Roma, 20 set. (askanews) – Dopo anni, le associazioni dei ricercatori italiani all’estero tornano al tavolo istituzionale con il Governo italiano. L’iniziativa, promossa dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, prevede il 4 novembre a Reggio Calabria una tavola rotonda con i presidenti delle associazioni dei ricercatori italiani nel mondo, nell’ambito della Conferenza degli Addetti Scientifici e Spaziali e degli Esperti Agricoli. ½È un passo importante, che aspettavamo da tempo», dichiara Fabio De Furia, Presidente della Miami Scientific Italian Community e della California Scientific Italian Community. ½Ringraziamo il Ministro Tajani per aver riportato le associazioni dei ricercatori italiani all’estero al centro del dialogo istituzionale».
Per De Furia, le comunità scientifiche italiane nel mondo rappresentano una risorsa strategica per il Paese: ½Non dobbiamo parlare soltanto di “fuga dei cervelli”. I ricercatori italiani all’estero sono una rete internazionale che può contribuire concretamente alla ricerca, all’innovazione e alla crescita dell’Italia».
Tra i temi sul tavolo vi sarà anche la possibile creazione di una Confederazione delle associazioni dei ricercatori italiani nel mondo, con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento e la rappresentanza presso le istituzioni italiane.
Va tuttavia sottolineato che l’invito alla tavola rotonda ministeriale non ha coinvolto la totalità delle associazioni dei ricercatori italiani attive nel mondo. ½Se si procederà verso la costituzione di una Confederazione, il processo dovrà essere inclusivo e prevedere la partecipazione di tutti i soggetti attivi e rappresentativi», sottolinea De Furia.
La richiesta è quindi che i futuri tavoli istituzionali siano accompagnati da criteri di partecipazione chiari, oggettivi e trasparenti, definiti dal Ministero, tali da garantire un coinvolgimento il più possibile rappresentativo delle associazioni dei ricercatori italiani attive nel mondo, assicurando parità di accesso, evitando dinamiche localistiche o discrezionali e valorizzando il lavoro concretamente svolto dalle singole comunità scientifiche.





