Giuseppe Di Leo

Courant des soin, 2023 Grafite, matite colorate,
carbone liquido su carta 57x76cm
Nel mese di luglio di quest’anno, ho ricevuto un invito a visitare una mostra presso il Centro Culturale Notre-Dame-de-Grâce, dedicata al pittore Giuseppe Di Leo. Ho fatto bene ad accettare, perché ho potuto ammirare lavori davvero magnifici.
Giuseppe Di Leo è nato nella bellissima città di Foggia, al centro della pianura del Tavoliere delle Puglie, a metà strada tra il Golfo di Manfredonia, il promontorio del Gargano e i Monti Dauni. Da giovanissimo si è trasferito a Montréal insieme alla famiglia, dove ha studiato e dove tuttora vive.
Allievo del grande Guido Molinari, nel 1978 ha intrapreso gli studi presso la Concordia University, conseguendo con lode una laurea in Belle Arti. Ha poi approfondito la sua preparazione alla York University di Toronto, dove ha ottenuto un Master e, nel 1980, ha presentato la sua prima mostra personale alle gallerie Oakville e Gairloch, in Ontario.
La sua arte, eminentemente realista, rivela una capacità rara: quella di cogliere il mondo intorno a noi e reinterpretarlo con uno sguardo personale, acuto e sensibile.
Nel corso della sua carriera, Di Leo ha continuato a dedicarsi al disegno e all’acquerello, partecipando a numerose esposizioni promosse da istituzioni culturali e gallerie private in Canada, Italia e Messico. Le sue opere fanno oggi parte di prestigiose collezioni pubbliche e private, tra cui: Leonard & Bina Ellen Art Gallery, Concordia University, Art Gallery of Hamilton, Loto-Québec, Canada Council Art Bank, Collection Prêts d’œuvres d’art du Musée du Québec, Ministère des Communautés culturelles et de l’Immigration (Québec) e il Museo Civico d’Arte Contemporanea di Casacalenda in Italia.
Negli ultimi anni, accanto all’attività artistica e a quella didattica, Di Leo ha ricoperto il ruolo di direttore e curatore della Warren G. Flowers Art Gallery del Dawson College, contribuendo in modo significativo alla vita culturale dell’istituzione.
Ha esposto in numerose mostre personali e collettive, tra cui: McBride Gallery (Montréal); Waddington and Gorce (Montréal); Art Gallery of Hamilton (Ontario); Musée d’Art Contemporain des Laurentides (Québec); Musée du Québec; Justina Barnicke Gallery, University of Toronto; Cantieri Culturali alla Zisa (Palermo, Italia); Kalenarte (Casacalenda, Italia); Museo de las Bellas Artes (Guadalajara, Messico).

Tristan Tondino

Molti anni fa, alla Galleria Dominion, si presentò nel mio ufficio un giovane pittore dall’aria quasi malinconica. Sembrava timido, parlava con voce pacata e inseriva lunghe pause tra una parola e l’altra, pause che a me sembravano interminabili. Si presentò: ‘‘Mi chiamo Tristan Tondino’’.
Gli chiesi se conoscesse l’artista e professore Gentile Tondino. Mi rispose che era suo padre. Parlammo a lungo e ben presto mi resi conto che non era affatto timido: le sue pause si erano accorciate, il suo discorso si era fatto più fluido. Mi mostrò alcuni dei suoi dipinti: mi piacquero moltissimo e gli proposi immediatamente di esporli nella nostra galleria.
Da quel primo incontro ci siamo rivisti più volte, e ogni volta ho scoperto un artista dal talento immenso.
Tristan Tondino, nato a Montréal nel 1961, ha iniziato la sua carriera come scenografo, direttore artistico e sceneggiatore. Cresciuto in una famiglia di artisti ed educatori, era inevitabile che seguisse le orme del padre, che lo influenzò profondamente agli inizi del suo percorso.
Ha studiato Filosofia alla McGill University, convinto che in quella disciplina avrebbe trovato risposte ai problemi legati all’arte. Ha insegnato Etica a McGill e oggi insegna arti visive al Visual Arts Centre di Westmount.
Co-direttore di una società di produzione, guida squadre creative nei settori del cinema e del teatro, unendo visione strategica e collaborazione pratica.
Nel 1990 ha deciso di dedicarsi più seriamente alla pittura. La maggior parte delle sue opere — prevalentemente irrealiste — è stata realizzata dopo il 1999. In molti dei suoi lavori emergono forti implicazioni politiche: Tristan non ha alcun timore di dire, e di scrivere, ciò che pensa.
Appassionato di filosofia, arte e istruzione, si impegna a promuovere un impatto sociale ed ambientale positivo attraverso progetti interdisciplinari. Perfettamente bilingue, ha co-scritto, co-illustrato e co-pubblicato tre libri bilingui per bambini.
Le sue opere sono state esposte a livello internazionale — a Montréal, in Ontario, in Italia, negli Stati Uniti e in Messico — e fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private.
La lista degli artisti di origine italiana non si esaurisce certo qui. Una nuova generazione di giovani talenti italo-canadesi sta emergendo con grande forza e maturità. Ho avuto l’opportunità di visitare alcune delle loro mostre e posso assicurarvi che, nel prossimo futuro, diversi di questi giovani artisti raggiungeranno il successo che meritano.
L’espressione artistica dell’immigrazione italiana, un tempo limitata soprattutto alle arti popolari e di strada, si è trasformata in una vera e propria scuola ricca e multiforme, che oggi abbraccia pittura, architettura, scultura, musica, danza, poesia, cinema e molto altro ancora.
Una cosa è certa: l’arte – e gli artisti che la incarnano – contribuisce in modo decisivo alla costruzione di una nazione, lasciando un’impronta duratura e positiva sulla società. Possiamo affermare, senza esitazione, che gli artisti italiani hanno ricoperto un ruolo fondamentale nel rendere il Canada la grande nazione culturale che conosciamo oggi.





