MONTRÉAL – Charles Milliard è il nuovo leader del Parti libéral du Québec (PLQ). Succede a Pablo Rodriguez, dimessosi prima delle festività natalizie, e a Marc Tanguay, che aveva guidato il partito ad interim. La corsa alla leadership si è conclusa venerdì 13 febbraio senza sfidanti validi: l’unica candidatura concorrente, quella dell’agricoltore originario della Beauce Mario Roy, è stata respinta dal partito. ‘‘Vedo davanti a noi un’opportunità reale di costruire un’alternativa forte, credibile e risolutamente moderna. La rotta è chiara: ottobre 2026. Creeremo un partito solido e un piano che risponda alle priorità dei quebecchesi. Andiamo avanti con determinazione: il rinnovamento comincia ora!’’ ha dichiarato Milliard davanti a circa 600 militanti all’Hôtel Delta di Trois-Rivières. Il nuovo leader ha espresso la volontà di unire i Québécois, criticando le politiche del governo CAQ in materia di immigrazione. ‘‘Sono nazionalista, regionalista e federalista. Non è una contraddizione: è la combinazione che permette al Québec di restare forte, di rispettarsi e di farsi rispettare’’. Nonostante non sieda all’Assemblée nationale, Milliard ha già avviato la riorganizzazione del partito. André Fortin è stato nominato capo dell’opposizione ufficiale, sostituendo Tanguay, che diventa leader parlamentare. Josée Lévesque è stata invece designata direttrice generale e organizzatrice capo in vista delle elezioni generali, previste entro il 5 ottobre.

Un neofita della politica. Originario di Lévis e farmacista di formazione, Milliard ha costruito la sua carriera in Uniprix, dove è arrivato a ricoprire il ruolo di vicepresidente dal 2013 al 2016. Ha poi guidato la Fédération des chambres de commerce du Québec (FCCQ) dal 2020 al 2024 e collaborato con il Cabinet National dal 2017 al 2019. È un neofita della politica: non è mai stato eletto in Parlamento.
Un partito in ricostruzione. Il PLQ, che attualmente conta 18 eletti all’Assemblée nationale, attraversa da metà settembre una profonda crisi causata dall’accumulo di accuse di malversazioni relative all’ultima corsa alla leadership, in particolare alla campagna di Rodriguez. Indagini sono tuttora in corso, comprese quelle dell’Unité permanente anticorruption (UPAC). L’ex-giudice Jacques R. Fournier ha esaminato la vicenda negli ultimi mesi. Il suo rapporto ha concluso che i messaggi di testo compromettenti pubblicati il 19 novembre 2025 dal Journal de Montréal erano un ‘‘montaggio’’. In un’intervista, Fournier ha tuttavia ammesso di non essere riuscito a stabilire la verità su queste accuse. Secondo le proiezioni del sito specializzato Qc125, il PLQ raccoglie attualmente il favore di circa il 25% degli elettori, il che potrebbe tradursi in una quarantina di seggi all’Assemblée nationale. Con Milliard al timone, il partito punta a risollevarsi dalle turbolenze interne e a presentarsi come alternativa credibile alla CAQ in vista delle elezioni di ottobre 2026. (V.G.)





