Il giornale italiano 1° in Québec e in Canada

ULTIM'ORA ADNKRONOS

Fine delle preghiere e delle processioni per strada

Il governo Legault adotta la Legge 9: niente più pratiche religiose spontanee sulla pubblica via, multe fino a 1.125 $ e simboli religiosi vietati negli asili.
Saranno i Comuni a dare le autorizzazioni. Protestano l’Arcivescovo di Montréal e la Comunità musulmana

 

QUÉBEC – Con 76 voti favorevoli e 28 contrari, giovedì 2 aprile il governo Legault ha adottato la Legge 9, Loi sur le renforcement de la laïcité au Québec, che amplia la laicità dello Stato alle strade, agli asili e alle scuole private sovvenzionate. In aula, il Parti Québécois ha votato a favore, mentre il Parti libéral e Québec solidaire si sono opposti. Il disegno di legge del Ministro dell’Identità Jean-François Roberge era stato presentato come il naturale complemento della già controversa Legge 21 del 2019. Stavolta, però, il mirino è puntato direttamente sullo spazio pubblico. D’ora in poi, chi organizza una pratica religiosa collettiva in strada o in un parco senza autorizzazione municipale, o che intralcia la circolazione, rischia un’ammenda che può arrivare fino a 1 125 $. I Comuni interpellati dovranno valutare caso per caso le richieste di autorizzazione.

 

Il Ministro Roberge ha chiarito che la legge non mira alle processioni pasquali tradizionali, solitamente organizzate di concerto con le autorità locali: “Non si parla di un gruppo di persone che, in modo spontaneo, nel tentativo di provocare, occupa e blocca una strada — quello è altro”. Il riferimento implicito è alle preghiere islamiche tenute in piazza davanti alla basilica di Notre-Dame a Montréal, episodio che aveva scatenato il dibattito pubblico.

 

Pubblicità

 

Le reazioni non si sono fatte attendere. L’Arcivescovo di Montréal, Mgr Christian Lépine, ha espresso apertamente le sue preoccupazioni, ricordando che la libertà di manifestare la propria fede in pubblico è sancita dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo ed è difesa dalle Carte dei diritti e delle libertà, sia quebecchese che canadese. Ancora più duro il Conseil national des musulmans canadiens, che ha denunciato un uso strumentale del principio di laicità. Sul piano scolastico, la legge introduce il divieto del porto di simboli religiosi per le educatrici degli asili e per il personale delle scuole private. Una clausola tutela tuttavia chi era già in servizio al 27 novembre 2025. Il velo integrale sarà vietato nei Cégep e nelle Università, sia per chi eroga il servizio educativo sia per chi lo riceve. Le scuole private confessionnali sovvenzionate avranno tre anni per adeguarsi — eliminando la selezione degli alunni e degli insegnanti in base alla religione e l’insegnamento religioso in orario scolastico, pena la perdita dei fondi pubblici. Per blindare il testo contro eventuali ricorsi fondati sulle Carte dei diritti, il governo ha nuovamente fatto ricorso alla clausola derogatoria — uno strumento costituzionale che rende la legge immune da impugnazioni giudiziarie.  (V.G.)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *