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Calabresi nel mondo, la Consulta riparte tra radici e sviluppo

Dopo sette anni l’organismo regionale torna a riunirsi in presenza. Circa 400 mila i calabresi iscritti all’AIRE. Il Presidente Occhiuto punta su export, investimenti e turismo. Da Montréal c’era anche Michelina Lavoratore della Cassa Popolare Canadese Italiana

 

 

REGGIO CALABRIA – Rafforzare il legame con le Comunità calabresi all’estero, andando oltre la sola memoria dell’emigrazione e trasformando questa rete in uno strumento di promozione, relazioni e sviluppo. È il filo conduttore della Consulta regionale dei Calabresi nel Mondo, tornata a riunirsi in presenza dal 9 al 12 settembre, dopo sette anni. Una realtà di grande rilievo: secondo quanto ricordato dal Consigliere regionale delegato ai rapporti con i Calabresi nel Mondo, Orlandino Greco, la Calabria conta circa 400 mila iscritti all’AIRE. A porre l’accento soprattutto sulle prospettive future è stato il presidente della Regione Roberto Occhiuto, intervenuto a Palazzo Campanella al rientro da New York, dove era stata ufficializzata la scelta di Reggio Calabria come sede delle Next Gen ATP Finals 2026 di tennis. “Voi siete, in qualche modo, gli ambasciatori della Calabria. Siete esempi di buona calabresità nel mondo”, ha detto rivolgendosi ai Consultori. Occhiuto ha invitato a superare un rapporto con le Comunità all’estero troppo spesso “solo romantico”, indicando obiettivi concreti: sostenere l’export dei prodotti calabresi, creare nuove partnership imprenditoriali, attrarre investimenti e rafforzare l’offerta turistica. Ai rappresentanti dei calabresi nel mondo ha quindi affidato un ruolo preciso, definendoli “costruttori di sviluppo e di futuro per la Calabria“.

 

Ad aprire la prima sessione era stato il vicepresidente della Giunta Filippo Mancuso, che ha definito gli emigrati “la Calabria migliore” e ha richiamato la necessità di affiancare al turismo delle radici una Calabria capace di attrarre investimenti e nuove opportunità. Il Presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo ha invece sottolineato come la Consulta debba parlare “di cultura, di radici, ma anche di economia, di turismo”, creando occasioni concrete per chi intende investire sul territorio. Il confronto ha coinvolto anche il rettore dell’Università della Calabria Gianluigi Greco, che ha ricordato come la regione non sia “solo una terra di cuore e di accoglienza, ma anche di sviluppo concreto”; Roberto Cosentino, dirigente generale del dipartimento Turismo, sul rapporto tra turismo, cultura e identità; la segretaria generale del CGIE Maria Chiara Prodi, sulla rappresentanza degli italiani all’estero; Giuseppe Sommario, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, sul progetto delle Ritornanze Calabre; Roberto Rugna, presidente di Ance Calabria, sulle imprese e le opportunità internazionali; e Luigi Scaglione, coordinatore delle Consulte d’Italia, sul rafforzamento del ruolo dell’organismo. Presente anche la segretaria della Consulta Annalisa Mazzei. L’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo ha affrontato i temi dell’internazionalizzazione, dell’export, della sostenibilità e della promozione del Made in Calabria, indicando nelle Comunità all’estero un ponte verso nuovi mercati. Nella seconda sessione hanno partecipato anche l’assessore all’Istruzione, Sport e Politiche giovanili Eulalia Micheli, il deputato Simone Billi e il dirigente regionale Cosimo Caridi, che ha sottolineato il valore della rinnovata relazione istituzionale con i calabresi lontani dalla regione.  Spazio anche alla cultura e all’identità: è stato presentato da Lenin Montesanto, insieme all’attrice Annalisa Insardà, il progetto dei Marcatori Identitari Distintivi (MID); proiettato il video Consulta 2026 – Calabria. L’orgoglio delle origini. Una storia che continua nel mondo, diretto da Gianfranco Confessore, e allestita la mostra Radici, curata da Alessandro Lato. Le delegazioni hanno poi visitato il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e i Bronzi di Riace, prima delle tappe a Pizzo e Tropea.

 

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La Consulta era stata costituita lo scorso maggio con decreto del presidente Roberto Occhiuto”, sulla base delle candidature delle associazioni iscritte nel registro regionale. Ne fanno parte Giuseppe Cino, in rappresentanza delle associazioni con sede in Calabria, Gemma Gesualdi e Stefano Scuncia per quelle con sede nel resto d’Italia, oltre ai rappresentanti delle Comunità all’estero. Per il Canada sono stati nominati Menotti Mazzuca, Gesualdo Mastruzzo, l’italo-montrealese Michelina Lavoratore e Irene De Marco.

 

Durante le giornate di settembre è stato infine eletto il nuovo Comitato direttivo. Accanto al presidente Orlandino Greco ci sarà il vicepresidente Tony Galati, rappresentante della Svizzera. Ne fanno parte Patrizia Gallo (Regno Unito), Alessandro Crocco (Stati Uniti), Fabrizio D’Alessandro (Uruguay), Vincent Daniele (Australia), Stefano Scuncia (Italia), Mariel Pitton Straface (Argentina), Laura Iannicelli (Cile) e Gesualdo Mastruzzo per il Canada.

 

La prospettiva emersa dai lavori è quella di mantenere vivo il legame con le origini, facendo però della rete dei calabresi nel mondo uno strumento permanente per promuovere il territorio, sostenere l’export, favorire nuovi rapporti economici e coinvolgere le nuove generazioni

 

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