Roma, 3 apr. (askanews) – Una escalation delle tensioni commerciali potrebbe vedere leuro deprezzarsi” (esattamente lopposto di quanto avvenuto nelle ultime ore) “e i costi delle importazioni aumentare”, mentre in Europa “le spese su difesa e infrastrutture potrebbero far salire linflazione tramite la domanda aggregata”. Lo ha affermato il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos intervenendo ad Amsterdam a una conferenza organizzata dall’International Federation of Accountants Chief Executives Forum.
Secondo l’esponente della Bce dalla situazione attuale potrebbero risultare spinte contrapposto per le prospettive di inflazione. L’intervento del banchiere centrale avviene allindomani degli annunci da parte della amministrazione Trump sui dazi commerciali.
“Le tensioni geopolitiche possono anche portare a maggiore inflazione, danneggiando il commercio internazionale, ad aumenti sui prezzi delle materie prime e sui costi dellenergia”, ha aggiunto.
“Al tempo stesso – secondo De Guindos – il calo di domanda per le esportazioni dellarea euro e la minore crescita derivante dallimpatto di dazi o tensioni geopolitiche potrebbe creare un rischio per leconomia, deprimere la domanda e far abbassare linflazione”. (fonte immagine: ECB 2025).
