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Canada in recessione tecnica | Poilievre attacca Carney

Il PIL in calo per due trimestri di fila accende lo scontro politico: i conservatori chiedono un dibattito d’urgenza, il governo si difende tra difficoltà globali e investimenti pubblici

 

OTTAWA – Due trimestri consecutivi di contrazione del PIL. È questa la fotografia impietosa dell’economia canadese scattata venerdì scorso da Statistics Canada, che certifica ufficialmente una recessione tecnica capace di sorprendere analisti e mercati. Il PIL reale è diminuito dell’1% nel quarto trimestre del 2025, per poi registrare un ulteriore calo dello 0,1% nei primi tre mesi del 2026, a fronte di previsioni che indicavano invece una crescita dell’1,5%. L’agenzia statistica attribuisce il rallentamento principalmente a due fattori: le forti importazioni d’oro e il rallentamento dell’attività estrattiva registrato dalla fine del 2025.Un quadro che ha immediatamente acceso lo scontro politico a Ottawa. Il leader conservatore Pierre Poilievre ha accusato il governo di Mark Carney di aver portato il Paese in una fase di fragilità economica, sottolineando come il Canada sia attualmente l’unico Paese del G7 in recessione.

 

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Domenica 31 maggio, Poilievre ha inviato una lettera al Primo Ministro chiedendo la convocazione di un dibattito d’urgenza alla Camera dei comuni sulla situazione economica. Nel documento, il leader conservatore delinea un quadro fortemente critico: oltre 112.000 posti di lavoro persi nei primi mesi dell’anno, 45.800 nuovi disoccupati dall’arrivo di Carney al potere nell’aprile 2025 e un tasso di disoccupazione superiore del 33% rispetto a quello statunitense, secondo più alto del G7. Poilievre sostiene inoltre che l’economia si sia contratta in tre degli ultimi quattro trimestri, mentre gli investimenti delle imprese avrebbero registrato il quinto calo consecutivo, con una fuga netta di capitali stimata in oltre 20 miliardi di dollari. A ciò si aggiungono i dati sulle insolvenze: secondo Equifax, le bancarotte sono ai livelli più alti dal 2009, con un aumento del 19% su base annua. Nei primi tre mesi del 2026, circa 1,5 milioni di canadesi sarebbero entrati in difficoltà finanziaria, mentre i default sui mutui sarebbero cresciuti del 32%. Particolarmente preoccupante anche il ricorso alle banche alimentari, con un decimo degli abitanti della Grande Toronto che ne farebbe uso.

 

In Parlamento, il Ministro delle Finanze François-Philippe Champagne ha difeso l’azione del governo, richiamando il contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e politiche commerciali restrittive, dai conflitti in Medio Oriente ai dazi statunitensi. Il Ministro ha rivendicato inoltre gli investimenti in infrastrutture, edilizia abitativa, produttività e innovazione. La richiesta di dibattito d’urgenza presentata da Poilievre dovrà ora essere esaminata dal presidente della Camera dei comuni, che stabilirà se sussistano le condizioni di emergenza. In caso di approvazione, il dibattito si svolgerà nella stessa giornata, tra le 20 e la mezzanotte.

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