Roma, 7 set. (askanews) – “Il mare sta piangendo” è il suo primo singolo che racconta una storia di resilienza, prodotto da Milano Music Play e distribuito da The Orchard Sony Music. Da pochi giorni su tutte le piattaforme a firma di L.
Una storia di resilienza che attraversa due culture e si fa musica, racconto, canzone. La cantautrice e interprete di origine cinese e oggi residente a Trieste già protagonista di Italiani Made in China su Real Time, debutta nel panorama indipendente musicale con il suo primo singolo pubblicato il 28 agosto e si racconta in musica anche per lanciare un messaggio alle seconde generazioni.
Undici anni fa, milioni di telespettatori la videro riabbracciare i nonni cinesi dopo diciassette anni di lontananza, in una delle scene più commoventi di Italiani Made in China. Oggi Lucia Lin torna a raccontarsi – questa volta cantando, e con un messaggio ancora più diretto: quello di chi ha saputo fondere due culture invece di restarne prigioniera. “Il brano è la rottura di uno schema”
“Il mare sta piangendo” il suo singolo d’esordio, composto con la collaborazione di Claudio Banzato e prodotto dall’etichetta milanese sotto la direzione artistica di Ettore Diliberto – che nella sua carriera ha lavorato con artisti come Franco Battiato, Lucio Dalla ed Enrico Ruggeri – è distribuito da The Orchard/Sony Music. Si tratta di una ballata intima ed evocativa che unisce la sensibilità cantautoriale italiana a un background culturale e musicale multiforme che fonde due culture nella metafora del mare.
Il brano parla di una storia d’amore finita, di abbandono e di solitudine – ma per Lucia è è la rottura di uno schema; “I miei genitori -racconta- sono venuti in Italia per migliorare la loro vita. Venivamo dalle montagne, da una cultura antica e lontana, e hanno fatto tantissimi sforzi, dedicandosi completamente al lavoro per costruirci un futuro. È anche per questo che oggi sento la responsabilità di fare io quel passo in più – aprirmi, studiare, costruire ponti – che a loro non è sempre stato possibile. A volte la cultura cinese si chiude. Ho un mio parente, nato in Italia, che ancora oggi non parla italiano, e questo mi dispiace molto. Io ci sto provando invece a fare da ponte, perché l’unione tra le due culture è una grande ricchezza.”
Lucia Lin parla un italiano perfetto, canta nella lingua del paese che l’ha accolta, ed è oggi imprenditrice e artista. Un percorso che lei stessa descrive come il superamento di un muro: “Nelle due culture, oggi, vivo io. E vorrei essere in qualche modo di aiuto anche per le altre seconde generazioni. Il mio percorso è passato anche da un centro di accoglienza e da una casa famiglia, e poi dal lavoro fin da giovanissima nelle attività della mia famiglia. Ogni tappa, anche quelle più difficili, mi ha insegnato a camminare e ad andare avanti – perché come dicono in Cina: il fiume va solo avanti. Oggi voglio trasformare tutto questo in un messaggio di resilienza, per chi ne ha bisogno quanto ne avevo bisogno io.”
Un messaggio che parla anche a una comunità sempre più numerosa e radicata: secondo il Rapporto 2025 sulla comunità cinese in Italia, i cittadini cinesi regolarmente residenti nel Paese sono oltre 288.000, rendendo l’Italia il paese europeo con la maggiore presenza di cittadini della Repubblica Popolare Cinese. E sono già tantissimi i nati qui: tra gli studenti di origine cinese nelle scuole secondarie italiane, quasi 6 su 10 sono nati in Italia – una delle percentuali più alte tra tutte le comunità straniere presenti nel Paese.
“Il mare sta piangendo” nasce in un momento di pura ispirazione, davanti allo specchio della sua camera: melodia e testo fluiscono quasi da soli, in un dialogo intimo e inaspettato con se stessa. Unica testimone di quel canto nascente, la cagnolina Nana: “Nana, ora ti canto una mia canzone,” le dice Lucia, prima ancora che il brano prendesse la forma che ha oggi. Due culture, un unico suono
Anche nel brano, molto evocativo, il dialogo tra mondi diventa musica: L. canta in italiano, ma l’arrangiamento intreccia il violino a Er hu, uno strumento cinese antico – un ponte sonoro tra le due identità che convivono in lei. Non è un caso che sia proprio il mare a fare da sfondo a questa storia: Lucia vive a Trieste, città di frontiera che con il mare ha un legame identitario fortissimo, l’acqua diventa metafora di una forza capace di ferire ma anche di curare.
Nel video del brano compare anche la sorella Sara, che con lei ha condiviso le stesse difficoltà di vita e integrazione. Un’infanzia raccontata senza paura. Lucia Lin nasce in un piccolo villaggio tra le montagne dello Zhejiang, in Cina. A otto anni lascia tutto – la casa, i nonni che l’hanno cresciuta, le abitudini di una vita – per trasferirsi in Italia insieme alla famiglia. Per anni porta dentro un senso di sradicamento difficile da spiegare, in bilico tra due identità – “troppo italiana per sentirmi cinese, troppo cinese per sentirmi italiana.” Quel percorso, raccontato senza paura anche nelle sue difficoltà, è al centro del suo libro La Resilienza del Cuore. Il viaggio di una donna tra culture, sfide e traguardi, pubblicato nel 2025.
“Cantare per me è stata una cura,” racconta Lucia Lin. “Mi ha aiutata a uscire da un periodo buio. Con questo brano, e con il mio libro, vorrei mandare un messaggio semplice ma vero: la luce torna sempre. Non bisogna chiudere il cuore, nemmeno quando fa più male.” Un pensiero che Lucia porta con sé come un vero e proprio mantra: “Dove c’è cuore c’è luce e speranza.”
Oltre alla scrittura e alla musica, Lucia Lin è oggi hairstylist e imprenditrice a Trieste, nel salone Desideri Hair Stylist.





