Roma, 22 mag. (askanews) – Dal 6 al 17 luglio 2026 “Sempre più Fuori” torna a Roma per la sua VI edizione, confermandosi tra i festival più attenti ai linguaggi del presente. Teatro, musica, danza, performance, cinema, letteratura e fotografia compongono un programma multidisciplinare che intreccia presenze nazionali e internazionali e favorisce nuove relazioni tra artisti e pubblici.
LAccademia Tedesca Roma Villa Massimo, il Cimitero Monumentale del Verano, il Goethe-Institut Rom e lo Spazio Rossellini diventano tappe di un racconto comune, percorso da spettacoli, concerti, incontri e installazioni site-specific.
“Volevamo un festival in cui i linguaggi artistici potessero agire senza essere ridotti o semplificati”, affermano i direttori artistici Antonino Pirillo e Giorgio Andriani. “Un contenitore in cui la complessità non venisse risolta, ma resa abitabile. Sempre più Fuori crea occasioni reali di incontro tra artisti, pubblici e territori, alimentando un dialogo tra sperimentazione, accessibilità e partecipazione. E così, come ogni anno, torna a essere ciò che promette fin dal nome: un invito a uscire sempre più fuori dagli schemi e a riscoprire insieme il potere trasformativo dellarte”.
Levento inaugurale, dal 25 al 30 maggio alle 18, è “Remote Roma”, firmato dal collettivo Rimini Protokoll, tra i più innovativi e premiati del teatro europeo. Dopo il successo dello scorso anno, il pubblico potrà nuovamente prendere parte allaudio-passeggiata guidata da un sistema di intelligenza artificiale: un percorso che dal Cimitero Monumentale del Verano attraversa Via Tiburtina fino al Policlinico Umberto I, in una co-produzione internazionale tra Cranpi, Rimini Protokoll e Goethe-Institut Rom. Una versione site specific nata dalla vittoria del Premio Roma Villa Massimo 2024-25 e pensata per Roma come declinazione del format Remote X di Stefan Kaegi con i sound designer Niki Neecke e Tobias Koch, già realizzato in città come New York, Hong Kong, Parigi, Londra e Santiago del Cile.
“Sempre più Fuori” prende ufficialmente avvio il 6 luglio con larrivo di Emma Dante, tra le più celebrate registe italiane. Presenterà il nuovo spettacolo I fantasmi di Basile, che approda a Sempre più fuori dopo il debutto assoluto alla Biennale Teatro 2026, dove lartista riceverà il Leone dOro alla carriera.
La performer e regista argentina Marina Otero, figura di spicco della scena contemporanea con base a Madrid, firma “Ayoub”, lavoro che prende il titolo da un nome arabo diffusissimo, difficile da pronunciare quanto lesistenza di un amore in un mondo impossibile, e che diventa il punto di partenza per unindagine tra amore, morte e fratture del presente.
Mostri e Macchine da presa: le creature cinematografiche di MOTUS è il focus che Sempre più Fuori dedica alla compagnia Motus, in occasione dei 35 anni di attività. Si parte da Future in the Past: 35 anni di Motus, la mostra fotografica a cura di Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande, con il contributo di Beatrice Ottaviani e la co-curatela di Ilaria Mancia. Ripercorre lattività di una delle compagnie di riferimento del teatro di ricerca internazionale, che dal 1991 attraversa i territori del teatro, del video e dellinstallazione con unattenzione particolare ai temi urgenti del contemporaneo, attraverso una raccolta di video, documenti sonori, testi, fotografie e materiali grafici, sedimentati nel tempo in forma non ordinata. La presenza dei Motus al festival offre anche la prima occasione di vedere a Roma la performance Deamon, interpretata da Enrico Casagrande e Alexia Sarantopoulou, e [ÒDIO], film/documentario vincitore dellItalian Council 2024, realizzato attraverso unindagine con adolescenti sul concetto di odio e girato in tre diverse città: Roma (Quarticciolo), Rimini e Amburgo.
Mariangela Gualtieri si avventura in Ruvido umano. Concerto per voce e musica elettronica, intrecciando poesia e live electronics in un nuovo lavoro condiviso con Lemmo, musicista e sound researcher nel campo della musica sperimentale.
Il duo Panzetti/Ticconi approda al festival in prima nazionale con Its Night Again, coreografia creata per la compagnia tedesca Dance Theater Heidelberg. La serata accoglie anche la prima esecuzione romana, in co-realizzazione con ATCL Circuito Multidisciplinare del Lazio, di VVA – Venere incontra Adone di Enzo Cosimi, performance site-specific che sviluppa le riflessioni sul progetto coreografico Venere vs Adone, trasformando lo spazio in un ambiente immersivo in cui corpo, luce, suono, video e parola convivono in una struttura non narrativa.
Antonio Viganò scrive e dirige una nuova versione di La tempesta, produzione Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt e Gli Scarti ETS, con il sostegno di Fondazione Alta Mane Italia: una rilettura che affronta con leggerezza temi complessi come potere, amore, vendetta, perdono.
Lincontro fra musica e teatro dà vita a BumBumFritz Live set. Testi naufraghi e musica elettronica, progetto dal groove magnetico di e con Michele Tonicello e Giovanni Frison, che il pubblico ritroverà anche in Dad or alive, spettacolo vincitore del Premio Stefano Cipiciani per il dispositivo scenico
Generazione Scenario 2025.
A grande richiesta torna a Sempre più Fuori Maurizio Rippa che, in un luogo carico di memoria come il Cimitero Monumentale del Verano, ripropone Piccoli Funerali, sequenza di piccoli riti funebri ispirati a Spoon River di Edgar Lee Masters e a Cartoline dai morti di Franco Arminio. Attore e cantante, Rippa intreccia la sua voce con le note di Amedeo Monda in dodici brani, dodici funerali che riportano ciascuno a una memoria.
Un altro ritorno è quello di Gioia Salvatori, questa volta con Crush. Tentativi sparsi per Ri-fare lamore, live show che attraversa con ironia e lucidità cliché romantici, canzonette sentimentali e i temi del podcast Il cuore scoperto, prodotto da Fandango. Attrice, scrittrice e stand-up comedian, Salvatori indaga relazioni, piacere e solitudini tra domande, confessioni e piccoli scarti emotivi. Una serata croccante per post-romantiche dal cuore tenero. Ospite speciale, Anna Castiglia, cantautrice siciliana vincitrice della Targa Tenco 2025 con il disco desordio Mi piace.
La sezione musicale del festival riunisce cinque visioni sonore che attraversano generi e intensità diverse. Bunny Dakota, metà del duo di arti visive e performative Industria Indipendente, porta un DJ set che è una scrittura in forma di suono: beat ad alta intensità e paesaggi elettrici che trasformano il dancefloor in un organismo collettivo. Con Magenta, la musica diventa territorio senza confini: dai 90s allAfrobeat, dalla Disco allUrban fino al Reggae, allElettronica e alla Tech-house. Oniria Lumina di Gianfranco De Franco apre uno spazio onirico fatto di bagliori, geometrie in movimento e atmosfere sospese. Con Im not a DJ Silvia Calderoni attraversa senza gerarchie decenni musicali, generi e sottoculture: dal barocco al metal estremo, dallambient alla techno, dal soul al punk, fino ai frammenti più impuri e pop della cultura contemporanea. Infine, il chitarrista Iacopo Schiavo fa ritorno a Sempre più Fuori con Iacoposky & Friends, jam session con ospite a sorpresa.
