Roma, 3 set. (askanews) – Primo voto in commissione al Senato sulla riforma elettorale. La maggioranza ha approvato oggi l’emendamento che introduce le preferenze. L’esame è iniziato questa mattina con l’annuncio di inammissibilità di 115 emendamenti sui 697 presentati. Il clima si è surriscaldato quando le opposizioni hanno protestato per la decisione di precludere la votazione su ben 67 delle loro proposte di modifica. Il presidente della Affari Costituzionali, Andrea De Priamo, che è anche relatore del provvedimento, non ha accolto le richieste di sospensione dei lavori, nè di riconsiderare il voto su parte delle proposte del centrosinistra che puntavano a eliminare l’indicazione del premier o modificavano la soglia per il premio di maggioranza. “Sulla legge elettorale la maggioranza compie una forzatura dopo l’altra, truccando le carte in maniera plateale – affermano i senatori di Pd-M5s-Avs e Iv in commissione -. La maggioranza ha paura di far risaltare quel che tutti hanno sempre più chiaro: il fatto che il centrodestra vuole azzerare il potere di scelta dei cittadini e dar vita a un Parlamento composto per la stragrande maggioranza da nominati”.
I lavori sono poi proseguiti ma senza ulteriori accelerazioni. L’ufficio di presidenza ha deciso di sconvocare la seduta notturna prevista oggi e di concludere alle 18.30. Sono attesi per domani mattina i pareri su tutti gli altri emendamenti in una seduta che si annuncia particolarmente breve, i parlamentari di Fdi saranno infatti impegnati a Bari per la celebrazione del record di longevità del governo. Le votazioni riprenderanno invece lunedì mattina e proseguiranno martedì. I lavori della commissione sono comunque condizionati dalla decisione politica del centrodestra di andare in aula senza il relatore mercoledì prossimo. Fdi rivendica il risultato ottenuto oggi “in modo compatto dalla maggioranza. Finalmente introduciamo nel testo le preferenze, così come avremmo voluto fare già alla Camera con l’emendamento Bignami, e restituiamo agli italiani la possibilità di scegliere. La sinistra ha votato contro”.
Quanto al discusso emendamento sul ballottaggio (presentato solo per l’aula) è stato messo ieri in stand by e potrebbe essere ritirato come lascia intendere oggi il proponente, Marcello Pera: “Deciderò avendo sentito la maggioranza. Ma non metterò in testa lo scolapasta per fare l’eroe” dice l’ex presidente del Senato: “se facessero riflessioni diverse dalle mie, me ne farei una ragione”.





