di Alessandra Cori
L’industria alimentare ha chiuso il 2024 con un incremento della produzione pari a +1,8%, confermando la solidità del comparto e la sua capacità di resistere alle difficoltà del contesto macroeconomico, soprattutto considerando il calo del 3,7% del manifatturiero nel complesso. “L’agroalimentare italiano quindi si conferma uno dei settori trainanti dell’economia nazionale anche nel 2024”, sottolinea il Report Agrimercati di Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo e alimentare) sul quarto trimestre 2024. Il Report parte da un’analisi del contesto generale che ha visto nel 2024 l’economia mondiale mostrare segnali di stabilità, con un rallentamento dell’inflazione e una ripresa del volume degli scambi commerciali internazionali rispetto al 2023. Nonostante alcuni elementi di incertezza legati all’evoluzione della politica commerciale statunitense e alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e in Ucraina, le prospettive globali restano comunque moderatamente positive. Infatti, le proiezioni dell’OCSE indicano una crescita del PIL mondiale pari al 3,3% sia nel 2025 che nel 2026, accompagnata da un ulteriore calo dell’inflazione. Il nuovo anno si è aperto comunque in un quadro complesso, in cui fattori come la volatilità del prezzo del petrolio e l’incertezza dei flussi di gas dalla Russia, continuano a richiedere attenzione. Per quanto riguarda poi la politica monetaria, è possibile che le scelte della Federal Reserve e della BCE seguano percorsi differenti, con effetti distinti sull’andamento dell’inflazione negli Stati Uniti e nell’Eurozona.

In questo contesto, i dati del 2024 indicano comunque un incremento in volume sia della produzione sia del valore aggiunto dell’agricoltura. La crescita della produzione ha riguardato, in particolare, coltivazioni, comparto zootecnico e attività secondarie. Mentre calano le attività dei servizi agricoli. L’annata è stata favorevole soprattutto per frutta, ortaggi freschi e vino e in flessione per cereali, olio d’oliva e foraggi. Il valore medio dell’indice Ismea sull’andamento dei costi, vale a dire i prezzi dei mezzi correnti di produzione, è diminuito del 3,7%, mentre i prezzi dei prodotti hanno guadagnato lo 0,9% sul livello medio del 2023.
Ma il dato più interessante riguarda le esportazioni italiane di alimenti e bevande, che nel 2024 sono aumentate del 7,5% rispetto al 2023 sfiorando il record di 70 miliardi di euro, con una performance migliore rispetto alle esportazioni complessive che sono rimaste per lo più ferme sul livello del 2023. Le importazioni agroalimentari nel 2024 sono inoltre aumentate del 7,2% a fronte di un calo del 3,9% di quelle totali nazionali. La bilancia commerciale agroalimentare è comunque migliorata rispetto al 2023, con un surplus di circa un miliardo di euro.
Inoltre, secondo i dati dell’Osservatorio sui consumi alimentari elaborato con Nielsen, nel 2024 il carrello della spesa per i prodotti alimentari da consumare in casa è costato agli italiani lo 0,9% in più rispetto al 2023. In particolare nel quarto trimestre dell’anno i prodotti del largo consumo confezionato hanno fatto registrare una crescita dei fatturati nei canali della grande distribuzione di circa il 3%, grazie alla ripresa dei volumi e a un progressivo rientro del fenomeno inflattivo.
Nel carrello ritrovano slancio soprattutto ortofrutta e bevande, mentre si riducono i prodotti proteici di origine animale con la sola eccezione delle uova.
“L’agroalimentare italiano continua a dimostrarsi quindi una colonna portante della nostra economia e i dati relativi al 2024 ce lo confermano con chiarezza. Il nuovo Report Agrimercati di ISMEA sul quarto trimestre dell’anno, restituisce un quadro incoraggiante, che premia il lavoro, la dedizione e la qualità che da sempre contraddistinguono le nostre filiere agricole e alimentari”. Lo scrive il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, commentando nel dettaglio i dati contenuti nel report di ISMEA. “Questi risultati – prosegue il Ministro Lollobrigida – sono frutto dell’impegno dei nostri imprenditori, ma anche di un Governo che crede nel settore primario e lo sostiene con azioni concrete. L’agroalimentare non è solo economia ma anche identità, territorio e orgoglio italiano. E noi continueremo a valorizzarlo, in Italia e nel mondo”, ha concluso il Ministro.





