Paolo Bolano: “Il Mezzogiorno è cultura”

Un calabrese illustre al CITTADINO CANADESE

Il giornalista-regista in Canada per partecipare ad un Convegno sulla ricchezza culturale della Calabria, che ne può riscattare e rilanciare l’immagine nel mondo

Paolo Bolano con il direttore Basilio Giordano in redazione

Paolo Bolano con il direttore Basilio Giordano in redazione

MontréalPaolo Bolano è un’eccellenza calabrese, uno dei primi giornalisti ad entrare in Rai insieme ad un altro ‘mostro sacro’ come Nuccio Fava. Al suo terzo viaggio in Canada, il 14 gennaio scorso ha partecipato ad un Convegno, che si è tenuto ad Ottawa, dal titolo “Mezzogiorno e cultura”, in cui ha presentato una serie di documentari sulla storia, la cultura e le tradizioni della Calabria. “Io sono per l’internazionalizzazione della cultura – ci ha spiegato in occasione di una visita in redazione -: per me la cultura italo-canadese, canadese e italiana devono parlarsi”. “Se la prima emigrazione è stata basata sulla necessità, la seconda vede tanti giovani, diplomati e laureati, lasciare i nostri paesini per le capitali del mondo. E questo mi fa sorgere un interrogativo sull’emigrazione”. Un interrogativo che pone prima di tutto a se stesso, visto che lo stesso Paolo è un emigrante: da Reggio Calabria si è trasferito a Roma, così come il nonno negli Usa e il fratello in Germania. “Gli emigrati che sono diventati numeri uno devono porsi il problema della cultura, facendo fare il salto di qualità all’emigrazione. Per esempio, possiamo pensare ad una città della cultura, a Toronto o a Montréal, ipotizzando un accordo con il teatro greco di Siracusa per produrre due tragedie e una commedia, in italiano e inglese, da far girare in tutto l’Occidente. Un progetto che può coinvolgere decine e decine di giovani e che, allo stesso tempo, potrà essere trasmesso in Italia attraverso una web tv”. “Noi calabresi – ha sottolineato Bolano – veniamo dalla Magna Grecia: da noi è nato il Teatro, il Bello, la Filosofia, la Medicina, la Scultura, la Pittura. I calabresi non sono delinquenti, ma persone di Serie A: i nostri avi hanno assistito alle opere di Sofocle, Eschile ed Euripide. Questa è la Calabria, non quella che dipingono alcuni giornali internazionali”. “La Calabria e il Mezzogiorno – ha poi aggiunto – soffrono il ritardo della questione meridionale, che è stata risolta solo al 50%: vorrei tanto che la politica oggi rispondesse ad un grande meridionalista come Giustino Fortunato, di Rionero in Vulture, che, nel 1870, dopo l’Unità d’Italia, chiedeva al Parlamento valli da bonificare, pendii da rimboscare, vie da aprire e attività industriali da avviare. Lo stesso Benedetto Croce diceva che le nostre disgrazie provengono dal Medioevo a causa di un clero avido e ignorante che aveva partorito un sanfedismo rimasto isolato dall’autentica Evangelizzazione Cristiana”. È arrivato il momento del riscatto: “Oggi che siamo arrivati protagonisti in Canada, dobbiamo portare alta la bandiera della cultura, perché quella bandiera ci unisce e, allo stesso tempo, può cancellare tutto ciò che di negativo viene scritto sulla stampa mondiale. Dobbiamo fermarli, dicendo che noi siamo LA CULTURA”. (V.G.)

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