
La breve e-mail era arrivata il 15 giugno 2019 e diceva: ”Dom, finalmente abbiamo comprato una squadra in una bellissima città [in Italia]. Sono molto felice. Potresti chiamarmi in ufficio lunedì. Grazie – Rocco.”
Quel Rocco era Rocco Benito Commisso, Presidente di Mediacom, una società di telecomunicazioni con sede poco lontano da New York City. Il personaggio era stato proposto sulla copertina della rivista specializzata in audiovisivo VideoAge nell’ottobre 2017, in quanto fondatore del quinto operatore di Tv via cavo più grande d’America. Nel giorno di quella e-mail, Rocco aveva acquistato la squadra di calcio Fiorentina.
Rocco ed io non la pensavamo allo stesso modo per quanto riguardava il calcio in Italia: Rocco era un tifoso della Juventus, ed io un tifoso del Milan. Anzi, durante la mia intervista per la copertina di VideoAge, Rocco si era arrabbiato quando gli avevo detto che la Juventus era nota per non rispettare le regole.
Da ex calciatore e proprietario del club calcistico dei New York Cosmos, il sogno di Rocco era quello di possedere una squadra di calcio in Italia e, con l’acquisto della Fiorentina, quel sogno era diventato realtà.

Sabato 17 gennaio 2026, sia la Fiorentina che Mediacom hanno annunciato congiuntamente la morte di Commisso, all’età di 76 anni.
‘‘Dopo un lungo periodo di malattia, il nostro amato presidente ci ha lasciato e oggi tutti piangiamo la sua scomparsa’’, ha dichiarato la Fiorentina in un comunicato stampa. ‘‘Il suo amore per la Fiorentina è stato il più grande dono che ci sia stato fatto’’, ha poi concluso.
Commisso aveva fondato nel 1995 e nel 2000 l’aveva portata in borsa, facendola diventate il quinto fornitore di servizi via cavo negli Stati Uniti, offrendo dati ad alta velocità, video, telefonia e servizi mobili a oltre tre milioni di famiglie e aziende in 22 Stati americani. Dopo aver trasformato Mediacom in una delle più grandi società di telecomunicazioni d’America, Commisso aveva acquistato la Fiorentina ed era diventato noto per le sue critiche alla burocrazia italiana e alla resistenza del Bel Paese alla costruzione di nuovi stadi.
Nato a Marina di Gioiosa Ionica, in Calabria, ed emigrato negli Usa con la famiglia quando aveva 12 anni, da leader delle comunicazioni, Commisso ha fatto parte dei consigli di amministrazione della National Cable & Telecommunications Association, C-SPAN, CableLabs e della National Italian American Foundation.
Il funerale si è svolto lo scorso mercoledì 21 gennaio presso la Cattedrale di San Patrizio sulla Fifth Avenue di New York City. È stato sepolto al Cimitero e Mausoleo di Maryrest, a Mahwah, nel New Jersey. Una messa in suffragio verrà celebrata presso la Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze in data ancora da definire. Commisso lascia la moglie Catherine (erano sposati da 50 anni), due figli e due sorelle.





