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Budget 2026-2027 | Meno deficit, nessun regalo: il Québec stringe la cinghia

Il Ministro Girard ha presentato una manovra fiscale sobria, di transizione, senza annunci spettacolari: deficit a 8,6 miliardi, tagli al piano verde ed un tesoretto contestato per il prossimo leader della CAQ, nonché futuro Primo Ministro del Québec

 

 

QUÉBEC CITY – Mercoledì 18 marzo, il Ministro delle Finanze del Québec, Eric Girard, ha presentato il suo ottavo — e ultimo — bilancio del governo guidato da François Legault. Una manovra fiscale che ha definito “sobria, mirata e responsabile”, lontana da grandi annunci elettorali e che, per molti osservatori, si configura come una manovra di transizione “senza infamia e senza lode”, per usare un’espressione resa celebre da Dante Alighieri. La prudenza ha avuto la meglio sull’audacia. Il deficit previsto per il 2026-2027 scende a 8,6 miliardi di dollari, rispetto ai 9,9 miliardi dell’esercizio in corso. Sul piano macroeconomico, la crescita del PIL si attesta a un modesto 0,8% nel 2025 e all’1,1% nel 2026, ritmi inferiori alle previsioni dello scorso anno. Il debito netto, salito al 38,3% del PIL al 31 marzo 2025, è atteso in ulteriore crescita fino al 39,3% entro il 2028, prima di riprendere una traiettoria discendente. Le spese del governo, inclusi gli oneri per il servizio del debito, dovrebbero aumentare dell’1,5% nel 2026-2027, un rallentamento significativo rispetto alla crescita del 4,3% registrata nell’anno finanziario precedente. Sullo sfondo di questi numeri, tuttavia, emerge un elemento destinato a far discutere: Girard ha riservato al prossimo leader della CAQ un tesoretto da 250 milioni di dollari all’anno per finanziare future promesse elettorali, una scelta che ha immediatamente scatenato le critiche delle opposizioni. Secondo il Ministro, si tratta comunque di “un’eccellente gestione delle finanze pubbliche”, frutto di un approccio prudente che punta a consolidare le basi fiscali senza ricorrere a grandi annunci elettorali.

 

Il deficit scende, ma l’equilibrio è ancora lontano. Come accennato, il deficit previsto per l’anno fiscale 2026-2027 si attesta a 8,6 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 9,9 miliardi registrati nel 2025-2026 e ai 13,6 miliardi dell’anno precedente. Il governo punta al pareggio di bilancio entro il 2029-2030, ma per arrivarci dovrà trovare ancora due miliardi di risparmi lungo il percorso. Girard ha attribuito il miglioramento dei conti a entrate fiscali più alte del previsto: i salari dei lavoratori sono cresciuti e le imprese hanno generato profitti superiori alle aspettative. Il governo non ha inoltre dovuto attingere alla riserva di emergenza da due miliardi messa da parte l’anno scorso.La crescita delle spese è stata ridotta all’1,6%, rispetto al 4,5% dell’anno precedente — un segnale di contenimento voluto anche per rispondere alla declassificazione subita nell’aprile 2025 dall’agenzia Standard & Poor’s, che aveva giudicato il governo troppo spendaccione.

 

Nessun aiuto diretto per il carovita. I cittadini che confidavano in misure concrete contro l’aumento del costo della vita — dai prezzi della benzina all’inflazione — resteranno delusi: il bilancio non prevede interventi mirati su questi fronti. Girard ha sottolineato che la “stabilità” e la “prevedibilità” del bilancio rappresentano già di per sé la risposta migliore per i quebecchesi. Sono previste comunque alcune misure minori: 60 milioni di dollari per il contrasto al senzatetto e alla salute mentale, 12 milioni per le case rifugio per donne vittime di violenza, il finanziamento di 1.000 nuovi alloggi a prezzi accessibili per far fronte alla crisi abitativa e la conversione di 5.000 posti non sovvenzionati in posti sovvenzionati nei servizi di asilo nido. Confermato anche il tetto del 3% all’aumento medio della tassa scolastica. Il bilancio stanzia, inoltre, 581,3 milioni di dollari in cinque anni per il sostegno alle piccole e medie imprese, di cui 365,1 milioni destinati alle aziende e alle comunità forestali. Il settore forestale, in particolare, si trova a fronteggiare tariffe doganali del 45% imposte dagli Stati Uniti.

 

Infrastrutture al centro degli investimenti. In un contesto di incertezza economica legata al protezionismo americano, il governo punta sulle infrastrutture pubbliche. Il Piano québécois delle infrastrutture (PQI) sale a 167 miliardi di dollari, in aumento di 3 miliardi rispetto all’anno scorso. Di questa somma, oltre 105 miliardi — pari al 71% — sono destinati a garantire la manutenzione e la durabilità delle strutture esistenti. In ambito sanitario vengono sbloccati fondi per l’ospedale Sainte-Croix di Drummondville e per lavori preparatori all’Institut Douglas e all’ospedale Maisonneuve-Rosemont. La sanità assorbe il 40% delle spese totali del governo. Sul fronte dell’istruzione, il quadro è preoccupante: il 57% delle scuole primarie e il 61% delle scuole secondarie si trovano in condizioni cattive o molto cattive — una situazione peggiore rispetto a quando il governo Legault è salito al potere quasi otto anni fa.

 

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Taglio al piano verde, rischio ACEUM. Per la prima volta dalla sua creazione, il Piano per un’economia verde subisce un taglio: scende da 10,1 a 8,2 miliardi su cinque anni, a causa del calo dei proventi del mercato del carbonio, penalizzato dall’incertezza economica globale. Sul piano dei rischi, Girard ha indicato la revisione dell’accordo ACEUM (il trattato di libero scambio tra Canada, USA e Messico) come la principale minaccia per l’economia del Québec, stimando le probabilità di recessione al 33%. Il budget ipotizza anche che il conflitto in Medio Oriente — scatenato dall’attacco americano all’Iran — durerà solo sei settimane, pur ammettendo che potrebbero esserci ”sorprese positive”.

 

Il tesoretto per Fréchette-Drainville scatena le opposizioni. Uno degli elementi più contestati del budget è una riserva da 250 milioni di dollari all’anno messa a disposizione del prossimo leader della Coalition avenir Québec (CAQ), che sarà scelto entro il 12 aprile. Si tratta, nelle intenzioni di Girard, di uno strumento per permettere al futuro primo ministro di realizzare le proprie promesse elettorali. Le opposizioni non ci stanno. Il leader liberale Charles Milliard ha ribattezzato la somma “cuscino Fréchette-Drainville” — dal nome dei due candidati alla guida della CAQ — definendola un vero e proprio “fondo elettorale”. Québec solidaire l’ha paragonata a una “carta di credito prepagata” per il prossimo leader. Il Parti québécois ha previsto che il budget “si autodistruggerà nelle prossime settimane”, in quanto incoerente con le promesse quotidiane dei candidati alla leadership. Ancora più duro il Parti conservateur, con il leader Éric Duhaime che l’ha liquidato con tre aggettivi: “piatto, povero e pigro”.

 

Un budget di fine mandato. Questo è l’ultimo budget del governo Legault, che lascia dopo quasi otto anni al potere. Un bilancio che, nelle parole dello stesso Girard, punta alla sobrietà fiscale piuttosto che alla generosità pre-elettorale. Se sarà ricordato come un atto di responsabilità o come un’occasione mancata, lo diranno i quebecchesi e i mercati finanziari. (V.G.)

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