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Carney a 3 seggi dalla maggioranza assoluta Ora il difficile dialogo con Trump

ELEZIONI FEDERALI 2025

 

 

Il Primo Ministro Mark Carney sale a bordo dell’aereo di stato per incontrare Donald Trump a Washington. (Adrian Wyld/La Presse Canadienne)

 

OTTAWA – Dopo una lunga maratona elettorale, con conteggi, riconteggi e sorpassi al foto-finish, le elezioni del 28 aprile scorso hanno certificato la vittoria del Partito Liberale con Mark Carney alla guida del Paese. Un successo frutto di una lunga rincorsa sui Conservatori (le dimissioni di Justin Trudeau e la retorica ostile di Donald Trump hanno rianimato un partito ormai moribondo), ma che resta comunque deficitaria perché il nuovo governo non potrà contare sui 172 seggi (sui 343 totali) che avrebbero garantito al Primo Ministro la maggioranza assoluta alla House of Commons. Qui di seguito i risultati definitivi e ufficiali: i Liberali si sono aggiudicati 169 circoscrizioni/seggi (con il 43,7% dei consensi), i Conservatori si sono fermati a 144 (41,3%), l’Ndp in caduta libera ha portato a casa solo 7 seggi (6,3%), il Bloc Quebecois deve accontentarsi di 22 seggi (6,3%) ed i Verdi confermano in Parlamento solo la leader storica Elizabeth May. Con il voto che si è trasformato in un referendum su Trump e le sue politiche protezionistiche, l’affluenza è stata la più alta dal 1993: il 68,7% degli aventi diritto (19.597.674 su 28.525.638 iscritti nei registri elettorali) si sono recati alle urne. La priorità assoluta dell’ex Governatore della Banca centrale del Canada resta la guerra commerciale con gli Stati Uniti e martedì 6 maggio è andato in scena il primo faccia a faccia con il Presidente americano Donald Trump. Per la formazione del governo e il giuramento c’è tempo, anche se possiamo già dare per certa la riconferma di Francois-Philippe Champagne al Ministero delle Finanze, con cui sarebbe già al lavoro per redigere il prossimo budget federale.

 

Carney nel suo primo discorso post-voto: “L’America vuole la nostra terra”. “Questo è il Canada e noi decidiamo cosa succede qui”, ha detto Carney davanti ai suoi sostenitori a Ottawa, nella notte tra il 28 e 29 aprile. “Dovremo pensare in grande e agire in grande – ha aggiunto – : dovremo fare cose che prima si pensavano impossibili”. Il neo Primo Ministro ha quindi affermato: “Possiamo dare a noi stessi molto più di quanto gli americani possano mai toglierci”. “I prossimi giorni e mesi – ha sottolineato – saranno impegnativi e richiederanno sacrifici. Ma condivideremo queste sfide sostenendo i nostri lavoratori”. Carney è stato duro all’indirizzo degli Stati Uniti e del Presidente Usa Donald Trump: “Abbiamo superato lo shock del tradimento americano, ma non dovremo mai dimenticare la lezione”, ha dichiarato. Nel suo intervento, Carney ha evidenziato l’importanza dell’unità canadese di fronte alle minacce provenienti da Washington e ha ribadito una convinzione che aveva già espresso durante la campagna elettorale: “Il sistema reciprocamente vantaggioso che il Canada e gli Stati Uniti avevano condiviso dalla fine della Seconda guerra mondiale è giunto al termine”. “Come dico da mesi, l’America vuole la nostra terra, le nostre risorse, la nostra acqua, il nostro Paese. Non si tratta di minacce vane. Il Presidente Trump sta cercando di distruggerci per poterci possedere. Questo non accadrà mai, mai. Ma dobbiamo anche riconoscere la realtà: il nostro mondo è cambiato radicalmente”, ha concluso Carney.

 

Poilievre bocciato, ma può rientrare dall’Alberta. Palpalbile la delusione tra i Conservatori, che per la quarta volta di fila escono sconfitti dalle urne e vedono il loro leader Pierre Poilievre perdere il seggio di Carleton, in Ontario, che deteneva da 20 anni. Damien Kurek, deputato conservatore eletto dal 2019 nel collegio di Battle River – Crowfoot, in Alberta, ha deciso di dimettersi dal suo seggio per consentire a Poilievre di candidarsi alle prossime elezioni suppletive. La delusione è ancora più amara se si considera che il Partito Conservatore è riuscito a far eleggere ben 24 deputati in più rispetto alla scorsa legislatura, conquistando molti più voti rispetto al voto del 2021. A far saltare i piani conservatori è stato il fallimento dell’Ndp, passato dai 24 deputati della scorsa legislatura ai 7 di adesso. Molti neodemocratici, infatti, spaventati dalla prospettiva di una guerra commerciale con gli Stati Uniti, hanno scelto di sostenere il Partito Liberale — più vicino ai loro valori — piuttosto che consegnare il Paese a Poilievre, percepito come il Trump canadese per le sue politiche di tagli e austerità.

