto ampia della tifoseria.
Anche se il risultato non determina il terremoto che qualche sondaggio nazionale aveva fatto temere nel centrodestra, il dopopartita mette in luce comunque l’importanza di questo risultato per la coalizione guidata da Giorgia Meloni e anche per gli equilibri al suo interno. E se la presidente del Consiglio sottolinea subito che “il centrodestra si conferma unito” e che “il voto “premia ancora una volta una coalizione compatta, radicata e capace di parlare ai territori”, il vicepremier Antonio Tajani, segretario di Forza Italia, pur assente da Reggio Calabria, rivendica il risultato di partito: “Forza Italia stravince”, dice, “trainando il centrodestra”. “Forza Italia si dimostra ancora una volta, me lo consenta, la locomotiva del centrodestra in Calabria”, gli fa eco Cannizzaro. “Questo non significa – concede – che gli amici alleati non abbiano contribuito a questa vittoria, anzi è un gioco di squadra, ma è chiaro che Forza Italia la fa da padrona”.
Il focus principale dei commenti, comunque, rimane su Vannacci, che “voleva venire qua a fare la sua Sassonia (allusione al successo di AfD in Germania, ndr) e ha preso sassate”, ripetono a una voce Cannizzaro e Roberto Occhiuto, vicesegretario azzurro e potenziale futuro contendente di Tajani nella leadership del partito. A suo giudizio, pesando i voti di Giannetta “rubato a Forza Italia”, il leader di FnV “non avrebbe preso più del 2 o del 3 per cento. Quindi evidentemente su Vannacci si è parlato molto più di quanto fosse necessario”. Alla fine, come sempre, il risultato è interpretabile a seconda di chi lo legge: Giannetta ha opinioni opposte rispetto ai suoi ex colleghi di partito. “Stiamo brindando – giura – il superamento del muro del 10 per cento, come un pilota di jet che supera per la prima volta il muro del suono”. Gli fa eco sui suoi canali social il leader del partito: “Infrangere il muro del 10 per cento alle prime elezioni col simbolo di Futuro nazionale. Futuro Nazionale vola e conquista l’11 per cento. Senza aver mai rinculato di un millimetro”, avverte.
Sobrio il commento di Benedetto: per puntare alla vittoria, oltre che sui voti del centrosinistra avrebbe dovuto poter contare su un ipotetico exploit del candidato vannacciano a scapito del centrodestra. “A destra erano spaccati, la spaccatura è stata limitata, però il nostro valore – rivendica – è legato soltanto alle nostre idee, al nostro modo di ragionare e non certamente al deficit degli altri o alle spaccature”.





