

Tra gli arrondissment più colpiti c’è Saint-Léonard, soprattutto nel settore di rue de Belmont
MONTRÉAL – Domenica 13 luglio una bomba d’acqua si è abbattuta su Montréal, con 81,6 mm di pioggia registrati all’aeroporto Pierre Elliott Trudeau (YUL), di cui quasi 60 mm in un’ora. È stata la giornata di luglio più piovosa dal 1941 e la quarta più intensa mai registrata. Il record assoluto resta quello del 9 agosto 2024 con 154 mm caduti durante l’uragano Debby, seguito dall’8 novembre 1996 con 93,5 mm e dal 14 settembre 1979 con 81,9 mm. Le squadre di emergenza hanno lavorato domenica e lunedì per ripristinare la corrente elettrica e prosciugare scantinati e strade allagate. Più di 100.000 clienti di Hydro-Québec sono rimasti senza elettricità domenica sera, e oltre 4.000 lo erano ancora lunedì mattina.
Le piogge torrenziali hanno rapidamente saturato i sistemi fognari, causando allagamenti in centinaia di case, negozi, parcheggi, strade, sottopassassi, svincoli e autostrade. Diversi alberi, spezzati dal vento o colpiti da fulmini, sono caduti danneggiando veicoli. I servizi d’emergenza hanno ricevuto 308 chiamate domenica pomeriggio per assistenza legata alle forti piogge, ha riferito Philippe Sabourin, portavoce della città di Montréal. Quattro famiglie sono state temporaneamente evacuate e assistite dalla Croce Rossa.
Gli arrondissement di Montréal più colpiti sono stati Saint-Laurent, Ahuntsic-Cartierville, Villeray, Saint-Michel e Saint-Léonard, soprattutto il settore di rue de Belmont.

In basso la cucina resa inagibile dalla bomba d’acqua – Foto: Vittorio Giordano – Il Cittadino

Rosa Muoio vive da 52 anni al civico 9143. Con la pioggia intensa, la casa si è allagata con 4 piedi d’acqua. ‘‘Il sottosuolo è completamente inagibile – ci ha raccontato – : bagno, camera da letto… ho perso tutto. L’appartamento era affittato e ora l’inquilino è assistito dalla Croce Rossa. I pompieri hanno aspirato l’acqua, ma poi le pompe si sono fermate perché Hydro-Québec ha tagliato l’elettricità’’. Non è la prima volta. ‘‘L’anno scorso, il 9 agosto, è successa la stessa cosa ed ho perso 200.000 $. Il sistema fognario di Langelier e Couteau è inadeguato, non riesce ad assorbire l’acqua. Servono lavori enormi, ma l’arrondissment non riceve i soldi necessari dal Comune, che preferisce costruire piste ciclabili e stazioni di ricarica per auto elettriche. Ci sentiamo abbandonati, anche se paghiamo le tasse’’. May Slim, proprietaria da quasi 20 anni, ci ha detto: ‘‘È dal 2016 che segnaliamo il problema delle fogne piene e chiediamo interventi per prevenire gli allagamenti. Ma non è stato fatto nulla. Ho appena finito le ristrutturazioni dopo l’allagamento dell’anno scorso e ho perso tutto un’altra volta. Non posso più affittare e rischio di perdere anche l’assicurazione, mentre il valore della casa è destinato a scendere. Serve una class action, perché così non può andare avanti’’. Andriy Marunich è proprietario dal 2002: ‘‘È la seconda grande alluvione in due anni. Ho speso oltre 100.000 $ tra pompe e sistemi di drenaggio, ma non è servito a niente. L’acqua arriva dalle fogne, si accumula in dieci minuti con una pressione fortissima e invade tutto. L’unico intervento concreto del Comune di Montréal è stata l’installazione di una colonnina per auto elettriche all’angolo, mentre noi restiamo sommersi’’.
Sulla Rive-Nord, in meno di tre ore sono caduti addirittura fino a 110 mm di pioggia, provocando gravi danni a Saint-Eustache, Mirabel e Sainte-Thérèse.
I cittadini che ritengono la città responsabile degli allagamenti hanno 15 giorni per presentare una richiesta di risarcimento al Bureau des réclamations di Montréal.
Botta e risposta tra Plante e Ferrada. ‘‘Non esiste una soluzione miracolosa ‘‘, ha detto la Sindaca di Montréal, Valérie Plante, che ha espresso la sua solidarietà verso i cittadini colpiti dalle inondazioni. Plante ha ricordato che i cambiamenti climatici sono una realtà e che fenomeni come questo saranno sempre più frequenti e intensi. ‘‘L’amministrazione, che destina oltre 500 milioni di dollari alle infrastrutture idriche, lavora da anni per adattare la città agli effetti del clima, ma il percorso è ancora lungo: non basta cambiare i tubi, bisogna intervenire anche sulla superficie. Per questo puntiamo sulle infrastrutture ‘spugna’ ’’. Dura la presa di posizione dell’opposizione: Soraya Martinez Ferrada, leader di Ensemble Montréal, ha denunciato i ritardi nell’ammodernamento dei collettori d’acqua: ‘‘Non si può continuare a far espandere la città senza incrementare anche la capacità dei bacini di raccolta e dei sistemi fognari.
Questo è il vero nodo. Un parco spugna non basta a fronteggiare le piogge intense. Bisogna raddoppiare la capacità dei collettori’’.





