Roma, 5 mar. (askanews) – Nellarea euro “linflazione potrebbe risultare più elevata se dovessero esserci persistenti movimenti al rialzo dei prezzi dellenergia, oppure se catene di approvvigionamento globali maggiormente frammentate dovessero spingere i prezzi alle esportazioni, ridurre lapprovvigionamento di materie prime critiche e aggiungere costrizioni alle capacità delleconomia dellarea euro”. È uno degli elementi di rischio sulle prospettive economiche discussi dallultimo Consiglio direttivo monetario della Bce, che si è svolto lo scorso 4 e 5 febbraio, ben prima della fiammata dei prezzi del petrolio innescata dalle operazioni militari di Usa e Israele in Iran.
I verbali della riunione sono stati pubblicati oggi dalla Bce.
LIran viene menzionato una volta, nellambito dei possibili elementi di rischio per la crescita economica. “I venti contrari esterni, come le tensioni commerciali, volatilità dei mercati finanziari e le incertezze geopolitiche, incluse quelle associate con lIran – si legge – la Groenlandia e Cuba, potrebbero pesare sulla domanda interna e minare il recente slancio della crescita”.
