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Montréal celebra la cucina italiana patrimonio dell’umanità

La Delegazione locale dell’Accademia Italiana della Cucina si è riunita a tavola per festeggiare il riconoscimento UNESCO, tra piatti tradizionali, vini d’eccellenza, musica senza tempo e illustri esponenti della Comunità italo-canadese

 

Da sinistra: Rocco Caruso, Fortunato Mangiola, Giuseppe Valentino, Enrico Pavone,
Giuseppe Maiolo, Pasquale Artuso, Robert Rinaldi, Pino Pascale e Giovanni Chieffallo

 

 

MONTRÉAL – Profumi intensi, sapori autentici e un’atmosfera di convivialità hanno illuminato la serata del 18 marzo scorso al ristorante Capucine, 7000 Bd Maurice-Duplessis, nell’est di Montréal. Fondato nel 2011, il locale a conduzione familiare è dedicato a portare i sapori tradizionali d’Italia in Québec. L’evento, organizzato dalla delegazione locale dell’Accademia Italiana della Cucina, ha radunato circa 50 ospiti tra appassionati di gastronomia, membri della Comunità italiana e rappresentanti istituzionali.

 

Il motivo della festa? Il riconoscimento UNESCO, ottenuto nel dicembre 2025, che ha dichiarato la cucina italiana Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Una prima assoluta per un’intera tradizione nazionale, che premia rituali, saperi familiari e sostenibilità, oltre alla capacità del cibo di unire le persone e tramandare storie di generazione in generazione.

 

La serata, organizzata dall’avv. Pasquale Artuso e da Robert Rinaldi, ha combinato sapori, cultura e storia. Artuso ha guidato gli ospiti in un percorso gastronomico attraverso piatti iconici, illustrandone origini e ingredienti. Tra i presenti spiccavano il Console Generale d’Italia Enrico Pavone, ospite d’onore, e il Console Commerciale Fortunato Mangiola. Pavone ha aperto l’evento con un discorso appassionato sul valore storico del riconoscimento UNESCO, sottolineando come la cucina italiana rappresenti un tratto distintivo della cultura nazionale nel mondo. Il capo della delegazione montrealese, il dottor Giuseppe Maiolo, ha ricordato come la cucina italiana non sia solo da gustare, ma anche da vivere e condividere, come esperienza sociale e culturale. La serata è stata accompagnata da un sottofondo musicale di brani italiani senza tempo, che ha contribuito a creare un’atmosfera elegante e rilassata, perfetta per dialogo e convivialità.

 

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Il percorso gastronomico ha saputo coniugare qualità delle materie prime e fedeltà alla tradizione. Come aperitivo è stato servito un Prosecco Brut Millesimato della cantina Corvezzo. A seguire l’antipasto: prosciutto culatello, mozzarella di bufala e radicchio accompagnato da focaccia grigliata, abbinato alla Ribolla Gialla DOC 2024 della cantina Tunella, fresca e floreale, ideale per aprire il pasto. I primi piatti hanno celebrato due classici regionali: spaghetti alla chitarra con pomodorini del Vesuvio e rigatoni alla carbonara, serviti con il Pinot Nero DOC 2023, sempre di Tunella, vino leggero e fruttato che ha esaltato i sapori della pasta. Il secondo, una tagliata di manzo ai porcini con rapini e purè di patate, ha trovato il suo compagno ideale nel Super Tuscan Moro IGT 2000 della Fattoria Montellori, ideale con le proteine animali. Il dessert ha visto protagonista il classico tiramisù, accompagnato dall’Amaro Joachim del Liquorificio Sila, autentico sapore calabrese, aromatico e amaricante.

 

Le etichette sono state fornite da Italvine, prima agenzia del Québec a introdurre vini e distillati italiani in Canada dal 1956. Presente alla cena anche Giorgetta Lombardi, moglie del fondatore, testimone di quasi settant’anni di storia enologica italo-canadese, oggi affiancata da Carlo Caruso, che porta avanti la missione dell’azienda con passione e dedizione.

 

Più di una semplice cena, l’evento ha rafforzato i legami della Comunità italiana di Montréal, celebrando storia, cultura e convivialità. L’Accademia Italiana della Cucina, fondata nel 1953, conferma così il suo impegno: promuovere l’eccellenza gastronomica italiana e renderla patrimonio vivo e condiviso, ricordando che la tavola resta un simbolo di identità, piacere e socialità. In un mondo sempre più globalizzato, iniziative come questa dimostrano che il cibo è memoria, tradizione e legame sociale, un vero ponte tra culture e generazioni.

 

Oggi, i membri dell’Accademia della Cucina, delegazione di Montréal, sono: Giuseppe Maiolo, delegato; Pasquale Artuso, vice delegato; Enrico Pavone, membro onorario; Rocco Caruso, tesoriere; Giovanni Chieffallo, segretario; Robert Rinaldi, Domenico Costa, Ghislain Gauthier, Giuseppe Occhiuto, Pino Pascale, Donato Tadeo e Giuseppe Valentino, tutti consiglieri. (V.G.)

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