A cura di Accademia Tedesca Roma Villa Massimo lappuntamento dedicato alla letteratura ha per protagonista la poetessa turca naturalizzata tedesca Dilek Mayatürk, autrice del libro Incolto e altre poesie, tradotto per la prima volta in italiano da Il Ponte del Sale e che riunisce testi da Brache (2020) e inediti (alcuni scritti direttamente in tedesco). Di area tedesca è anche Dea Loher, tra le più importanti autrici per il teatro in lingua tedesca, al centro di un incontro co-realizzato con il Goethe-Institut Rom e in collaborazione con R.A.C. – Regist_ a confronto, prima realtà italiana dedicata al dialogo tra registe e registi teatrali, che cura anche il percorso laboratoriale R.A.C.cordi Anulari! rivolto ad attrici e attori che si confronteranno sul suo testo Paese senza parole. A condurre il laboratorio i registi Bartolini/Baronio, Paolo Costantini e Virginia Landi.
Il film scelto per questa edizione di Sempre più Fuori è Solo Sunny di Konrad Wolf, opera di culto che restituisce un ritratto autentico della DDR nei primi anni Ottanta, premiata alla Berlinale con lOrso dArgento allattrice protagonista Renate Krößner.
Chiude il programma la consueta Cena al buio, a cura dellUnione Ciechi e Ipovedenti di Roma.
Nei luoghi del festival, una postazione food & drink è curata dallo storico ristorante di Centocelle La Cantina di Dante, con reinterpretazioni della cucina romana.
Sempre più Fuori è prodotto da Giant e Cranpi; partner Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, AMA Cimiteri Capitolini, ATCL Associazione Teatrale tra i Comuni del Lazio/Spazio Rossellini, Goethe-Institut Rom; con il patrocinio del Municipio II Roma Capitale; con il sostegno di Fondazione Alta Mane Italia; con la collaborazione di Autor_Unit_Teatrali, Instituto Cervantes Roma, R.A.C. – Regist_a confronto, Unione Ciechi e Ipovedenti Sezione Territoriale Roma (UICI); e con i media partner Theatron 2.0, Zero.eu; postazione food&drink La cantina di Dante; service Easylight.
Il progetto, promosso da Roma Capitale Assessorato alla Cultura è vincitore dellAvviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto lanno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.
Il teatro immersivo del pluripremiato collettivo con base a Berlino Rimini Protokoll si fa invenzione sonora e itinerante e approda di nuovo a Sempre più Fuori con levento inaugurale Remote Roma, da lunedì 25 a sabato 30 maggio alle ore 18. Già protagonista della scorsa edizione, questa audio-passeggiata sviluppata in occasione della vittoria del Premio Roma Villa Massimo 2024-25 e diretta da Stefan Kaegi con i sound designer Niki Neecke e Tobias Koch, in una co-produzione internazionale tra Cranpi, Rimini Protokoll e Goethe-Institut Rom con Accademia Tedesca Roma Villa Massimo – attraversa la città partendo dal Cimitero Monumentale del Verano, passando per via Tiburtina fino al Policlinico Umberto I. Remote Roma trasforma la città in un palcoscenico: ogni pomeriggio, al calar del sole, cinquanta partecipanti, a piedi e con cuffie alle orecchie, si muovono guidati da una voce sintetica simile a quelle dei navigatori GPS. Non è solo un percorso urbano, ma un esperimento sulla relazione tra essere umano e intelligenza artificiale. I partecipanti sono al contempo spettatori, osservatori e osservati, individui e folla. La colonna sonora scritta per Roma trasforma laudiowalk in un film collettivo, mentre lAI modifica progressivamente il tono della voce guida, rendendola sempre più familiare. Via via il rapporto tra uomo e tecnologia va gradualmente trasformandosi. Lintelligenza artificiale dirige, ma stimola anche una percezione alterata che spinge a guardare la realtà e se stessi con occhi nuovi. Remote Roma diventa così un cammino interiore che solleva interrogativi sulla finitezza dellessere umano, sulle libertà e sul futuro dei mortali in un mondo dominato dalla tecnologia. La relazione tra natura e artificio, tra determinazione autonoma e condizionata, diventa centrale: siamo davvero solo seguaci? Perché è così facile trasformarsi in un branco, e perché è così gratificante rinunciare al controllo?
