Roma, 25 giu. (askanews) – Perché rileggere i classici? In un mondo iperconnesso e iperfluido, dominato dalla velocità e dalla tecnologia, Andrea Chisesi sceglie di fermarsi, di rileggere lantico per guardare da prospettive diverse al presente. Nasce così Omaggio alle Metamorfosi di Ovidio, la nuova mostra personale dellartista, che sarà aperta al pubblico dal 13 luglio al 16 novembre negli spazi del Museo Civico di Noto, allinterno del suggestivo ex Convento di Santa Chiara. La mostra è promossa e patrocinata dallAssessorato alla Cultura del comune di Noto.
Artista poliedrico e visionario, conosciuto per la sua abilità nel fondere fotografia e pittura in un processo che lui stesso definisce fusione, Chisesi propone con questa mostra un corpus di opere inedite e significative che dialogano con uno dei testi fondamentali della cultura occidentale: le Metamorfosi che il poeta latino Ovidio compose tra il 2 e l8 d.C.. Il poema, insieme storia universale e catalogo di miti, rappresenta da secoli una inesauribile miniera da cui ha attinto lintera tradizione artistica e letteraria europea. Lomaggio di Andrea Chisesi a questa tradizione si articola in un ciclo di opere, metamorfosi nelle metamorfosi che diventano fonti continue di meraviglia e stupore.
Curatrice della mostra è Martina Mazzotta, storica dellarte e critica di respiro internazionale, che accompagna il percorso con un saggio profondo e raffinato. Nel suo testo, Mazzotta descrive Chisesi come un artista-alchimista, capace di dare forma a una vera e propria fucina dove riesce a fondere superfici diverse, conferendo una cifra stilistica inconfondibile alla sua opera e in particolare alle note fusioni. La sua persona e la sua arte, spiega, possiedono una sorta di esprit de finesse, perché entrano in piena sintonia con linterlocutore e attivano una speciale forma di empatia. Chisesi coglie il valore simbolico del corpo, della natura e delle sue fluide metamorfosi che collegano regni diversi. Nel rendere omaggio a questa epica erotica e non guerresca, lopera dellartista si conferma pienamente in linea con la legge che domina il poema di Ovidio: tutto cambia, nulla muore.
Al ciclo delle Metamorfosi, Chisesi è giunto riconoscendo che molte delle sue recenti fusioni (ma alcune risalgono anche a dieci anni fa) riprendono opere di scultura e pittura di diversi periodi storici, la cui iconografia è riconducibile al poema. Così, scene topiche di miti più o meno celebri prendono forma sulla tela trasformandosi in visioni stratificate fatte di pennellate, dripping, sovrapposizioni, incollamenti, strappi che evocano mondi remoti e insieme attuali.
Chisesi che guarda a Ovidio, seguendo Mazzotta, come al più nuovo fra i classici nella cultura globale del nuovo millennio e ancora protagonista nellarte contemporanea, a suggello di quel suo presagio di fama imperitura che egli veniva formulando nei celeberrimi versi conclusivi del poema. Così lautrice: Come per tutti coloro che hanno beneficiato di una formazione classica, per coloro che abitano le terre dove si sono svolte alcune delle storie delle Metamorfosi, come Andrea Chisesi, i nomi di Alfeo e Aretusa, di Acamante e Fillide, di Proserpina rappresentano per la comunità un tessuto simbolico che sintreccia con le acque, la vegetazione, la conformazione del territorio in cui si vive. Vi sono poi aspetti di grande attualità, nella vita di Ovidio come nella sua opera, che consentono di recuperare il linguaggio utilizzato per certi artisti contemporanei e di osare definirlo artista nomade, votato allambiente e ai temi del cosiddetto gender trouble, persino posthuman.
Il percorso espositivo si sviluppa in diverse sezioni e gli omaggi alla storia dellarte si articolano in due grandi insiemi: pittura e scultura. Le opere, realizzate con la tecnica della fusione, alternano pittura, fotografia analogica e digitale, collage e grattage. A completare lesperienza della mostra, un catalogo edito da Moebius Editore raccoglie tutte le opere esposte, il saggio critico della curatrice, nonché fotografie e approfondimenti sul lavoro di Chisesi e sul suo rapporto con il mito. Il volume sarà disponibile in mostra e nei principali circuiti librari.
