In occasione di questa speciale ricorrenza, dedico con immenso piacere questo articolo ad alcune delle donne più influenti nella storia dell’arte

Artemisia Gentileschi (1593-1654)
Gentileschi è stata una pioniera tra le artiste donne, diventando una delle prime e uniche pittrici di successo nel XVII secolo. La sua maestria nella creazione di potenti dipinti barocchi è indiscutibile; ha dipinto alcune delle opere più drammatiche e dinamiche in questo stile di tutti i tempi, utilizzando magistralmente il chiaroscuro. Ancora più notevole è il fatto che ha incentrato le sue opere sulle storie e le esperienze delle donne, cosa eccezionale per l’epoca. Ha anche intenzionalmente ribaltato le rappresentazioni tradizionali delle protagoniste femminili delle storie bibliche e mitologiche, presentandole come eroine motivate e capaci di prendere le proprie decisioni, piuttosto che oggetti passivi dello sguardo maschile. All’età di 17 anni fu violentata da un amico di suo padre. Questa esperienza influenzò le sue opere e da allora i temi dell’autorità, dello stupro e della violenza permearono molti dei suoi dipinti. Gentileschi ha ottenuto molti successi professionali, come quello di essere stata la prima donna ammessa all’Accademia delle Arti del Disegno e di aver lavorato a livello internazionale per mecenati come i Medici e il re Carlo I d’Inghilterra.

Metropolitan Museum of New York
Rosa Bonheur
(1822-1899)
Rosa Bonheur era una pittrice e scultrice francese famosa per la straordinaria accuratezza e il dettaglio delle sue immagini raffiguranti animali. Iniziò a studiare il movimento e le forme degli animali nelle fattorie, nei recinti e nelle fiere dei cavalli. Le sue visite per disegnare in quei luoghi pubblici, che erano in gran parte dominio degli uomini, la spinsero almeno all’inizio degli anni ’50 dell’Ottocento ad abbandonare l’abbigliamento femminile tradizionale per indossare pantaloni e camicie larghe da contadino. Continuò a vestirsi in modo maschile per il resto della sua vita, anche se fu oggetto di scherno e disprezzo per il suo abbigliamento. Bonheur espose regolarmente al Salon dal 1841 al 1855. Le sue opere acquisirono rapidamente popolarità negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. L’opera La fiera dei cavalli, considerata da molti il suo capolavoro, fu acquistata nel 1887 da Cornelius Vanderbilt per una somma record.

Young Mother sewing – ca. 1900. Olio su tela. 92.4 x 73.7 cm. Collezione H.O. Havemeyer,
lascito della signora H.O. Havemeyer, 1929
Metropolitan Museum of Art, New York
Mary Cassatt
(1844-1926)
Cassatt era una pittrice impressionista americana nota per essere stata una figura di spicco del movimento. Nata in Pennsylvania, trascorse i suoi primi anni in Francia e Germania prima di studiare alla Pennsylvania Academy of the Fine Arts. Nel 1865 convinse i genitori a lasciarla studiare a Parigi, dove prese lezioni private e copiò le opere dei grandi maestri del passato. Alla fine si stabilì a Parigi e iniziò a esporre ai Saloni. Nel 1877 Edgar Degas la invitò a diventare l’unica americana ufficialmente associata agli impressionisti.
Hilma af Klint
(1862-1944)
Hilma af Klint è stata una pioniera dell’astrattismo. All’inizio della sua carriera pittorica, ha sviluppato uno stile astratto unico, diverso da qualsiasi cosa si fosse mai vista prima. Il suo stile ha preceduto di anni quello di altri noti artisti astratti come Vasily Kandinsky, Kazimir Malevich e Piet Mondrian.
Quando Hilma af Klint iniziò a creare dipinti radicalmente astratti, questi erano completamente innovativi: audaci, colorati e slegati da qualsiasi riferimento riconoscibile al mondo fisico. La sua serie di opere nota come Il cigno (1914-1915) mostra l’intreccio di forze opposte. Ogni dipinto raffigura temi contrapposti simili, come luce e oscurità, maschile e femminile, vita e morte.

Odds and Ends – 1939 Olio su tela 67.4 x 109.5cm
Art Canada Institute
Emily M. Carr
(1871-1945)
Nata a Vittoria nella Columbia Britannica, nel 1889 Emily Carr si trasferì a San Francisco dove per circa tre anni frequentò la California School of Design. Dotata di uno spirito avventuroso, nel 1897 si recò a Ucluelet, un villaggio situato sulla costa ovest della Columbia Britannica. Era la prima volta che visitava una comunità indigena e utilizzò il suo soggiorno per eseguire degli schizzi della vita quotidiana degli abitanti. Nel 1899 fece un viaggio in Inghilterra e trascorse un periodo di tempo a studiare in varie scuole, tra cui la Westminster School of Art di Londra. Al suo ritorno in Canada nel 1904, riprese a impartire lezioni d’arte ai bambini e a intraprendere viaggi nel nord della Columbia Britannica per disegnare la natura. Emily Carr durante la sua vita si interessò moltissimo alla cultura dei popoli indigeni. Nel 1910 andò in Francia dove conobbe le opere dei Fauves, un movimento artistico d’avanguardia che nei primi del ‘900 fu di grande importanza nell’evoluzione dell’arte. Durante il suo soggiorno a Parigi studiò presso la famosa Accademia Colarossi. La prima esposizione commerciale di Emily Carr avvenne nel 1944. Il mio maestro e mentore, Dr. Max Stern, proprietario della Galleria Dominion, visitò l’artista a Vittoria e selezionò un gran numero di opere per organizzare la mostra, al che Emily gli disse che non ne avrebbe venduta neanche una. L’esposizione ebbe un grandissimo successo commerciale: furono venduti settanta dei settantaquattro dipinti. Le opere di Emily Carr fanno oggi parte dei più importanti musei canadesi.





