Elezioni suppletive in 3 distretti federali

Le candidate del Primo Ministro si impongono facilmente nelle contee torontine di Scarborough–Sud-Ovest e University–Rosedale. Dopo una corsa serrata come un anno fa, alla fine il Partito Liberale ha la meglio sul Bloc Québécois nella contea quebecchese di Terrebonne
MONTREAL – Il governo liberale di Mark Carney può finalmente contare su una maggioranza assoluta alla Camera dei Comuni: 174 seggi, contro i 140 dei Conservatori, i 22 del Bloc Québécois, i 6 dell’NDP e uno del Partito Verde. Si chiude così la fase dei compromessi obbligati e dei voti negoziati caso per caso: l’esecutivo dispone ora dei numeri per portare avanti il proprio programma in piena autonomia, senza dipendere dalle opposizioni né dai cambi di casacca che, finora, avevano comunque fruttato cinque seggi. Lunedì 13 aprile si sono tenute le elezioni suppletive in tre collegi federali. I candidati del Partito Liberale del Canada si sono imposti senza difficoltà nelle due circoscrizioni torontine di University–Rosedale e Scarborough–Sud-Ovest, mentre a Terrebonne il risultato è stato in bilico fino a tarda notte.
Danielle Martin ha raccolto il 64,4% dei consensi (19.961 voti in tutto) a University–Rosedale, distanziando la neodemocratica Serena Purdy (18,9% – 5.869), il conservatore Don Hodgson (12,4% – 3.843) e il verde Andrew Massey (2,9% – 896). Medico e direttrice del Dipartimento di medicina familiare e comunitaria dell’Università di Toronto, Martin succede a Chrystia Freeland, che rappresentava il collegio dal 2015 e che nel gennaio 2026 ha lasciato il Parlamento per assumere un incarico di consulenza presso il governo ucraino guidato da Volodymyr Zelensky.
Analogo il risultato a Scarborough–Sud-Ovest. Doly Begum si impone con il 69,9% delle preferenze (20.114 voti in tutto), davanti alla conservatrice Diana Filipova (18,4% -5.300), alla neodemocratica Fatima Shaban (6% – 1.714 ) e alla candidata dei Verdi Pooja Malhotra (2,5% – 711). Begum succede all’ex Ministro della Difesa Bill Blair, dimessosi per assumere l’incarico di alto commissario del Canada nel Regno Unito. Grazie a questi due seggi, i Liberali raggiungono la quota di 174 deputati: una maggioranza piena, che non richiede nemmeno il voto dello Speaker, per prassi escluso dalle votazioni.
Molto più serrata la corsa nel distretto di Terrebonne, in Québec, dove solo nelle prime ore del mattino i Liberali hanno avuto la meglio sul Bloc Québécois. Il collegio è rimasto vacante dopo l’annullamento, da parte della Corte Suprema del Canada, del risultato delle elezioni dell’aprile 2025. Allora, dopo un riconteggio giudiziario, la liberale Tatiana Auguste aveva superato per un solo voto la blochista Nathalie Sinclair-Desgagné. Quest’ultima aveva impugnato il risultato, denunciando un’irregolarità legata a un voto per corrispondenza mai recapitato a causa di un errore nell’indirizzo fornito da Elections Canada. Le due candidate si sono dunque affrontate nuovamente e questa volta l’esito è chiaro: la liberale Tatiana Auguste ha vinto con il 48,4% dei consensi (22.445 voti in tutto), staccando la blochista Nathalie Sinclair-Desgagné che si è fermata al 46,8% (21.714 voti). Molto indietro il candidato conservatore, che non è andato oltre il 3,3% (1.551).
Va ricordato che la maggioranza liberale si era già consolidata nelle scorse settimane grazie a una serie di passaggi tra i banchi parlamentari. L’ultima ad aderire al partito di Carney, l’8 aprile, è stata la conservatrice Marilyn Gladu. Prima di lei, avevano attraversato l’aula altri 3 deputati conservatori: il neoscotiano Chris d’Entremont, l’ontariano Michael Ma e l’albertiano Matt Jeneroux. A questi si era aggiunta la deputata neodemocratica del Nunavut Lori Idlout.
Oggi, con almeno 174 seggi e la maggioranza assoluta alla Camera dei Comuni, il governo di Mark Carney entra in una nuova fase: più stabile, decisamente autonomo e finalmente al riparo da equilibri parlamentari incerti. Un segnale chiaro della nuova stagione è arrivato anche dalla convention del Partito Liberale del Canada, svoltasi a Montréal dal 9 all’11 aprile: la prima sotto la leadership di Carney e dopo la vittoria elettorale del 2025. Dal palco, il leader liberale ha lanciato un appello all’unità in una fase segnata dalla guerra commerciale con gli Stati Uniti, dai negoziati sul CUSMA e dalle tensioni internazionali, dall’Ucraina all’Iran. Carney ha indicato due sfide decisive per il futuro del Paese: un contesto geopolitico in rapido mutamento e l’accelerazione dell’intelligenza artificiale. Rischi, ma anche opportunità – ha sottolineato – che il Canada deve saper cogliere. “Non è il momento della politica ordinaria, né delle divisioni – ha detto – ma di costruire insieme un Canada forte, capace di affrontare una trasformazione che segnerà le prossime generazioni”.





