Milano, 9 giu. (askanews) – È il brano Onda alta di Dargen DAmico a vincere il 23° Premio Amnesty International Italia per la sezione Big. Il riconoscimento è promosso da Amnesty International Italia, insieme allassociazione Voci per la Libertà, per premiare il miglior brano sui diritti umani pubblicato nellanno precedente da un artista o gruppo di spicco della musica italiana.
Il premio si inserisce nel calendario delle attività di Amnesty International Italia, che questanno celebra 50 anni di impegno nella difesa dei diritti umani.
Onda alta (scritto da Cheope / D’Amico / Roberts / Marletta / Fazio) affronta con delicatezza e intensità il dramma delle migrazioni via mare, dando voce a chi si trova costretto a lasciare la propria terra e affrontare viaggi pericolosi e disperati per raggiungere lEuropa. Il pezzo mescola pop ed elettronica con un testo profondo e toccante, che mette al centro non solo il rischio fisico del viaggio, ma anche le ingiustizie e le disuguaglianze sociali che spingono molte persone a partire.
Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, ha spiegato così le motivazioni del Premio: Il brano racconta, in maniera suggestiva ed emozionante, i viaggi che tante persone sono costrette a intraprendere per raggiungere luoghi sicuri. In un momento storico in cui si invocano e praticano le chiusure delle frontiere e si mettono a rischio vite umane rimandandole in paesi assai poco sicuri, Onda alta rimette al centro lessere umano e i pericoli che è costretto a correre chi non ha più quasi nulla da perdere, perché quasi tutto ha già perso. Questo brano, meritevolmente, cerca di spostare lattenzione dai confini, dai limiti e dalla paura alla necessità di superare i pregiudizi e le differenze per permettere a ogni persona di vivere in un mondo sicuro e, certamente, migliore.
In occasione del premio ricevuto per questo brano un riconoscimento importante non solo dal punto di vista artistico, ma anche per il messaggio sociale che porta Dargen DAmico ha sottolineato ancora una volta il valore della solidarietà e il bisogno di guardare oltre lindividualismo: La società concentra tutto nelle mani di pochi. I film di rivalsa sociale non sono mai corali. Se lindividualismo è oggi valore assoluto, il coraggio è rappresentato da chi trasforma la propria volontà in solidarietà. Se cè un premio, dovrebbe andare alle vittime dei sacrifici, e se le vittime dei sacrifici non possono ritirarlo, dovrebbe ritirarlo chi ogni giorno è sul campo nel tentativo di alleviare le sofferenze del prossimo ha dichiarato.
Sono intanto stati resi noti i semifinalisti della sezione emergenti del Premio, che si confronteranno il 18 e 19 luglio a Rovigo nellambito della 28ª edizione del festival Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty.
Venerdì 18 luglio si esibiranno: Andrea Kabo, da Milano, con 100 Anime; Lady Sox, da Pisa, con Senza ragione; Manuela Zero, da Napoli, con Le carezze di Giulio; Stona, da Alessandria, con Puntine.
Sabato 19 luglio sarà la volta di: Giovanni Segreti Bruno, da Roma, con Notre Drame; Manù Squillante, da Salerno, con Vizi e virtù; Margine, da Pesaro, con Io Capitano; Samsara, da Bologna con Destini diversi.
I cinque migliori si contenderanno il titolo in finale domenica 20 luglio. La tre giorni di Rovigo ospiterà inoltre artisti, talk e varie iniziative nellambito della Settimana dei diritti umani, un ampio evento multidisciplinare volto a promuovere i diritti umani attraverso arte e cultura. Il programma, che verrà annunciato nelle prossime settimane, partirà lunedì 14 luglio e proporrà numerosi appuntamenti gratuiti, sia pomeridiani che serali.
In lizza per la sezione Big del Premio Amnesty di questanno cerano anche Arisa con Canta ancora, Assalti Frontali feat. Luca D’Aversa con Il mio nome è Lala, Martina Attili con “Eva e Adamo”, BigMama con La rabbia non ti basta, Vasco Brondi con Un segno di vita, Ghali con Casa mia, Paolo Jannacci e Stefano Massini con L’uomo nel lampo, Fiorella Mannoia con Disobbedire e Piero Pelù con Scacciamali.
