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Arte, Palazzo Merulana riaprirà con “Scuola Italiana” e “Lirismo Indifeso”

Roma, 9 ago. (askanews) – Dal 10 al 25 agosto Palazzo Merulana, sede della Fondazione Elena e Claudio Cerasi, gestito e valorizzato da CoopCulture, chiuderà per la consueta pausa estiva. Con la riapertura, mercoledì 26 agosto, il pubblico potrà tornare ad ammirare ‘Scuola Italiana. La pittura contemporanea e il suo spirito circolare nel tempo storico #1 Nicola Pucci’, da un’idea e a cura di Gianluca Marziani, e ‘Lirismo Indifeso – Percezioni riflesse’ di Franco Onali, a cura di Jacopo Bucciantini, oltre alle opere della Collezione Cerasi, la collezione permanente di Palazzo Merulana con 90 opere di artisti della Scuola Romana dei primi anni del ‘900.

La mostra dell’artista palermitano Nicola Pucci, prima tappa del progetto ‘Scuola Italiana. La pittura contemporanea e il suo spirito circolare nel tempo storico’, curata da Gianluca Marziani, in allestimento fino al 4 ottobre, offre l’occasione per approfondire la produzione di Pucci e il confronto con la Collezione Elena e Claudio Cerasi. L’iniziativa si inserisce nel filone di ricerca, approfondito dal curatore, sullo stato attuale della pittura e della figurazione italiana: un percorso critico che indaga come le nuove generazioni rielaborino eredità storiche, linguaggi e iconografie per declinarle in chiave contemporanea. Il progetto aderisce pienamente alla volontà di valorizzazione di Palazzo Merulana e della collezione permanente, promosso dalla Fondazione Elena e Claudio Cerasi e ideato e realizzato da CoopCulture sotto la sua direzione artistica, contribuendo a rendere accessibile e vivo il patrimonio storico-artistico del museo.

Sfuggenti, persino contraddittorie, sembrano a prima vista le opere di Franco Onali, a Palazzo Merulana con ‘Lirismo Indifeso – Percezioni riflesse’ fino al 27 settembre. Questo perché nell’arco di oltre mezzo secolo di attività, la sua pittura attraversa linguaggi differenti — dalla figurazione al post-cubismo, fino a soluzioni più astratte — senza mai aderire stabilmente a una corrente o a un programma stilistico riconoscibile. Una varietà che, tuttavia, non corrisponde a una dispersione, bensì alla costante fedeltà ad una medesima esigenza interiore.

Per comprendere la ricerca di Onali è necessario forse riconsiderare il significato stesso dell’atto pittorico. Le sue opere non nascono per illustrare concetti, né per raccontare storie o trasmettere messaggi. Esse sembrano piuttosto costituire uno spazio di conoscenza, uno strumento di confronto con sé stessi. In questo senso, i suoi dipinti non sono tanto finestre aperte sul mondo, quanto superfici ri?ettenti: immagini attraverso cui l’artista tenta di riconoscersi, senza tuttavia giungere mai a una definizione definitiva.

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