
Un doppio evento dell’International Contemporary Film Festival ha visto i registi Antonio e Marco protagonisti al Parco Dante e al Cinéma du Musée
Montréal – L’11 e il 12 luglio saranno difficili da dimenticare per gli appassionati di cinema italiano a Montréal. Nell’ambito dell’ICFF, che anima l’estate della città ogni mercoledì fino al 27 agosto, due serate speciali hanno visto protagonisti i Manetti Bros. Antonio e Marco Manetti sono due registi italiani amatissimi per la serie tv L’Ispettore Coliandro, la trilogia di Diabolik e il musical Ammore e malavita, premiato con cinque David di Donatello, un Ciak d’oro, un Nastro d’Argento e il Premio Pasinetti a Venezia.
ll loro arrivo a Montréal è stato salutato da un rinfresco allestito nella sede della Petite Italie dalla Caisse Populaire Canadienne Italienne Desjardins, uno degli sponsor principali del festival, organizzato da Vision Méditerranéenne, con la collaborazione del Consolato Generale d’Italia a Montréal. Presenti il Direttore Generale Mariano De Carolis, la Direttrice dei servizi alla clientela e dello sviluppo Michelina Lavoratore e altri vertici dell’istituzione finanziaria. A seguire, si è tenuta la proiezione – eccezionalmente di venerdì per l’occasione – nel suggestivo Parco Dante del film Ammore e malavita. Sia prima che dopo, Antonio e Marco Manetti si sono intrattenuti col pubblico, entusiasta non solo per il film, ma anche per la disponibilità e la simpatia dei due registi.

Il giorno seguente, al Cinéma du Musée, è toccato alla loro nuova commedia, U.S. Palmese, già lanciata in Italia lo scorso marzo, introdotta da un elegante cocktail curato nei minimi dettagli dalla Mariniello Consulting. Numerosi gli ospiti istituzionali: l’Ambasciatore d’Italia a Ottawa, Alessandro Cattaneo, il Console Commerciale d’Italia a Montréal, Fortunato Mangiola; la Console Generale del Belgio, Bernadette Scheid; rappresentanti dei Consolati di Ungheria e Polonia; la Direttrice dei Servizi alla clientela e dello Sviluppo aziendale della Caisse Populaire Canadieene Italienne Desjardins, Michelina Lavoratore, la Presidente del Com.It.Es di Montréal, Anna Colarusso; il Presidente dell’Associazione Italo-Canadese del West Island, Egidio Vincelli; e numerosi artisti del panorama locale e internazionale.

Dopo i saluti iniziali, il Direttore artistico del festival Francesco Esposito ha lasciato la parola all’Ambasciatore Cattaneo, che ha sottolineato il valore del Festival del Cinema Italiano Contemporaneo: “Un evento che valorizza la ricchezza artistica dell’Italia dei nostri giorni all’interno del contesto dinamico e multiculturale di Montréal, del Québec e del Canada”. Ha poi sottolineato come l’ICFF sia “diventato un punto di riferimento per la politica culturale dell’Ambasciata, offrendo l’opportunità di riflettere sulle tendenze, i messaggi, i valori e le visioni progettuali dell’Italia contemporanea”.
Spazio poi ai Manetti Bros., che hanno brevemente presentato il film.
In un’intervista a Il Cittadino Canadese, Antonio Manetti ha raccontato: “È la nostra prima volta a Montréal e siamo veramente felici di essere in questa bellissima città. Ci piace molto viaggiare, conoscere posti diversi, culture e tradizioni”. “Non sappiamo cosa aspettarci, ma sentiamo già vibrazioni positive. Speriamo proprio di essere sorpresi dalla metropoli e dalle persone”.
Lo stile dei Manetti Bros. è riconoscibile per la libertà creativa e la mescolanza di generi: “Molti registi si concentrano su un solo genere, ma noi non ci sentiamo legati a uno solo. Ogni storia ci porta da una parte diversa: commedia, horror, crime, musical… Ogni volta partiamo da un foglio bianco”. E ha precisato che “non amiamo lavorare su storie vere. Il nostro cinema parte dalla realtà, ma poi vira nella fantasia. Preferiamo costruire mondi nuovi che facciano sognare lo spettatore”.

Il loro metodo di lavoro è frutto di una perfetta sinergia: “Facciamo tutto insieme, dall’idea alla scrittura, dal casting al montaggio. Sul set ci dividiamo i compiti: Marco dirige gli attori, io curo fotografia e immagine. Così lavoriamo in modo più veloce e chiaro con la troupe”.
Parlando di U.S. Palmese, Antonio ci ha spiegato: “È una storia che nasce dai nostri ricordi. Da piccoli passavamo l’estate a Palmi, il paese di nostra madre. Andavamo spesso a vedere gli allenamenti della squadra di calcio locale, la Palmese. Una volta un signore scherzando, disse: ‘Se ogni abitante mette 200.000 lire, possiamo comprare Maradona’. Era una battuta, ma noi l’abbiamo trasformata in una commedia. Abbiamo creato un campione immaginario, moderno, per dare corpo a quel sogno collettivo”.
Il film è anche un tributo al Sud: “Palmi è un paese che amiamo. Volevamo raccontare il Meridione non come luogo che deve essere aiutato, ma come luogo che può ispirare. Ha valori, bellezza, forza. È una storia di calcio che parla di riscatto, unione, comunità”. E ha aggiunto: “È un ritorno all’amore per il calcio non professionistico, quello delle serie minori, dove contano la passione e l’attaccamento alla maglia”.
Alla domanda sul rapporto tra l’allenatore e il fuoriclasse, Antonio ci ha risposto: “È importante, ma la chiave della storia è Don Vincenzo, un pensionato che sogna di comprare un campione e organizza una colletta. È lui il motore della vicenda, interpretato con grande umanità da Rocco Papaleo”.
Entrambe le serate sono state un successo: pubblico numeroso e coinvolto, a dimostrazione che il cinema italiano sa ancora emozionare anche dall’altra parte dell’oceano.
Il prossimo appuntamento con l’ICFF è mercoledì 16 luglio, sempre al Parco Dante, con Le bleu du caftan di Maryam Touzan. Alle 20:00 concerto del trio Les deux guitares, seguito dalla proiezione alle 21:00.





