Milano, 7 ago. (askanews) – Un sedicenne italiano di origine straniera, residente in provincia di Como, è stato arrestato dalla polizia in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura presso il Tribunale per i minorenni di Milano. Il ragazzo è indagato per “partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale” e per “propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa”. Il provvedimento è stato eseguito nei giorni scorsi in provincia di Grosseto, dove il giovane si trovava in vacanza insieme con la famiglia.
L’indagine è stata condotta dalla Sezione Antiterrorismo della Digos della Questura di Milano, coadiuvata dalla Digos di Como e dal Servizio per il Contrasto all’Estremismo ed al Terrorismo Esterno della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione. Gli accertamenti sono partiti da una segnalazione dell’Aisi relativa a un utente attivo su una piattaforma di messaggistica istantanea che, attraverso diversi profili, diffondeva contenuti di propaganda jihadista e favorevoli all’Isis.
Gli approfondimenti investigativi e i servizi svolti sul territorio hanno ricondotto quei profili al sedicenne, che non aveva precedenti di polizia e fino a quel momento non era emerso in ambienti radicali. Le successive attività telematiche hanno portato gli investigatori a individuare un profilo utilizzato dal minore con riferimenti allo Stato Islamico e diverse chat nelle quali venivano condivisi contenuti jihadisti, neonazisti e antisemiti. Gli accertamenti hanno inoltre rilevato un frequente utilizzo di Vpn e di altri strumenti destinati a offuscare i dati. Attraverso questi sistemi il ragazzo accedeva a un noto sito di propaganda di Daesh.
Nelle scorse settimane l’autorità giudiziaria ha quindi delegato alla Digos di Milano l’esecuzione di una perquisizione personale e informatica. L’attività ha portato all’acquisizione di un ingente quantitativo di file digitali sullo Stato Islamico tradotti in diverse lingue, oltre a video e immagini di propaganda relativi a sessioni di addestramento, esecuzioni e anasheed, assieme a contenuti di matrice suprematista e neonazista. Dalle conversazioni acquisite dagli investigatori è inoltre emerso che il sedicenne avrebbe manifestato esplicitamente il proprio sostegno all’Isis e avrebbe affermato di avere collaborato in passato alla realizzazione di contenuti di propaganda dell’organizzazione terroristica. Nel materiale esaminato è stato trovato anche un video in lingua russa, idioma perfettamente comprensibile al giovane, con il logo dello Stato Islamico e contenuti relativi alla fabbricazione di un ordigno esplosivo improvvisato attraverso materiali di facile reperibilità.
Gli elementi raccolti hanno delineato un avanzato percorso di radicalizzazione del minore e hanno fatto emergere interazioni con soggetti organici a Daesh. Sulla base di questi riscontri la Procura minorile di Milano ha chiesto al Gip l’adozione della misura cautelare, successivamente eseguita dalla polizia.