 

Perde pure Singh, che lascia la guida del partito.  Con appena il 6 % dei voti popolari, il Nuovo Partito Democratico (NPD) ha subito pesanti perdite in diversi collegi del Paese. Perfino il seggio di Jagmeet Singh è stato strappato nella disfatta, e il leader dei neo-democratici ha annunciato che lascerà la sua carica alla testa del partito. Rimarrà in carica in attesa che il partito trovi un successore. Jagmeet Singh è arrivato terzo nel suo collegio di Burnaby Centre, nella periferia di Vancouver: ha conquistato solo il 18,2% dei voti, superato dalla Liberale Wade Chang (42,3%) e dal Conservatore James Yan (38,6%).

 

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Montréal resta una roccaforte liberale. Montréal è rimasta un solido bastione liberale, con il Partito Liberale che ha dominato in quasi tutte le circoscrizioni dell’isola e della Rive-Sud. Tuttavia, sono emerse due eccezioni significative. Il NPD ha mantenuto il suo unico seggio in tutta la provincia grazie alla vittoria di Alexandre Boulerice, che ha conquistato la circoscrizione di Rosemont–La Petite-Patrie. Questa area, pur circondata da una “marea rossa” di candidati liberali, ha dimostrato la solidità del supporto progressista nel cuore della città. Un altro seggio sfuggito ai liberali è stato La Pointe-de-l’Île, dove il Bloc Québécois ha avuto la meglio con la vittoria di
Mario Beaulieu. Dal canto suo, il Bloc ha consolidato la sua posizione nelle regioni a nord e a ovest dell’area metropolitana. Al contrario, la regione di Québec ha votato in gran parte per i Conservatori, con il margine di vittoria che in cinque circoscrizioni è stato superiore ai 20 punti percentuali.

 

Sono 13 i deputati italo-canadesi eletti. Sono 13, in tutto, i deputati italo-canadesi che sono stati eletti in Parlamento per la 45ª legislatura: sette liberali e sei conservatori. In Québec, nel collegio montrealese di Saint-Léonard-Saint-Michel, la deputata uscente liberale Patricia Lattanzio è stata riconfermata con il 65,3% dei suffragi (ovvero 26.833 voti). Per lei inizia la terza legislatura (dopo quelle del 2019 e 2021). Sempre in Québec, nel collegio di Alfred-Pellan, a Laval, il liberale Angelo Iacono, in Parlamento dal 2015, si è aggiudicato la sfida tutta tricolore con il conservatore Louis Ialenti grazie a 32.934 voti, pari al 54,6% dei consensi. Ottava vittoria di fila per il liberale Francis Scarpaleggia nel collegio quebecchese di Lac-Saint-Louis: in Parlamento dal 2004, ha ottenuto 43.446 voti (67,6%). Prima volta per la liberale Giovanna Mingarelli, che è stata eletta nel collegio di Prescott-Russell-Cumberland con 39.110 voti, pari al 54,8% dei consensi. Riconfermata la conservatrice Anna Roberts che, dopo le esperienze nel 2019 e 2021, ha ricevuto 41.682 voti, pari al 61,5% dei suffragi, nel collegio di King-Vaughan, in Ontario. Entra, invece, per la prima volta in Parlamento il collega di partito Michael Guglielmin che, nel distretto di Vaughan-Woodbridge, ha sconfitto il deputato uscente Francesco Sorbara con il 60% delle preferenze, ovvero 40.422 voti. Un’altra matricola è Vince Gasparro, eletto con i liberali nel distretto di Eglinton-Lawrence con 29.949 voti ed il 49,5%. Tra i nuovi volti c’è il liberale John Zerucelli, eletto nel collegio di Etobicoke North, dove è riuscito a conquistare 22,270 voti, ovvero il 52,6%. Nella circoscrizione di Humber River-Black Creek, la liberale Judy Sgro, alla Camera dei Comuni dal 1999, ha vinto con il 55,6% delle preferenze, cioè 21.357 voti. Terza legislatura di fila per il conservatore Tony Baldinelli nel collegio di Niagara Falls-Niagara-on-the-Lake, dove ha ottenuto 29.774 voti (49,1%). Riconfermato anche il collega di partito Eric Melillo che, in Parlamento dal 2019, ha registrato 13.195 voti, pari al 47%. Esordio alla Camera dei Comuni per la conservatrice Kathy Borrelli, che ha strappato il seggio di Windsor-Tecumseh-Lakeshore al deputato uscente Irek Kusmierczyk, conquistando 32.062 voti (45,8%) e imponendosi grazie ad appena 77 voti di distacco. Infine, eletto per la prima volta nel 2021, il conservatore Frank Caputo è stato riconfermato nel collegio di Kamloops-Thompson-Cariboo con il 51,5% dei consensi (32.008 voti). (V.G.)

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