Stoccolma, 24 ago. (askanews) – Circa 10mila persone hanno sfilato a Stoccolma per chiedere politiche più incisive contro il cambiamento climatico, a tre settimane dalle elezioni del 13 settembre. Il clima è tra i temi più sentiti dagli elettori svedesi: secondo un sondaggio Verian per la tv pubblica SVT, il 37% lo considera una priorità.
Dal 2022 il governo di centrodestra del premier Ulf Kristersson ha ridotto le tasse sulla benzina e allentato gli obblighi per i fornitori di carburante di utilizzare alternative a basse emissioni. Esperti svedesi e internazionali hanno avvertito che le politiche attuali mettono a rischio gli obiettivi climatici del Paese.
Greta Thunberg, attivista per il clima: “L’immagine che la gente ha della Svezia come un Paese progressista, all’avanguardia e sostenibile non corrisponde affatto alla realtà. Soprattutto negli ultimi anni abbiamo visto un fortissimo arretramento su tutto ciò che riguarda anche solo lontanamente i diritti umani. Dobbiamo denunciarlo: la Svezia non è affatto un Paese sostenibile”.
“In Svezia non c’è nessun partito che proponga politiche anche solo vicine a ciò che, secondo la scienza, sarebbe necessario per evitare una catastrofe climatica. È falsa l’idea che possiamo scegliere tra continuare come adesso oppure avviare una transizione sostenibile, perché non possiamo continuare così. Se continuiamo così assisteremo a un collasso. Lo stiamo già vedendo”.
“Non ripongo speranze nei nostri rappresentanti eletti. Ma nelle persone sì”.
Enrique Lamont, pensionato: “Credo che ci stiamo avvicinando a un punto di non ritorno e che dobbiamo fare qualcosa. Penso che questa manifestazione sia solo il segnale di qualcosa di più grande. Dobbiamo impegnarci di più nella vita di tutti i giorni, nel nostro lavoro, nei luoghi di lavoro e così via”.





