Roma, 4 mar. (askanews) – In arrivo l’obbligo per legge di assicurare ai lavoratori dipendenti in Australia la facoltà di almeno due giorni a settimana di lavoro da remoto, in “smart working”. Uno dei principali Stati del continente, Victoria, dove ha sede la capitale Melbourne e alcune delle maggiori aziende multinazionali presenti nel Paese, ha annunciato lintenzione di approvare una legge in tal senso.
Lobbligo scatterà dal primo settembre, relativamente alle professioni in cui è praticabile e per le aziende più grandi. Le imprese più piccole avranno più tempo per adeguarsi.
“Il lavoro da casa funziona per le famiglie perché fa risparmiare tempo e denaro e consente a un maggior numero di genitori di lavorare, ha spiegato la premier dello Stato, Giacinta Allan, laburista, annunciando la normativa su X. “Proteggeremo il vostro diritto di lavorare da casa”.
Lannuncio è giunto in vista delle elezioni locali che si terranno il prossimo novembre e fa parte di un pacchetto di provvedimenti che la premier porta avanti a tutela del lavoro da remoto.
A questi propositi si oppone il partito liberale, che sostiene come il lavoro da remoto sia “insostenibile”, riporta il Financial Times, in particolare nel settore pubblico, dove vuole imporre lobbligo di cinque giorni di presenza in ufficio a settimana. Questa linea, rileva il quotidiano, si è però scontrata con una forte impopolarità presso lopinione pubblica, in particolare lavoratori.
Indipendentemente dagli obblighi di legge, già oggi in Australia la maggior parte delle grandi aziende offre accordi flessibili sul lavoro da remoto ai dipendenti. (fonte immagine: Parliament of Victoria)
