Roma, 19 set. (askanews) – L’atleta paralimpico cinquantenne Andrea Devicenzi, amputato alla gamba sinistra dall’età di 17 anni, ha pedalato ininterrottamente per 24 ore su strada, chiudendo con successo il tentativo di battere i dieci record indoor conquistati nel 2025 al velodromo di Palma de Mallorca. Il risultato è arrivato alle 23h di gara, quando ha ufficialmente superato i 602,99 km del record di Palma, per poi chiudere la prova allo scoccare delle 24 ore con la distanza di 623,820 km. E’ successo tra sabato 12 e domenica 13 settembre, sulla Pista di Lainate.
L’obiettivo dell’impresa non era unicamente la distanza finale, ma conquistare ben 10 record mondiali omologati dalla WUCA (World Ultracycling Association). Un traguardo pienamente centrato: nel corso delle 24 ore, Andrea ha progressivamente migliorato tutti i primati di categoria sui passaggi intermedi, nello specifico . 100km in 3h19m2s . 100mi (161km) in 5h33m11s . 6 ore con 173,760km . 200km in 6h56m46s . 300km in 10h53m21s . 200mi (322km) in 11h46m36s . 12 ore cn 327,970km . 300mi (483km) in 18h8m29s . 500km in 18h59m17s . 24 ore con 623,820km
Un traguardo eccezionale, reso ancora più impressionante dalle condizioni ambientali. Affrontare una pista all’aperto, esposti al vento, alle variazioni termiche e di meteo e all’asfalto, comporta uno svantaggio stimato attorno al 20% rispetto alle condizioni controllate di un velodromo indoor. Devicenzi non solo ha annullato questo gap battendo il chilometraggio assoluto, ma, calcolando la compensazione del deficit ambientale, ha registrato un miglioramento prestazionale effettivo di quasi il 30%.
Un’impresa simile non è solo frutto della preparazione e determinazione dell’atleta, ma di un minuzioso lavoro di squadra e di un approccio progettuale e di controllo senza precedenti. In primis, la scelta di affidare a Romolo Stanco e allo staff di TOOT Engineering la progettazione e la costruzione della X24 Challenge, una bicicletta pensata esclusivamente per le esigenze fisiche e di utilizzo di Andrea. Non un modello di serie adattato, ma un telaio in cui è stato ripensato l’intero equilibrio del corpo sul mezzo per renderli un’unica entità, capace di viaggiare in perfetta simbiosi per 24 ore (con pause di soli 5 minuti ogni due ore), ottimizzando sia il comfort che l’efficienza.
La X24 Challenge, realizzata quasi interamente in stampa 3D e saldata a mano in Italia da TiRED Bikes in una speciale lega aeronautica, è stata ottimizzata in ogni suo dettaglio per compensare la dinamica di spinta asimmetrica. Dalle geometrie alla massima efficienza della trasmissione alla scelta delle coperture per l’asfalto del circuito, fino a un cockpit su misura sviluppato con Deda Elementi: tutto è stato studiato per permettere ad Andrea di controllare la bici in totale sicurezza, distribuendo il carico in modo ideale su un corpo che esprime forza con un’unica gamba.
Fondamentale è stata la trasposizione delle competenze acquisite da Romolo Stanco nel motorsport: i test precedenti e il monitoraggio costante attraverso software predittivi dedicati e sistemi di telemetria, hanno permesso di aggiornare costantemente l’atleta dal box, gestendo aerodinamica, traiettorie, consumo energetico e gestione dello sforzo.
“Sapevo che sarebbe andata così, i numeri studiati prima e durante il tentativo erano chiari”, racconta Romolo Stanco. “È un’ulteriore conferma dell’importanza di lavorare insieme all’atleta sul mezzo, sulla posizione e in ogni momento della sfida, con un approccio predittivo e analitico più simile a quello del motorsport che al ciclismo a cui siamo abituati”. A fianco di Andrea, oltre al pubblico pronto a incitarlo a ogni passaggio (il circuito di Lainate è lungo 1.500m, la distanza certificata da WUCA per il record è di 1.399,36m per un totale di 445 giri percorsi) uno staff coordinato per lasciargli la totale concentrazione sulla pedalata, con i ragazzi del progetto scolastico “Oltre l’Impossibile”, che negli ultimi tre anni hanno viaggiato in bici con lui dall’Islanda alla Cambogia, fino a Capo Nord, alla continua ricerca del superamento dei propri limiti.
Le parole di Andrea Devicenzi: “In queste ore, ripensando a tutto quanto, mi è tornata in mente una parola sola: COSTRUIRE. Sento che questi dieci record li ho costruiti negli anni. Li ho costruiti in sella alla mia bici TiRED fatta su misura per me, e con l’allenamento fisico e mentale. Ma soprattutto li ho costruiti insieme alla squadra. Con Fausto Pella e Alessia Bumbaru per la programmazione; con Romolo Stanco e Erica Marson, che hanno costruito la bici pensandola intorno a me invece che adattando me a lei; con Alessandro Bocchi, il giudice di gara, e con i ragazzi di ‘Oltre l’Impossibile’. Dal primo metro io pensavo esclusivamente al mio corpo e all’andatura; a tutto il resto ci pensava chi era al box. Questa fiducia reciproca e questa divisione dei compiti ci ha portati al traguardo. Loro hanno pensato a tutto quello a cui io non potevo pensare. Ci sono stati momenti difficilissimi, ma l’incitamento che arrivava a ogni giro mi ha aiutato a intravedere la fine del tunnel, affrontando la sfida un chilometro alla volta. Adesso l’obiettivo è recuperare le forze e tornare a pedalare per il puro piacere di farlo. Nel frattempo aspettiamo da WUCA le distanze certificate ufficialmente, ma il grazie più grande va già da ora a tutte le persone che hanno contribuito. Se c’è una cosa che questi 623,820 chilometri mi hanno confermato, è che da soli, forse, si arriva. Ma non così lontano. E soprattutto, non così”.
Il record si è svolto a La Pista di Lainate grazie al supporto de Il Centro di Arese, che con questi 10 record ha voluto festeggiare i suoi dieci anni di attività, e di ACI Vallelunga, ente gestore del circuito. Partner e Sponsor dell’iniziativa L’impresa è stata realizzata grazie al supporto di: Progetti del Cuore, Borello, Pomì, Quixa, Vittoria, Katana, TOOT Engineering, TiRED Bikes, Coppini Arte Olearia, Tagliabue, Dama, Deda Elementi, Fizik, AVR, ANMIC Cremona, Dona di Slancio.





