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Argentina-Inghilterra, Lo Celso e Otamendi con striscione per Malvinas. Londra: “Le isole sono nostre”

(Adnkronos) – “Le Malvinas sono argentine”. Spunta uno striscione in campo dopo Argentina-Inghilterra, semifinale dei Mondiali vinta 2-1 dai campioni del mondo che domenica sfideranno la Spagna nella finalissima. A portare il drappo sul terreno di gioco sono in particolare due giocatori, Giovanni Lo Celso e Nicolas Otamendi, che danno voce alle rivendicazioni argentine per le isole Flakland – territorio britannico – e ora rischiano un provvedimento disciplinare della Fifa. 

Lo striscione diventa intanto un caso internazionale. Da Londra, arriva la reazione di un portavoce di Downing Street: “La Coppa del Mondo non sarà nostra, ma le Falkland lo sono senz’altro. La nostra posizione non è cambiata, il nostro impegno per le Falkland è immutato”, le parole del portavoce del primo ministro Keir Starmer, come riferisce Sky News. “Il primo ministro augura buona fortuna a entrambe le squadre per la finale. Soprattutto alla Spagna”. 

Il tema viene affrontato da esponenti politici con toni perentori. Ed Davey, leader dei liberaldemocratici, ricorda che due giocatori della Spagna – Rodri e Alvaro Morata – hanno rimediato una squalifica per aver intonato il coro ‘Gibilterra è Spagna’ ad agosto 2024: “I giocatori dell’Argentina che hanno mostrato lo striscione devono essere esclusi dalla finale”. 

Nel quadro ad alta tensione si inserisce la protesta formale del ministero degli Esteri argentino che, subito dopo la partita, ha denunciato “un’incursione militare” di un’unità della marina britannica. Nel mirino, i movimenti della nave Medway, che sarebbe entrata nelle acque territoriali argentine senza notificare la propria presenza. A stretto giro, la risposta del ministero della Difesa britannico: “La Medway ha seguito una rotta di routine arrivando a Punta Arenas tra il 5 e l’8 luglio per supportare operazioni del British Antarctic Survey, con la consegna di beni essenziali a supporto delle ricerche scientifiche in Antartide. Il transito dalle Isole Falkland al Cile e ritorno è stato effettuato tramite il percorso più diretto possibile, tenendo conto della sicurezza operativa e delle condizioni meteorologiche per garantire la consegna nei tempi previsti. Questa attività logistica pianificata riflette il costante impegno del Regno Unito a favore della ricerca scientifica polare di livello mondiale e del mantenimento delle infrastrutture a supporto delle operazioni del BAS (British Antarctic Survey)”. 

 

Il gesto dei giocatori può finire sotto i riflettori della Fifa, con il rischio di sanzioni e squalifiche. Il regolamento, infatti, vieta espressamente l’esibizione di simboli di carattere politico e l’esposizione di messaggi dello stesso tenore. L’equipaggiamento non deve recare slogan, dichiarazioni o immagini di natura politica, religiosa o personale. I giocatori non devono mostrare indumenti intimi con slogan, dichiarazioni o immagini di natura politica, religiosa o personale, né pubblicità diversa dal logo del produttore”, recita il regolamento. “Per qualsiasi infrazione, il giocatore e/o la squadra saranno sanzionati dall’organizzatore della competizione, dalla federazione calcistica nazionale o dalla Fifa”. Eventuali sanzioni potrebbero essere adottate dopo la fine dei Mondiali, che si concludono domenica 19 luglio con la finale Argentina-Spagna.  

 

Il tema della Malvinas – le Isole Falkland secondo la denominazione adottata dagli inglesi – è tornato di attualità con la sfida andata in scena ad Atlanta. Le isole sono state al centro di un breve conflitto tra Inghilterra e Argentina nel 1982. L’Inghilterra ha mantenuto il controllo dei territori, a meno di 500 km dalle coste argentine. La Gran Bretagna rivendicò inizialmente le Falkland nel 1774 e riaffermò il suo dominio nel 1832. Nel 1982, la dittatura militare argentina ordinà l’invasione dell’arcipelago nel tentativo di strappare il territorio al Regno Unito. Il conflitto durò dal 2 aprile al 14 giugno e si concluse con la resa dell’Argentina. In totale, nella breve guerra, morirono 3 civili, 255 soldati britannici e 649 soldati argentini. 

Sul tema si esprime anche il presidente argentino Javier Milei prova a tenere separati sport e politica estera. “Non facciamo confusione. Le Malvinas si conquistano con una diplomazia oculata, non con gesti di patriottismo a buon mercato”, dice Milei. “Stiamo facendo enormi progressi sul piano diplomatico; siamo riusciti a convincere l’Onu a obbligare l’Inghilterra a sedersi al tavolo delle trattative, ma non facciamo confusione, è solo una partita di calcio”, aggiunge il presidente, definendo la vittoria contro l’Inghilterra “un passo glorioso” per l’Argentina. 

 

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