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L’Aceto Balsamico di Modena delizia i palati canadesi

IL CONSORZIO PER LA TUTELA DEL PRODOTTO EMILIANO A MONTRÉAL

Panoramica del ricevimento a Le Parloir

 

Presentati il cortometraggio Modena Balsamic Genius e la nuova categoria “Riserva” in un evento promosso dalla Camera di Commercio Italiana in Canada. L’intervista al Direttore Generale del Consorzio Federico Desimoni

Il DG del Consorzio
Federico Desimoni

 

MONTRÉAL – L’Aceto Balsamico di Modena IGP è tra i simboli più riconosciuti della gastronomia italiana, un prodotto che conquista in patria e all’estero. Con una produzione di circa 95 milioni di litri l’anno – il 93% esportato in oltre 130 Paesi – rientra tra le prime dieci eccellenze italiane IGP e DOP più vendute al mondo, con un valore al dettaglio superiore al miliardo di euro. Il Nord America è un mercato chiave, assorbendo il 30% della produzione totale (circa 28 milioni di litri); di questi, il 3% è destinato al Canada, dove il Québec registra i consumi più elevati.

 

Da queste premesse nasce l’evento organizzato dalla Camera di Commercio Italiana in Canada (CCIC) per promuovere l’Aceto Balsamico di Modena IGP nel Paese dell’Acero. Mercoledì 19 novembre, a Le Parloir (424 Rue Guy, Montréal), la vicedirettrice generale della CCIC, Roxana Cirstea, il direttore generale del Consorzio di Tutela, Federico Desimoni, e il responsabile comunicazione e marketing, Andrea Mancuso Morini, hanno presentato il primo cortometraggio prodotto dal Consorzio e diretto da Carlo Guttadauro, Modena Balsamic Genius, e la nuova categoria “Riserva”.

 

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Dopo la proiezione della pellicola e l’illustrazione delle tre tipologie ufficiali – Aceto Balsamico di Modena IGP (affinato tra 60 giorni e 3 anni), Invecchiato (3–5 anni) e Riserva (oltre 5 anni) – gli ospiti, tra cui media, influencer ed esperti del settore, hanno degustato un menù interamente costruito attorno al prodotto modenese. Dal cocktail agli antipasti, dai primi alle carni fino al dessert, l’Aceto Balsamico di Modena IGP ha esaltato ogni piatto firmato dagli chef de Le Parloir.

 

Nel corso della serata Il Cittadino ha intervistato il direttore generale del Consorzio per approfondire storia, caratteristiche e prospettive di questo fiore all’occhiello dell’enogastronomia italiana. “Siamo qui per informare e fare conoscere più a fondo l’Aceto Balsamico di Modena”, ha affermato Desimoni. “Vogliamo aiutare il consumatore a riconoscere il prodotto autentico, perché nel mondo, e anche qui in Canada, circolano tante imitazioni”. Gli elementi chiave in etichetta, ha ricordato, sono due: “la dicitura completa ‘Aceto Balsamico di Modena’ e il logo giallo e blu dell’Unione Europea che identifica l’indicazione geografica protetta (IGP)”.

 

Da questa esigenza nasce Modena Balsamic Genius, il primo cortometraggio del Consorzio. “Abbiamo scelto un linguaggio diverso, quello della danza contemporanea e del messaggio audiovisivo, capace di arrivare alle nuove generazioni e ai mercati internazionali”, ha spiegato. Il film “racconta la vitalità del nostro prodotto e l’unicità della sua storia”.

 

Sul legame tra Emilia-Romagna e Québec, Desimoni ha evidenziato una naturale affinità culturale. “Qui c’è una sensibilità molto simile alla nostra”, ha affermato. “La cultura del cibo è fortissima e c’è grande attenzione alla qualità. Per questo riteniamo che il Canada abbia grandi potenzialità”. Pur riconoscendo il peso del mercato statunitense, ha sottolineato che “il gusto culinario quebecchese è molto vicino a quello europeo” e ciò “rappresenta un vantaggio per un prodotto complesso come il balsamico”.

 

L’intervista è poi entrata nel vivo: “Per capire davvero l’Aceto Balsamico di Modena bisogna conoscerne le diverse tipologie”, ha spiegato. A seconda dell’uso, cambiano caratteristiche e intensità: “Per l’insalata è più gradevole un aceto liquido e leggermente aspro”, mentre per piatti più strutturati “bisogna scegliere un prodotto realizzato con molto mosto cotto, più denso e dolce”. Gli invecchiati, invece, offrono un’esperienza a sé: “L’invecchiamento dà una complessità straordinaria. Sono aceti che puoi gustare persino al cucchiaio, quasi come un digestivo”. 

 

Riguardo al territorio, Desimoni ha ricordato il ruolo decisivo della storia e del clima. “Modena ha un microclima unico: nebbia, freddo, caldo intenso. Tuttavia, il fattore decisivo è stato quello umano”, ha sottolineato. “Nel 1747, il Duca di Modena (n.d.r. Francesco III d’Este) ebbe l’intuizione di descrivere l’aceto per ciò che fa sentire, non solo per il suo gusto. È stata un’idea geniale che ancora oggi guida il nostro lavoro”.

 

Il ruolo del Consorzio, ha spiegato, è quello di “tutelare, promuovere e diffondere la cultura del vero Aceto Balsamico di Modena”, un impegno che coinvolge decine di produttori e un intero territorio.

 

In chiusura, Desimoni ha offerto un consiglio spesso trascurato: “L’Aceto Balsamico è incredibile. Più rimane in bottiglia, più diventa buono”. La data di scadenza è dunque una formalità: “Anche una bottiglia aperta da un anno non ha alcun problema. È un prodotto sanissimo, storicamente utilizzato persino come antibatterico”. Un’ulteriore conferma della straordinaria longevità e del fascino senza tempo di uno dei tesori più preziosi della tradizione italiana.

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