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Due settimane di orgoglio canadese alle Olimpiadi invernali

a cura del Senatore Tony Loffreda

 

Per due settimane, i canadesi sono rimasti incollati agli schermi, seguendo con ammirazione i nostri atleti ai Giochi Olimpici Invernali in Italia. Dai salotti ai caffè locali, dalle sale riunioni alle aule scolastiche e nelle fabbriche, l’argomento di conversazione è stato sempre lo stesso: il Team Canada. Le loro prestazioni ci hanno commosso fino alle lacrime, ci hanno fatto balzare in piedi e ci hanno ricordato cosa significa tifare — insieme — per qualcosa di più grande di noi stessi.

 

Il nostro battito cardiaco collettivo è salito alle stelle quando le nostre squadre di hockey, femminile e maschile, sono andate ai tempi supplementari nelle finali per la medaglia d’oro. Non abbiamo conquistato l’oro, ma entrambe le formazioni hanno conquistato i nostri cuori e le nostre anime. Il loro argento, per noi, vale oro.

 

In quei momenti, il tempo sembrava essersi fermato. Le differenze politiche dissolte. Le divisioni regionali svanite. Eravamo semplicemente canadesi, uniti dietro la Foglia d’Acero. Devo ammettere che è stata una sensazione fantastica. Da una costa all’altra, e in ogni angolo del globo, i canadesi erano uniti, connessi e ispirati.

 

Con un bilancio finale di 5 medaglie d’oro, 7 d’argento e 9 di bronzo, 21 in tutto, i nostri atleti tornano a casa tra applausi e celebrazioni, dopo averci regalato qualcosa di più prezioso dei podi conquistati (anche se su questo gli atleti potrebbero non essere d’accordo). Ci hanno trasmesso orgoglio e ispirazione, ricordandoci la forza dell’unità.

 

Come ho recentemente fatto notare in Senato, i successi dei nostri atleti olimpici non sono il risultato di sforzi isolati, ma si fondano su solide reti di sostegno. Gli Atleti, così come le nostre Comunità e le nostre imprese, raggiungono i loro traguardi grazie agli ecosistemi che li accompagnano e li supportano.

 

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Ai nostri atleti, i genitori offrono incoraggiamento e sacrificio, gli allenatori forniscono guida e disciplina, i compagni di squadra apportano cameratismo e senso di responsabilità, mentre i tifosi creano un sentimento di appartenenza. Insieme, trasformano gli allenamenti in lezioni di vita, le competizioni in ricordi condivisi e le sconfitte in opportunità di crescita. Lo sport diventa così un’aula comunitaria, dove resilienza, lavoro di squadra e rispetto non sono ideali astratti, ma esperienze vissute.

 

In un momento in cui il Paese si sente più diviso che mai, i nostri atleti ci hanno riuniti tutti sotto un’unica bandiera. Ogni ciclo olimpico, infatti, ravviva il nostro amore per il Paese. L’ondata di orgoglio patriottico portata dai nostri atleti deve essere mantenuta nei giorni a venire, mentre continuiamo ad affrontare le sfide economiche interne.

 

I nostri imprenditori e titolari d’impresa operano in un contesto esigente quanto una competizione olimpica. Si confrontano con trasformazioni globali, pressioni inflazionistiche, un’intensa concorrenza per gli investimenti, carenze di manodopera e catene di approvvigionamento imprevedibili. Le tensioni geopolitiche e l’incertezza economica creano condizioni che possono cambiare da un giorno all’altro. Come i nostri atleti sulla scena mondiale, anche loro lavorano sotto pressione — ogni singolo giorno — consapevoli che il successo non è mai garantito. Dietro ogni impresa canadese esiste uno specifico ecosistema di supporto. Famiglie che accettano orari prolungati e rischi. Dipendenti che mettono a disposizione competenza e dedizione. Clienti che ripongono fiducia nei prodotti e nei servizi canadesi. Comunità che creano ambienti stabili in cui le aziende possono crescere. Nessun atleta vince da solo. E nessuna impresa prospera da sola. Il motto olimpico — ‘‘Più veloce, più in alto, più forte – Insieme’’ — risuona ben oltre le arene, le colline e le piste di Milano e Cortina.  Racchiude una verità profondamente canadese: otteniamo risultati migliori quando scegliamo di avanzare uniti.

 

In un momento in cui il dibattito pubblico appare spesso frammentato e divisivo, i Giochi ci hanno mostrato un’altra strada. Per due settimane abbiamo visto i canadesi celebrare i successi gli uni degli altri, e perfino — talvolta con un pizzico di delusione — quelli di altre nazioni. Abbiamo riscoperto l’orgoglio e il senso di appartenenza. Uno spirito che non dovrebbe mai essere effimero e passeggero. Mentre la nostra economia naviga in acque incerte, faremmo bene a portare avanti lo stesso senso di unità e di responsabilità condivisa. Sostenere le imprese locali. Investire nell’innovazione canadese. Incoraggiare l’imprenditorialità. Promuovere politiche che favoriscano la crescita rafforzando al contempo la coesione sociale. Non sono obiettivi di parte: sono priorità nazionali.

 

I cittadini provenienti da tutto il mondo che si sono riuniti in Italia ci hanno ricordato che ciò che ci unisce è più forte di ciò che ci divide. Il Canada può trarre ispirazione da questo esempio. Proprio come i nostri atleti si sono allenati per anni per un singolo momento sul ghiaccio o sulle piste, anche noi dobbiamo impegnarci — con pazienza e persistenza — a costruire un’economia nazionale più forte e resiliente.

 

I nostri atleti olimpici ci hanno mostrato cosa significhino resilienza, disciplina e determinazione. Se sfruttiamo lo stesso spirito al di là dei Giochi, nei nostri luoghi di lavoro, nelle nostre Comunità e nella nostra vita pubblica, non ci sarà sfida che non potremo affrontare. Le medaglie sono state assegnate e gli atleti hanno sfilato durante la cerimonia di chiusura. Ma il vero lascito di questi Giochi dovrebbe essere la rinnovata fiducia che noi — Canadesi — sentiamo gli uni negli altri e nel nostro Paese.

 

Sfruttiamo questo momentum per costruire il futuro.
Insieme!

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