Milano, 17 set. (askanews) – Il mondo sta entrando in una fase in cui le condizioni anomale delle risorse idriche diventeranno la norma: portate fluviali, acque sotterranee e ghiacciai mostrano tutti segni di alterazioni persistenti. È quanto emerge dal nuovo rapporto sullo Stato delle risorse idriche globali dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) delle Nazioni Unite. Un allarme che fotografa una situazione di crisi climatica a più livelli e sempre più grave, nella sostanziale indifferenza dei leader mondiali.
Il punto, secondo l’agenzia ONU, è che il ciclo idrico del pianeta sta diventando sempre più irregolare, in costante e solo apparentemente contraddittoria oscillazione tra eccesso e scarsità e il fenomeno senza precedenti de El Nino si prevede che potrebbe esasperare questa tendenza a lungo termine. Nel 2025, uno degli anni più caldi mai registrati, i ghiacciai si sono ridotti in tutte le regioni, mentre i livelli delle acque sotterranee in molte parti del mondo continuano a calare da anni. “Stiamo esaurendo le riserve di acqua dolce”, dicono dall’ONU, e il futuro si prospetta sempre più contraddistinto da siccità e inondazioni. E quello che si delinea per il pianeta è una situazione idrica molto diversa da quella che abbiamo conosciuto finora. Estrema, instabile e assai poco rassicurante. E con un impatto diretto sulla vita umana sulla terra, sempre più difficile.





